{"id":682,"date":"2023-02-21T16:47:36","date_gmt":"2023-02-21T15:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=682"},"modified":"2023-02-21T16:47:36","modified_gmt":"2023-02-21T15:47:36","slug":"lo-strano-caso-del-cane-ucciso-a-mezzanotte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2023\/02\/21\/lo-strano-caso-del-cane-ucciso-a-mezzanotte\/","title":{"rendered":"Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte"},"content":{"rendered":"\u00c8 una vecchia intervista a Mark Haddon, di tanti anni fa.<br \/>Mark Haddon ha passato buona parte della mattinata a girare per Milano. Nessuno lo ha riconosciuto. Sembra un ragazzo, ma ha pi\u00f9 di 40 anni. Non soffre di alcuna forma di autismo, ma forse non ha fatto mai davvero pace con questo mondo. Appena pu\u00f2 scarta di lato e si rifugia in qualche realt\u00e0 lontana e parallela, dove gli scrittori non invecchiano, e si tuffano in qualche storia dissonante. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (Einaudi, pagg. 247, euro 16, traduzione di Paola Novarese) arriva in Italia sei o sette mesi fa. L\u2019autore \u00e8 sconosciuto. \u00c8 quasi un esordiente, in passato ha scritto una decina di libri per bambini, di cui ha curato anche i disegni. Ma questo &#8211; dice la sua casa editrice &#8211; \u00e8 il suo primo romanzo per adulti. L\u2019Einaudi ci crede molto. Nelle classifiche inglesi e americane Haddon ha toccato la vetta, ma in Italia forse la scalata \u00e8 pi\u00f9 difficile. E invece no, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte te lo ritrovi accanto in metropolitana, ti viene consigliato per un regalo di Natale, compare nelle cartolibrerie di paese. La casa editrice torinese ci ha speso il suo prestigio, poi tam tam e passaparola hanno funzionato. Sulla libreria on line Internet Book Shop il romanzo di Haddon raccoglie un centinaio di commenti. Sono i lettori che scrivono, consigliano, criticano. C\u2019\u00e8 il rischio che sia un capolavoro. Christopher Boone, la voce narrante, ha 15 anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Il ragazzo odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, non mangia se cibi diversi vengono a contatto l\u2019uno con l\u2019altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce ad interpretare le espressioni sul viso degli altri, non sorride mai. Christopher adora la matematica e l\u2019astronomia. Non sopporta l\u2019umanit\u00e0. Ma uno \u00abstrano caso\u00bb lo porta fuori di casa. Trova il mastino della vicina infilzato da un attizzatoio. Lui ama le storie e il metodo investigativo di Sherlock Holmes. Far\u00e0 come lui. Ma le indagini diventano un viaggio iniziatico al di l\u00e0 del suo microcosmo. \u00c8 il contatto con gli altri. Christopher racconta le sue scoperte in prima persona, con uno sguardo distaccato. E qui c\u2019\u00e8 tutto il talento del suo autore. Mark Haddon \u00e8 un cinico con strappi di simpatia. \u00c8 nato a Northampton, anno di grazia 1962, \u00abuna citt\u00e0 che \u00e8 riuscita a sopravvivere senza una libreria per pi\u00f9 di dieci anni\u00bb. Noiosa e bastarda, dice Haddon. Studia in un liceo privato, \u00abuna prigione con qualche strumento culturale utile\u00bb. Alla fine riesce a fuggire, prima a Londra e poi ad Oxford. Per campare scrive romanzi per bambini e riesce a trovare mercato come sceneggiatore per cinema e televisione. La sua disgrazia \u00e8 che ha un gene malato: \u00e8 uno scrittore. Ci\u00f2 che segue \u00e8 la sintesi di una conversazione di meno di un\u2019ora dove si parla un po\u2019 del suo romanzo, di talento, manie, di quello strano rapporto con il mondo che lo ha portato a narrarne uno tutto suo per fuggire noia, paranoia, disgusto, grigio assassinio della fantasia. E va bene, partiamo con la domanda pi\u00f9 ovvia che si possa fare: perch\u00e9 scegliere come protagonista e voce narrante di una detective story un adolescente con la sindrome di Asperger? \u00abUna ventina di anni fa ho lavorato, per un po\u2019 di tempo, con ragazzi dissociati dal punto di vista emotivo. Mi ha sempre affascinato raccontare il mondo della malattia mentale. Ma non l\u2019ho mai fatto\u00bb. Questo vuol dire che Lo strano caso del cane eccetera eccetera non lo \u00e8. \u00abAppunto. Io ho cominciato a scrivere questo romanzo perch\u00e9 avevo in testa una bella scena iniziale: un cane trafitto da un forcone. Ma c\u2019era bisogno di qualcuno che la raccontasse con assoluta mancanza di emozioni. Non volevo un tono grottesco. Sentivo la voce narrante che mi parlava di quella scena. Cos\u00ec mi sono messo alla ricerca del proprietario di quella voce\u00bb. Era un ragazzo con la sindrome di Asperger. \u00abEra un ragazzo in cui ho riversato tutte le manie di amici, familiari e conoscenti. E cos\u00ec alla fine del romanzo ho scoperto, mettendo