{"id":655,"date":"2019-10-04T18:26:31","date_gmt":"2019-10-04T16:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=655"},"modified":"2019-10-04T18:26:31","modified_gmt":"2019-10-04T16:26:31","slug":"orlando-furioso-nella-prigione-di-azkaban","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2019\/10\/04\/orlando-furioso-nella-prigione-di-azkaban\/","title":{"rendered":"Orlando Furioso nella prigione di Azkaban"},"content":{"rendered":"<p>Sei mai stato ad Azkaban? \u00c8 una torre su uno scoglio nel Mare del Nord. \u00c8 una prigione. Quelle ombre che vedi in volo come macchie di anime maledette sono i Dissennatori. Li senti stridere e l\u2019orizzonte \u00e8 un mantello grigio. Non c\u2019\u00e8 speranza, ma un alito di gelo. Non sai pi\u00f9 chi sei, perch\u00e9 loro ti stanno mangiando i ricordi. Non tutti, quelli belli. Ti restano i peggiori, le ore buie della tua vita, cariche di angoscia e si ripetono l\u2019una dopo l\u2019altra, come in un cerchio, fino a prosciugarti. Non \u00e8 la morte che davvero spaventa, ma questo sfinirti senza fine. Il vuoto, la memoria maciullata, smarrire il senno. Capisci che roba \u00e8? \u00c8 perdere peso, profondit\u00e0, sostanza, dimensione. \u00c8 essere soltanto qui e adesso.<br \/>\nEd \u00e8 come non essere. \u00c8 rendersi conto che tutti i tuoi affanni, la tua \u201cinchiesta\u201d, non \u00e8 altro che una patetica e beffarda illusione. Qui \u00e8 rinchiuso Sirius Black, un rinnegato con il cuore da cane randagio. Non \u00e8 nell\u2019ordine delle cose fuggire da Azkaban. \u00c8 una malattia che ti perseguita il resto della vita. Sirius ci riesce, con la complicit\u00e0 di Harry Potter a cavallo di Fierobecco, un ippogrifo.<br \/>\nTe lo ritrovi qui questo animale leggendario, con la testa di grifone, come un\u2019aquila trasfigurata, con le ali grandi e pesanti e il corpo di un cavallo. \u00c8 un frammento dell\u2019Orlando Furioso che si accasa dopo mezzo millennio nella saga di Hogwarts. Non ci arriva per contaminazione diretta. J. K. Rowling non ha mai citato Ludovico Ariosto tra i suoi padri, ma quando studiava all\u2019universit\u00e0 di Exeter ha preso in biblioteca il terzo volume della raccolta di leggende antiche e medievali di Thomas Bulfinch. Qui l\u2019ippogrifo c\u2019\u00e8 e si narra di Astolfo, di Orlando, di Ruggero e Bradamante. Il destriero non \u00e8 per\u00f2 solo una citazione. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 profondo che, passando da Ariosto, segna i sentieri dell\u2019epica: la sfida al potere del nulla, al nichilismo, ai dissennatori, alla morte nera, al non senso. \u00c8 la ribellione a Colui-che-non-si pu\u00f2-nominare, all\u2019Oscuro signore, alla strega di Narnia, al lato oscuro della forza o all\u2019arrivo degli Estranei, a Gmork che sputa in faccia ad Atreju l\u2019elogio della menzogna. Eppure l\u2019etica dell\u2019Orlando Furioso \u00e8 pi\u00f9 sottile, non ci sono buoni e cattivi cos\u00ec netti e delineati, non ci sono prediche e sermoni, ogni personaggio insegue le proprie ossessioni, quasi sempre vane, e si ritrova a fare i conti con l\u2019inatteso, con i rovesci e l\u2019opportunit\u00e0 della Fortuna, qualcosa che sfugge perfino agli algoritmi degli d\u00e8i e ti lascia sgomento davanti all\u2019improvvisazione del caso. Ariosto divaga nella sua leggerezza e canta le donne, i cavalieri, le armi, gli amori, le cortesie, le audaci imprese. Non fa altro che tracciare le linee di fuga dei suoi personaggi, che per lo pi\u00f9 si inseguono e si picchiano come in un western spaghetti. Solo che in tutto questo c\u2019\u00e8 l\u2019invisibile, c\u2019\u00e8 il virtuale e c\u2019\u00e8 la magia. Non come qualcosa di eccezionale o metafisico, ma di quotidiano. Le storie dell\u2019Orlando Furioso sono immerse in uno scenario che rivela materia e antimateria. Ariosto \u00e8 un babbano che vede chiaramente quello che tramano i maghi. E poi c\u2019\u00e8 Astolfo che va sulla luna. Qui troviamo tutto quello che i dissennatori ci hanno rubato. \u00c8 come la stanza delle cose perdute di Hogworts, dove ci si arriva seguendo la mappa del malandrino.