{"id":70,"date":"2012-01-02T22:33:53","date_gmt":"2012-01-02T20:33:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/?p=70"},"modified":"2012-01-02T22:33:53","modified_gmt":"2012-01-02T20:33:53","slug":"bret-easton-ellis-tutte-le-bugie-di-amleto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/macioce\/2012\/01\/02\/bret-easton-ellis-tutte-le-bugie-di-amleto\/","title":{"rendered":"Bret Easton Ellis: tutte le bugie di Amleto"},"content":{"rendered":"<p>Bret Easton Ellis \u00e8 uno scrittore e la sua arte \u00e8 la menzogna. Il suo gioco \u00e8 confondere l\u2019autore con il personaggio, l\u2019uomo che scrive con quello che viene letto. Qualsiasi intervista con lui \u00e8 un atto, drammatico o goliardico, di schizofrenia. Lui parla, tu ascolti. Tu chiedi e lui risponde: concreto, gentile, disponibile, a modo suo sincero. Il problema \u00e8 che non sai con chi stai parlando. E soprattutto non lo saprai mai. Il gioco non ha fine. L\u2019unica cosa che puoi fare \u00e8 stare sulla scena, insieme a lui. Il viaggio comincia.<br \/>\nSono passati venti anni. Era il 1983 e Bret Easton Ellis, allora, era poco pi\u00f9 che un ragazzo. Era al primo o al secondo anno di universit\u00e0. A tempo perso seguiva un corso di scrittura creativa. Un giorno consegn\u00f2 al suo insegnante un manoscritto. Era <em>Meno di zero<\/em>. Nell\u2019autunno del 1985 divent\u00f2 un romanzo. Ellis aveva solo 21 anni e un destino che aveva preso l\u2019incrocio giusto. Fin\u00ec sulle copertine patinate, nei salotti televisivi, ovunque. Fu definito il simbolo della \u00abgenerazione Mtv\u00bb. Poi qualcuno disse che le sue storie ricordavano quelle di Raymond Carver e gli appiccic\u00f2 addosso l\u2019etichetta di neo-minimalista. Jay McInerney, che aveva appena pubblicato <em>Le mille luci di New York<\/em>, era il suo gemello letterario. Tama Janowitz, con una raccolta di racconti su una serie di personaggi carini e drogati intrappolati nel deserto grigio di Manhattan, era la loro sorellina intellettuale, la ragazza della band. <em>Meno di zero<\/em> \u00e8 un romanzo corto e di facile lettura (\u00abuna pasticca nera &#8211; scrisse il <em>New York Magazine<\/em> &#8211; da consumare in un paio d\u2019ore\u00bb) e racconta le vacanze di Natale a Los Angeles di uno studente ricco, alienato, con gusti sessuali ambigui, sesso, feste, coca, ragazzine di 12 anni violentate in gruppo, adolescenti strafatti di Nembutul, bionde su cabriolet che ricordano le scene di Lichtenstein, tossicodipendenza, prostituzione e smisurata apatia. Bret Easton Ellis era al centro dell\u2019impero, sballottato qua e l\u00e0 da una forza centrifuga. Tutto stava accelerando, come se la storia, il mondo, il Novecento scivolassero lungo l\u2019ultimo tratto di una lunga e ripida discesa.<br \/>\nEra un\u2019altra era. Bret Easton Ellis ha messo su almeno venti chili. Ma forse non ha pi\u00f9 voglia di correre. Parla lento, mangia piano, sorride come un gatto persiano con i capelli biondi e lo sguardo tenero. In questi anni ha scritto altre storie, <em>Le regole dell\u2019attrazione<\/em>, <em>American Psycho<\/em>, <em>Glamorama<\/em>. Non \u00e8 pi\u00f9 un minimalista. <em>Lunar Park<\/em>(Einaudi, pagg. 332, euro 18), l\u2019ultimo romanzo, quello che in questo momento continua a sfogliare distratto, \u00e8 una riga tracciata sotto le pagine della sua vita. \u00c8 una confessione, una resa dei conti, un faccia a faccia con se stesso e con i suoi fantasmi. Uno su tutti: suo padre. Bret Easton Ellis, qui, \u00e8 una specie di Amleto, solo che non ha il tempo, la forza e il dramma di stare l\u00ec a chiedersi <em>to be or not to be<\/em>, essere o non essere. La risposta, per lui, \u00e8 una striscia di coca. Solo che cos\u00ec i fantasmi non se ne vanno: \u00abMio padre \u00e8 morto nell\u2019agosto del 1992. E da allora la sua figura \u00e8 quasi un\u2019ossessione\u00bb.