{"id":628,"date":"2018-10-14T18:40:31","date_gmt":"2018-10-14T16:40:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=628"},"modified":"2018-10-14T18:40:31","modified_gmt":"2018-10-14T16:40:31","slug":"catilina-il-destino-di-un-populista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2018\/10\/14\/catilina-il-destino-di-un-populista\/","title":{"rendered":"Catilina, il destino di un populista"},"content":{"rendered":"<p>Ancora lui, sempre lui, come una maledizione, come una carta sporca e folle che torna dal passato, l\u2019ombra che spaventa il senato e la <em>res publica<\/em>, con il suo bagaglio di fascino, ambiguit\u00e0, violenza, frustrazione, rancore, con una passione che ti porta fino ai confini del nichilismo, l\u2019uomo che viene dalla restaurazione aristocratica ma seduce le masse e rompe ogni schema, scavallando da questa e da quella parte, l\u2019individuo antisistema che dice al potere: le vostre leggi hanno fatto di me un rinnegato, ma torno sulla scena per il gran ballo del colpo di Stato. \u00abFino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?\u00bb.<br \/>\nLucio Sergio Catilina incarna uno dei demoni eterni della storia, una maschera, un paradigma e per questo non riuscirete mai a scacciarlo. \u00c8 sempre contemporaneo, perlomeno fino a quando non sar\u00e0 possibile ignorare le sue ragioni. Torna. Torna questa volta con la narrazione di Andrea Frediani, con il suo nuovo romanzo, pubblicato da Newton Compton: Il cospiratore. La congiura (pagg. 506, euro 12).<br \/>\nCrisi e morte della repubblica: cos\u00ec parleranno un giorno gli storici. \u00c8 il secolo breve dell\u2019antica Roma: conflitti ideologici, guerre civili, il Senato contro i grandi uomini, la tradizione che cerca di resistere alla modernit\u00e0, il partito degli <em>optimates<\/em> contro quello dei <em>populares<\/em>, l\u2019epoca dei generali e degli oratori, le riforme agrarie, l\u2019assassinio dei Gracchi, la scomparsa di Scipione l\u2019Emiliano, il terrore di Mario e Cinna, la restaurazione di Silla, e liste di proscrizione, la ribellione di Sertorio in Spagna, l\u2019astro di Pompeo, Marco Livio Druso vuole estendere la cittadinanza agli amici dell\u2019Urbe (viene ucciso), la guerra dei <em>socii italici<\/em> contro Roma, la stella di Cesare, i denari di Crasso, la rivolta di Spartaco, Cicerone contro Catilina, il triumvirato, la giovent\u00f9 dorata e l\u2019amore libertino, Catullo e Clodia (\u00abmia Lesbia\u00bb), le squadracce di Clodio contro quelle di Milone, Cesare alla conquista della Gallia, il Rubicone, Farsalo, il suicidio di Catone, la testa di Pompeo portata da meschini ministri egiziani in una cesta, le lacrime di Cesare, Cleopatra, il consolato a vita, la corona di re rifiutata tre volte, le idi di marzo, Bruto il tirannicida, Filippi, Antonio, Ottaviano e Lepido, ancora il triumvirato, l\u2019ultima guerra civile, la pace di Augusto, fine della repubblica, inizio dell\u2019impero. Tutto qui, dal 133 al 27 avanti Cristo.<br \/>\nSono gli anni in cui una repubblica guidata da poche famiglie, che digerisce a fatica le ambizioni di pochi uomini nuovi e che non perdona chi tenta di andare oltre l\u2019equilibrio raccomandato dai padri, si confronta con un mondo che all\u2019improvviso \u00e8 diventato troppo grande, troppo esteso, troppo veloce. \u00c8 un secolo in cui la politica diventa scontro fratricida. Scorrer\u00e0 il sangue, le teste dei nemici verranno issate sui rostri del foro.<br \/>\n\u00c8 in questo quadro che si entra per raccontare l\u2019avventura di Catilina. Pensate a un giovanotto, non ancora ventenne, con lo sguardo magnetico di chi si sente nato per riscattare le disgrazie di una famiglia nobile, la <em>gens Sergia<\/em>. Sono patrizi romani da generazioni, ma senza pi\u00f9 denari e potere. Pensate alla voglia che ha di riprendersi tutto. Il punto di partenza di Catilina non \u00e8 lontano da quello di Giulio Cesare. Tutti e due nascono con un nobile passato alle spalle. Solo che Catilina, di otto anni pi\u00f9 vecchio, non \u00e8 Cesare. Non ne ha il genio, la grandezza e neppure la fortuna. Il paradosso \u00e8 che all\u2019inizio il destino lo favorisce. Catilina sta con il vincitore della guerra civile. \u00c8, come Pompeo, come Crasso, tra i favoriti di Silla. Si arricchisce con le liste di proscrizione