<br \/>\nAstolfo in sella all\u2019ippogrifo arriva in paradiso. \u00c8 l\u00ec che viene a sapere della pazzia di Orlando. La notizia arriva da un vecchio con le stimmate da saggio. \u00c8 San Giovanni, l\u2019evangelista, quello dell\u2019Apocalisse. \u00c8 lui che lo avverte della vittoria dei mori, da scongiurare con un\u2019impresa ultraterrena: se il cugino, primo paladino di Carlo Magno, non rinsavisce per i Franchi si mette male. Bisogna riportare in campo Orlando e tocca ad Astolfo trovare la cura. \u00c8 insomma una questione geopolitica. Il senno perduto \u00e8 sulla luna e per arrivarci serve il carro infuocato del profeta Elia. La luna non \u00e8 una terra desolata. Astolfo, esploratore e cartografo, vede una valle dove viene raccolto ci\u00f2 che si perde per sciagura, per colpa del tempo o della sorte. \u00abCi\u00f2 che si perde qui, l\u00e0 si radura\u00bb. Non solo il potere o la ricchezza, ma le preghiere e le promesse dei peccatori, le lacrime degli amanti, il tempo sprecato, l\u2019ozio degli ignoranti, i desideri vani e i progetti irrealizzati. Vede gli eroi dimenticati, le adulazioni e i favori, i complotti e le menzogne e infine, eccole, le ampolle di chi ha perduto il senno, in tanti modi e molte variet\u00e0. \u00abAltri in amar lo perde, altri in onori, altri in cercar, scorrendo il mar, ricchezze; altri ne le speranze de\u2019 signori, altri dietro alle magiche sciocchezze, altri in gemme, altri in opre di pittori, ed altri in altro che pi\u00f9 d\u2019altro aprezze. Di sofisti e d\u2019astrologhi raccolto, e di poeti ancor ve n\u2019era molto\u00bb. C\u2019\u00e8 anche quello di Orlando, perso per amore, o forse sarebbe meglio dire per orgoglio o per puntiglio. Angelica non \u00e8 mai stata una santa. Ha promesso la sua carne e il suo cuore a molti cavalieri. Basta chiedere a Sacripante, a Ferra\u00f9, a Rinaldo, a tutti quelli che avrebbero potuto aiutare suo padre Galifrone, il re del Catai, nella guerra contro i tartari. La principessa viene da Oriente e conosce le arti della magia e della seduzione. Quello che Orlando non accetta \u00e8 che Angelica alla fine si innamori di Medoro, non un paladino, non un eroe, ma un semplice fante.<br \/>\nHo scoperto davvero l\u2019Orlando Furioso passando da Italo Calvino. \u00c8 banale, ma forse non poteva che essere cos\u00ec. Il castello dei destini incrociati, che si accompagna alla locanda, ti porta in certe atmosfere da autunno piovoso, quando raccontare storie \u00e8 il sollievo per la sete di mondi, vita, immaginazione. L\u2019intreccio \u00e8 scandito dai tarocchi viscontei che si ispirano ai personaggi di Ariosto. La combinazione e la successione delle carte creano narrazioni che tendono all\u2019infinito.<br \/>\nQuesto \u00e8 il vero segreto dell\u2019Orlando Furioso, la sua potenza geometrica. \u00c8 un generatore magico di storie, una sorgente che da 500 anni penetra in ogni rivolo dell\u2019immaginario e si rinnova, prende forme sempre fresche, attuali, adattandosi a tempi e luoghi. \u00c8 un classico con una dirompente vocazione pop. Non \u00e8 importante neppure leggerlo, perch\u00e9 lo ritrovi ovunque. Ho qui davanti l\u2019illustrazione di Gustav Dor\u00e8. Questa volta \u00e8 Ruggiero che cavalca l\u2019ippogrifo. Arriva sull\u2019isola di Ebuda, l\u2019isola del pianto, e vede una ragazza nuda, con le braccia in alto, incatenata a uno scoglio, come una schiava destinata al sacrificio. \u00c8 Angelica. Sotto di lei, pronta a divorarla, c\u2019\u00e8 un\u2019orca con un ventre grasso e molliccio. Ruggiero, in questo caso una sorta di antenato di Han Solo, la salva abbagliando il mostro che resta a galleggiare in mare come un\u2019enorme medusa (o una busta di plastica). Il riferimento a uno degli eroi di Star Wars non \u00e8 casuale. La scena ricorda la principessa Leia prigioniera di Jabba the Hutt. Angelica \u00e8 solo pi\u00f9 nuda.