{"id":645,"date":"2019-09-08T17:05:10","date_gmt":"2019-09-08T15:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=645"},"modified":"2019-09-08T17:05:10","modified_gmt":"2019-09-08T15:05:10","slug":"lepica-di-gianni-brera-nato-sotto-il-segno-di-ariosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2019\/09\/08\/lepica-di-gianni-brera-nato-sotto-il-segno-di-ariosto\/","title":{"rendered":"L&#8217;epica di Gianni Brera nato sotto il segno di Ariosto"},"content":{"rendered":"<p>C i teneva Gio\u00e2nn al suo compleanno. Non per il tempo che passava, perch\u00e9 quello in realt\u00e0 lo straniva, con la malinconia rabbiosa di sentirsi ogni volta pi\u00f9 vecchio. \u00abLa vecchiaia \u00e8 bella. Peccato che duri poco\u00bb. Non sar\u00e0 diverso neppure adesso che sono passati cent`anni dalla sua nascita e le stagioni non le conta pi\u00f9 da quella notte di dicembre del 1992 quando tornava a Milano su una Ford Sierra. Era un venerd\u00ec e aveva cenato al ristornate \u00abIl sole\u00bb di Maleo, paesotto sull`Adda che deve il suo nome forse all`arte dei fabbri, martello, dal latino malleus o da un condottiero romano passato da quelle parti, Tito Maleolo. Quella sera fin\u00ec male, con il botto, l`auto accartocciata e lui morto. <strong>Ci teneva a quell`otto settembre non tanto per il \u00abtutti a casa\u00bb dell`armistizio, ma per il lusso di condividere quella data con Carlo Martello, San Bernardino da Siena, Pietro Bembo e soprattutto con messer Ludovico Ariosto. Non c`\u00e8 da sorprendersi. Il giornalismo di Gianni Brera \u00e8 chanson de geste. \u00c8 epica, meraviglie, invenzione, corbelleria, con la vocazione di trasfigurare la realt\u00e0 in una giostra di magie e avventure e non \u00e8 allora cos\u00ec difficile immaginare Gigi Riva da Leggiuno nell`armatura di Orlando, Rivera come Brunello e Deltaplano Zenga come Astolfo sulla luna, Puliciclone come Rinaldo, Bonimba come un Ferra\u00f9 della Bassa o Lodetti in Sacripante e veder volare l`eterno Fausto Coppi sulle Dolomiti come una sorta di Ippogrifo.<\/strong> Brera come Ariosto \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un cantastorie. \u00c8 uno che con due colpi di scalpello rende vivo un personaggio e inventa parole, battezza, regalando una lingua all`epopea dello sport. Il sinistro di Riva ha la stessa natura selvaggia e divina del rombo di tuono, le spalle di Rivera sanno di abatino, il mento a punta di Lodetti \u00e8 da basl\u00e8tta e l`arte funambolica di Bruno Conti ha il segno arcaico dei pelasgi e si porta dietro un sapere felino e domestico. \u00ab\u00c8 nell`istinto dei gatti giocare lieve di artigli sul gomitolo sottratto alla comare: l`uomo che si diletta di acrobazia sull`erba \u00e8 un fenomeno solitario, un prodigio di invenzioni minime e tuttavia impensate, esaltanti\u00bb. Al centro di tutto c`\u00e8 chiaramente quella sfera di cuoio da addomesticare, una divinit\u00e0 moderna capricciosa che insegue i suoi umori e le sue fortune. Brera la chiamer\u00e0 Eupalla. Non \u00e8 solo un gioco di soprannomi. \u00c8 dare un senso a personaggi e azioni. \u00c8 da qui che vengono i suoi neologismi. \u00c8 dare uno spazio e un tempo al racconto. Melina. \u00abTrattenere a lungo la palla passandola o ripassandola da un giocatore all`altro della stessa squadra allo scopo di perder tempo e talvolta con l`intenzione di umiliare l`avversario\u00bb. Contropiede. \u00abAttacco in direzione inversa. Tratto dalla seconda fase della danza del coro delle tragedie