tutto insieme, che s\u00ec, probabilmente soffriva, in forma leggera, di questa sindrome\u00bb. E tra i suoi amici, familiari e affini chi non ama il giallo e il marrone? \u00abMia nipote. Ed \u00e8 sempre lei che non sopporta che i cibi si mischino nel piatto\u00bb. Il segreto di molte detective story ormai \u00e8 miscelare gli elementi classici del genere con un protagonista dallo sguardo dissonante, fuori fuoco, un po\u2019 come suonare un notturno di Johann Kaspar Mertz con la chitarra di Jimi Hendrix&#8230; \u00abLa detective story c\u2019\u00e8, ma \u00e8 solo un accidente. Il centro della storia \u00e8 la voce narrante. Io volevo che tutto il romanzo vivesse nel suono di questa voce. L\u2019importante non \u00e8 che Christopher sia un po\u2019 strano, anche se lo \u00e8, ma che lui stesso in fondo sia uno scrittore. Lui crea il mondo che vede, inventa la trama del giallo, esce dalla sua vita quotidiana e scopre una nuova realt\u00e0, per poi tornare al punto di partenza. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte \u00e8, in fondo, il difficile rapporto tra uno scrittore e ci\u00f2 che lo circonda\u00bb. Tutti gli scrittori soffrono della sindrome di Asperger? \u00abSpero di no. Ma se cresci emarginato puoi diventare uno scrittore. Altrimenti non avresti bisogno di creare un mondo alternativo. Se uno \u00e8 omogeneo a ci\u00f2 che lo circonda si sceglie un altro lavoro, il consulente finanziario o il giornalista. Non credi?\u00bb. Qualche volta s\u00ec. Frequenta altri scrittori inglesi? \u00abNo, forse perch\u00e9 non ho mai fatto corsi di scrittura creativa\u00bb. \u00c8 uno degli enigmi di questo secolo: ma sono mai serviti a qualcosa i famosi corsi di scrittura? \u00abCredo che ci sia una cosa che non sono in grado d\u2019insegnare: come stare seduti 18 mesi a lavorare in una stanza, senza vedere nulla tranne la pagina che ti sta davanti e scrivere, scrivere, scrivere. La mia sanit\u00e0 mentale sarebbe stata compromessa se non avessi potuto avere le mie 7-8 otto ore di solitudine al giorno\u00bb. Lo scrittore con il demone dentro che non ti lascia mai. Siamo al talento come malattia genetica? \u00abNo, ma il demone dentro un po\u2019 ti brucia. Poi il resto fa parte della coreografia. A tutti gli scrittori piace esagerare con le proprie manie\u00bb. Esagera, quali sono le sue manie? \u00abMi piace andare in canoa. Mi piacciono tutti gli sport un po\u2019 masochistici. Adesso mi sto allenando per la maratona di Londra\u00bb. Christhopher ha un talento straordinario per la matematica, la logica. La sua mente registra i minuscoli dettagli di ogni evento con una totale mancanza di partecipazione emotiva. Ma la malattia \u00e8 il prezzo che paga al suo \u00abgenio\u00bb. Quanto costa il talento? \u00abParecchio. Ma uno non pu\u00f2 decidere se comprarlo oppure no. \u00c8 come essere omosessuale, mica lo decidi tu\u00bb. E lei quanto ha pagato? \u00abUn prezzo accettabile. Non sono un talento naturale. Prima di questo avevo scritto altri cinque romanzi. Nessuno ha voluto pubblicarli. E devo dire che avevano ragione gli editori. Erano davvero brutti. Qualche mese fa ho scritto trenta pagine di un nuovo romanzo. Le ho gi\u00e0 buttate nel cestino\u00bb. Il suo editore sta aspettando un nuovo manoscritto. \u00abCi sto provando. Ho scritto le prime 25mila battute\u00bb. Di che parla? \u00abIn estrema sintesi: di un esaurimento nervoso e di un cancro alla pelle. Quello che m\u2019intriga \u00e8 un difetto di funzionamento nella mente umana che cambia l\u2019orizzonte della realt\u00e0. Ma faccio fatica. Sono uno scrittore farraginoso\u00bb. Non si preoccupi, lo dicevano anche di Flaubert. \u00abSono fortunato. Il fatto di dover riscrivere i romanzi mi fa capire cosa non funziona. Gli scrittori baciati dal talento naturale non hanno bisogno di queste lezioni. Fanno centro subito, al primo colpo\u00bb. Ne conosce qualcuno? \u00abCerto, tutti quelli che hanno successo a 23, 25 anni\u00bb. Ma se scrivi un romanzo a quell\u2019et\u00e0 basta un prodotto decente per avere successo, la qualit\u00e0 serve se debutti a 40 anni. \u00abE lei pensa che un quarantenne al debutto riesca a trovare un editore?\u00bb. Ma lei ha 41 anni. \u00abSono arrivato appena in tempo\u00bb.<br \/>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 una vecchia intervista a Mark Haddon, di tanti anni fa.Mark Haddon ha passato buona parte della mattinata a girare per Milano. Nessuno lo ha riconosciuto. Sembra un ragazzo, ma ha pi\u00f9 di 40 anni. Non soffre di alcuna forma di autismo, ma forse non ha fatto mai davvero pace con questo mondo. Appena pu\u00f2 scarta di lato e si rifugia in qualche realt\u00e0 lontana e parallela, dove gli scrittori non invecchiano, e si tuffano in qualche storia dissonante. 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