<br \/>\nL\u2019Orlando sembra contenere tutto. Ruba, come d\u2019altra parte fa la Rowling. Ruggiero, Angelica e l\u2019orca sono un prestito dalle Metamorfosi di Ovidio. Perseo, dopo aver ucciso Medusa, si ritrova a salvare Andromeda in Etiopia, minacciata da una sorta di drago marino o qualcosa che assomiglia a un\u2019enorme biscia. Non solo. Lascia nell\u2019ombra l\u2019Orlando originale, quello innamorato, quello di Boiardo. Le avventure raccontate da Ariosto sono un sequel dichiarato di un altro poema di grande successo. Non \u00e8 il primo spin-off che si incontra nella storia dell\u2019epica. Omero due, chiunque sia, riprende un filone narrativo di Omero uno. L\u2019Odissea \u00e8 una rivoluzione letteraria rispetto all\u2019Iliade. Virgilio naturalmente apre una delle tante tracce sotterranee lasciare l\u00ec dal vecchio cantore cieco. Ariosto non solo riprende da dove Boiardo ha finito, ma si mette a scavare cunicoli narrativi che sono una lezione per tutti gli sceneggiatori di serie tv. Il tempo della narrazione non \u00e8 lineare. \u00c8 un labirinto di storie e sottostorie che si intrecciano.<br \/>\n\u00c8 come una giostra di palcoscenici che ruotano, dove l\u2019azione si svolge contemporaneamente. I filoni principali sono tre: la guerra cavalleresca tra cristiani e saraceni, l\u2019ossessione di Orlando per Angelica e conseguente furiosa pazzia e l\u2019amore tra Ruggiero e Bradamante che \u00e8 all\u2019origine della casata ferrarese degli Este (un omaggio allo sponsor). Ogni linea principale ha poi al suo interno tante piccole deviazioni narrative. Il canto, che ha il ritmo di una puntata, finisce lasciando l\u2019azione in sospeso, quando l\u2019emozione \u00e8 massima e stai l\u00ec incantato con l\u2019ansia di sapere cosa succede. \u00c8 l\u00ec che Ariosto spegne la telecamera e ti fa bestemmiare.<br \/>\nLa forza dell\u2019Orlando Furioso \u00e8 che non invecchia. Non smette mai di essere contemporaneo. La prima edizione \u00e8 del 1516 ed \u00e8 gi\u00e0 un successo nelle corti, anche se a Ferrara lo stesso duca Alfonso d\u2019Este non lo considera certo un\u2019opera colta e alta, ma un intrattenimento leggero, divertente, buono per far divagare il pubblico. Una leggenda sostiene che il cardinale Ippolito, a cui il poema \u00e8 dedicato, avesse commentato: \u00abMesser Lodovico, dove mai avete trovato tante corbellerie?\u00bb. Non \u00e8 vero, ma racconta bene il clima.<br \/>\nDi certo piace parecchio a Isabella d\u2019Este. Ariosto ci lavora tutta la vita. Corregge, ridisegna, taglia, cuce, aggiunge. L\u2019ultima edizione \u00e8 del 1532, un anno prima della morte. In mezzo c\u2019\u00e8 un successo che viaggia di corte in corte, con una lunga serie di edizioni pirata. Poi dalla corte scende nelle piazze, nelle fiere, incantando il popolo, ma in una forma pi\u00f9 immediata, veloce. La forza di penetrazione \u00e8 impressionante. I pupi siciliani rielaborano le storie di Orlando e Rinaldo e contaminano altre arti. Sergio Leone confess\u00f2 che per i suoi western si ispir\u00f2 alle sceneggiature dei pupari: botte, fughe e duelli. Racconto e azione. Ecco il duello di Mandricardo e Rodomonte. Se le stanno dando di santa ragione: \u00abFra mille colpi il Tartaro una volta \/ Colse a duo mani in fronte il Re d\u2019Algiere \/ Che gli fece veder girare in volta \/ Quante mai furon fiacole e lumiere\u00bb. \u00c8 la descrizione di uno sganassone a due mani e sull\u2019inebetito Rodomonte appaiono stelle e punti luminosi, come accade ancora nei fumetti. Quanti personaggi minori sono cos\u00ec popolari da tramutarsi in aggettivi? Gradasso e Zerbino sono in fondo solo due caratteristi nella grande epopea cavalleresca, ma ormai indicano un carattere e un modo di fare.<br \/>\nL\u2019Orlando Furioso \u00e8 la sceneggiatura perfetta di un videogame. \u00c8 un gioco di ruolo, un\u2019avventura e un picchiaduro. Tutti i personaggi, maschili e femminili, hanno un carattere definito. Tutti inseguono qualcosa e hanno una missione da compiere. Poi c\u2019\u00e8 la magia. Animali, oggetti, incantesimi, pozioni, malefici, mostri, negromanti e streghe. Senza magia sei fottuto. Senza magia non saprai mai distinguere il reale dalle illusioni. Lo scudo che acceca, la lancia che disarciona, il corno che disperde i nemici, cinque libri di incantesimi e storia delle arti magiche, due fontane (una che fa innamorare e l\u2019altra detestare), la coppa della discordia e l\u2019ippogrifo, certo. E poi ci sono i cavalli magici. Baiardo, il destriero di Rinaldo, che \u00e8 l\u2019idea platonica del cavallo, la perfezione. Rabicano, l\u2019ombra di Astolfo: \u00abCos\u00ec leggero che non lascia orma n\u00e9 sulla sabbia n\u00e9 sulla neve e quando cavalca su di un prato non pezza neanche un filo d\u2019erba. \u00c8 un cavallo senza peso nato dall\u2019incontro tra una fiamma e un colpo di vento\u00bb.