del dittatore aristocratico. Tu porti la testa del nemico di Roma e Silla ti riempie d\u2019oro. Cesare invece sta con Mario. \u00c8 il nipote di Mario, che ha sposato Giulia, nipote acquisito ma pur sempre nipote. \u00c8 uno sconfitto e sopravvive per un gesto di piet\u00e0 di cui Silla conosceva le conseguenze: \u00abIn questo ragazzo ci sono cento Marii\u00bb. Allora perch\u00e9 Cesare diventer\u00e0 il dio di Roma e Catilina il nemico della repubblica? Se lo chiedete a Cicerone vi dir\u00e0 che \u00e8 tutto merito suo. Solo in parte \u00e8 vero. Catilina ha il torto di precedere Cesare senza averne la forza ed \u00e8 un uomo accecato dalla frustrazione. \u00c8 in questa parola il suo destino e Frediani lo tratteggia da maestro.<br \/>\nIl sogno di Catilina \u00e8 arrivare al consolato. La sua sciagura \u00e8 che non ne ha la dignitas. \u00c8 un uomo corrotto dall\u2019arroganza e dal vizio. \u00c8 ossessionato dagli uomini nuovi che intrallazzano a Roma e da un\u2019aristocrazia mediocre che non fa pi\u00f9 onore al nome di famiglia. Catilina in questa repubblica in crisi di identit\u00e0 \u00e8 un senza partito. \u00c8 la vergogna degli <em>optimates<\/em> e fa orrore ai <em>populares<\/em>. Non \u00e8 di destra n\u00e9 di sinistra. \u00c8 per questo che sceglie, scommette, sulla plebe. Non sa che il popolo dei nullatenenti, la massa della suburra, magari lo applaude, ma non lo salver\u00e0. Eppure ogni sua mossa politica parla al ventre dei populisti, il populismo dannatamente umano di chi sopravvive a stento e quello pi\u00f9 cinico delle classi superiori ricattate dagli usurai. Sono gli unici alleati. Ai secondi prometter\u00e0 la remissione di tutti i debiti. Ai primi il reddito di cittadinanza. Catilina ci prova, a seguire il <em>cursus honorum<\/em> di un patrizio romano: questore nel 78, legato in Macedonia nel 74, edile nel 70, pretore nel 68 e governatore dell\u2019Africa nel 67.<br \/>\nIl 66 dovrebbe essere l\u2019anno per arrivare al consolato. Lo aspetta la giustizia, finisce sotto processo per un\u2019accusa da cui verr\u00e0 assolto. Il giudice \u00e8 Cesare, ma per la sentenza ci vorranno quattro anni. Quattro anni in cui non si pu\u00f2 candidare, quattro anni di attesa. Ci riprova, ma &lt;optimates e populares si alleano per sconfiggerlo. Vincono Ibrida e un personaggio che da quando erano ragazzi Catilina sopporta a fatica. Si chiama Marco Tullio Cicerone, l\u2019uomo della nemesi. Cicerone, da console, fa in modo di spostare a sorpresa le elezioni dell\u2019anno dopo, in pratica con questa mossa non permette ai \u00abprovinciali\u00bb, favorevoli a Catilina, di arrivare a Roma per votare. \u00c8 questo broglio che porta alla congiura, quella su cui Cicerone costruir\u00e0 la sua gloria.<br \/>\nCome pu\u00f2 un uomo di grandi ambizioni, immenso oratore, ma senza fama da generale, conquistare la gloria? Salvando la patria dal suo peggiore nemico. E cos\u00ec fu. <em>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ancora lui, sempre lui, come una maledizione, come una carta sporca e folle che torna dal passato, l\u2019ombra che spaventa il senato e la res publica, con il suo bagaglio di fascino, ambiguit\u00e0, violenza, frustrazione, rancore, con una passione che ti porta fino ai confini del nichilismo, l\u2019uomo che viene dalla restaurazione aristocratica ma seduce le masse e rompe ogni schema, scavallando da questa e da quella parte, l\u2019individuo antisistema che dice al potere: le vostre leggi hanno fatto di me un rinnegato, ma torno sulla scena per il gran ballo del colpo di Stato. \u00abFino a quando dunque, Catilina, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2018\/10\/14\/catilina-il-destino-di-un-populista\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":997,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5434],"tags":[211275,16122,38685,16198,78232,86896,14505,211278,2669,40865],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/628"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/997"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=628"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/628\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":629,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/628\/revisions\/629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}