greche\u00bb. Atipico. \u00abCausio: uno dei meridionali della squadra juventina. Atipico e discontinuo fino al dispetto\u00bb. Centrocampista. \u00abIl centro\u00adcampista ha da avere istintivo o quasi il senso geometrico del gioco. Senza quello \u00e8 votato al fallimento perch\u00e9 il centrocampo \u00e8 un mare nel quale facilmente si affoga\u00bb. E si pu\u00f2 andare avanti cos\u00ec con \u00abcursore\u00bb, che ha nelle gambe la fatica del corriere medievale o l`incornata del goleador che allo stesso tempo si fa toro e torero. San Zenone, dove \u00e8 nato, era feudo degli Este e questo lo riporta al destino ferrarese di Ariosto. Brera mette la sua fantasia nel giornalismo e lo fa per mestiere e per campare, perch\u00e9 come tutti quelli nati senza rendita non pu\u00f2 permettersi il lusso di scrivere senza guadagno. \u00c8 nel tempo libero che si dedica ai romanzi, quasi tutti, mentiva, scritti in un mese: Il corpo della ragassa (Longanesi 1969); Naso bugiardo (Rizzoli 1977); Il mio vescovo e le animalesse (Bompiani 1983). L`epica torna in Coppi e il diavolo che non \u00e8 semplicemente un libro sul Campionissimo ma uno specchio dove riconoscersi. \u00c8 Brera che parla di Coppi (nella foto) e sottotraccia ti racconta le stesse fatiche di Giovanni Brera fu Carlo. \u00abIl padre di Fausto batteva i mercati di Nova e di Tortona. Ci andava con Zagara attaccata al biroccio o in bicicletta. Fu il primo proprietario di bicicletta a Castellania. Poi ne compr\u00f2 una lo zio calzolaio, marito a una sorella del padre di Fausto. Era un`Aquila, aveva il manubrio basso, quasi simile a quello dei corridori. Fausto impar\u00f2 a reggersi in bicicletta infilando nel quadro la gamba destra e pedalando come uno sciancato: si aggrappava al manubrio e oscillava in affanno da un pedale all`altro. Bastava gli starnazzasse davanti una gallina per farlo ruzzolare malamente. Aveva le ginocchia zeppe di sbucciature: n\u00e9 andava a piangere in casa, perch\u00e9 sua madre gli avrebbe dato il resto\u00bb. Per trovare Brera bisogna andare in paese.<strong> \u00c8 quello che fanno Angelo Carotenuto e Malina De Carlo in C`era una volta Gio\u00e2nn, documentario in onda stasera su Sky Arte (canali 120 e 400)<\/strong>. \u00c8 San Zenone al Po il suo segreto. Non \u00e8 solo il luogo dove \u00e8 nato e vissuto l`infanzia. \u00c8 qualcosa di immaginario che si porta dietro ai confini del mondo, ovunque va, come un talismano, un posto da cui scappare e ritornare, un demone, un destino, un sestante che ti permette di ritrovare la strada quando tutto ti sembra smarrito o straniero. I confini di San Zenone sono molto pi\u00f9 grandi di quanto sembri, perch\u00e9 si muovono ogni volta che si allarga l`orizzonte. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 del Pavese e della Padania, da lui immaginata come luogo dell`anima e non della politica. \u00abIl mio vero nome \u00e8 Giovanni Luigi Brera. Sono nato l`8 settembre 1919 a San Zenone Po, in provincia di Pavia, e cresciuto brado o quasi fra boschi, rive e mollenti. Io sono padano di riva e di golena, di boschi e di sabbioni. E mi sono scoperto figlio legittimo del Po\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C i teneva Gio\u00e2nn al suo compleanno. Non per il tempo che passava, perch\u00e9 quello in realt\u00e0 lo straniva, con la malinconia rabbiosa di sentirsi ogni volta pi\u00f9 vecchio. \u00abLa vecchiaia \u00e8 bella. Peccato che duri poco\u00bb. 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