<br \/>\nAngelica, Bradamante e Ruggiero hanno un\u2019attitudine alla magia, sanno come maneggiarla. Astolfo, vero protagonista dell\u2019epopea di Ariosto, \u00e8 l\u2019inetto che poco alla volta scopre il suo talento. Non \u00e8 uno bravo con le armi, ma ha una predisposizione a vedere l\u2019invisibile. Ha quella inconsapevolezza leggera che lo rende coraggioso. L\u2019incoscienza naturale di chi cammina sul filo della magia. \u00c8 da qui che nascono le sue imprese impossibili. Tutti e quattro sono i progenitori di quello che sar\u00e0 il mondo di Harry Potter. \u00c8 il dono di chi non nasce babbano. Poi ci sono i professionisti. Due negromanti e quattro streghe che giocano a dadi con la trama, cercando di favorire o deviare la profezia, quella sull\u2019amore di Ruggiero e Bradamante. Melissa e Merlino (spirito senza pi\u00f9 corpo) si muovono affinch\u00e9 il destino si compia.<br \/>\nAtlante si ingegna per scongiurarlo. Atlante il mago, Atlante l\u2019infedele, che si muove al confine del poema, dentro e fuori, che ogni volta che appare cambia ritmo e scene, meraviglioso creatore di illusioni. Atlante che ha cresciuto Ruggiero e conosce il prezzo della profezia: l\u2019amore si paga con una vita breve. Atlante che imprigiona Ruggiero nel castello incantato per proteggerlo o lo spedisce nelle braccia di Alcina, la bellissima seduttrice sabbatica, sorella di Morgana e Logistilla, una sorta di Circe che muta gli uomini in piante o animale, che forse trover\u00e0 il modo di far dimenticare a Ruggiero la amazzone cristiana. Atlante che oggi ci parla di quello che siamo. Come salvare Ruggiero dalla morte? Magari interrompendo questo stupido gioco, togliendo dalla mappa donne e cavalieri. Atlante ci prova due volte, costruendo pixel su pixel due castelli incantati. La prima volta sui Pirenei, dove attira Ruggiero e gli altri cavalieri con la promessa di giovani donne vestali del piacere. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 antico del sesso per affollare il punto di una rete. Sar\u00e0 Bradamante, gelosa, a farlo sparire.<br \/>\nPoi ci riprova con un palazzo delle meraviglie, dove ogni cavaliere insegue le proprie ossessioni e viene inseguito dalle proprie paure. Tutti si affannano nella speranza di afferrare ci\u00f2 che desiderano: la persona amata, il nemico da uccidere, l\u2019oggetto perduto. Quello che trovano sono solo immagini vuote, senza corpo, virtuali. Questa volta sar\u00e0 Angelica a liberarli. Il mondo di Atlante \u00e8 una finzione. Non \u00e8 reale. Bradamante e Angelica se ne accorgono grazie a un anello magico. L\u2019anello della consapevolezza. Un anello che ti rende invisibile, che ti sconnette, che ti porta fuori dal gioco e ti fa riconoscere le illusioni.<br \/>\n\u00abSotto la soglia era uno spirto chiuso, che facea questi inganni e queste frodi: e levata la pietra ov\u2019\u00e8 sepolto, per lui sar\u00e0 il palazzo in fumo sciolto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sei mai stato ad Azkaban? \u00c8 una torre su uno scoglio nel Mare del Nord. \u00c8 una prigione. Quelle ombre che vedi in volo come macchie di anime maledette sono i Dissennatori. Li senti stridere e l\u2019orizzonte \u00e8 un mantello grigio. Non c\u2019\u00e8 speranza, ma un alito di gelo. Non sai pi\u00f9 chi sei, perch\u00e9 loro ti stanno mangiando i ricordi. Non tutti, quelli belli. Ti restano i peggiori, le ore buie della tua vita, cariche di angoscia e si ripetono l\u2019una dopo l\u2019altra, come in un cerchio, fino a prosciugarti. 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