<br \/>\nIl senso nudo di <em>Lunar Park<\/em> \u00e8 qui, un figlio che ha troppa poca stima di un padre per poterlo vendicare. E senza vendetta, insegnano le tragedie, non si pu\u00f2 dimenticare. \u00abMio padre &#8211; dice ora Ellis &#8211; ha sporcato la mia percezione del mondo. Il suo atteggiamento beffardo e sarcastico verso ogni cosa mi si \u00e8 appiccicato addosso. Mi ha impregnato, mi ha impastato. Qualsiasi forma di ottimismo a cui mi sarei potuto aggrappare \u00e8 stata spazzata via dalla natura del suo essere. Sono diventato scrittore per colpa sua\u00bb. Questo Amleto post-moderno vede il fantasma del re e continua ad odiarlo. \u00ab\u00c8 questo il mio paradosso. \u00c8 vero, mentre scrivevo <em>Lunar Park<\/em> e c\u2019\u00e8 voluto tanto tempo, pensavo spesso al principe di Danimarca. Non per confrontarmi con Shakespeare, naturalmente, anche perch\u00e9 il mio obiettivo era scrivere una storia di spettri alla Stephen King, ma per capire se potevo odiare qualcun altro, magari mio zio o mia madre, per fare i conti con il signor Robert Ellis, mio padre. Ma la mia tragedia, credo, \u00e8 senza uscita. O quasi\u00bb.<br \/>\nBret racconta di s\u00e9 che si \u00e8 fatto fino all\u2019anima di cocaina. \u00c8 mezzo gay e mezzo etero. Ha frequentato il mondo luminoso delle star. Si dichiara amico di Jay McInerney e George Bush, junior e senior. Solo che tu dubiti che lui esista. \u00ab\u00c8 importante? &#8211; chiede sorridendo, come il gatto con Alice -. Sono uno scrittore. Lo sono da sempre. A cinque anni ho scritto una saga per bambini. A 15 avevo gi\u00e0 finito due romanzi. Il mio destino \u00e8 inventare vite, storie dietro i personaggi, tesso trame d\u2019incontri e sentimenti. Quando vedo passare un cameriere o una ragazza mi chiedo che passato c\u2019\u00e8 dietro quel suo modo di camminare, chi incontrer\u00e0 stasera e quali sono le sue parti oscure, quelle che non ha mai avuto il coraggio di dire a nessuno. Io sono questo. E lo faccio anche con me. M\u2019invento ogni giorno\u00bb. Ellis \u00e8 lo scrittore che non c\u2019\u00e8, un fenomeno letterario. E allora chiedi: \u00e8 mai esistito il minimalismo? \u00abCerto. Negli anni \u201980 tutti abbiamo scritto come Carver. Tutti abbiamo raccontato storie piccole con uno stile scarno. Hai dubbi?\u00bb. In questo mondo di carta e di giornali no. Il gioco va giocato fino in fondo. <em>Lunar Park<\/em> \u00e8 un romanzo che ha tutto per essere autobiografico. C\u2019\u00e8 la vita di Bret Easton Ellis dentro, no? Ed \u00e8 bello crederci. \u00abBisogna crederci &#8211; suggerisce lui &#8211; e i romanzi sono la verit\u00e0\u00bb.<br \/>\nEllis forse \u00e8 stato davvero un cocainomane. Lo racconta il romanzo. Lo hanno raccontato le cronache. \u00abMa \u00e8 una storia d\u2019amore che \u00e8 finita. La cocaina ed io non stiamo pi\u00f9 insieme\u00bb. A questo punto bisogna parlare di Jayne Dennis, la moglie del Bret Easton Ellis personaggio, la donna del libro. Jayne \u00e8 un\u2019attrice. Ha avuto anche una storia con Keanu Reeves. Ha anche un volto. Era da qualche parte su un modo virtuale: bruna, fianchi stretti, bocca esotica, seni giusti. Tutti i newsmagazine americani hanno parlato della loro stramba relazione. Questo scrive Ellis. Jayne e Bret hanno anche un figlio. Lui non voleva riconoscerlo. Ma in questa storia ha un senso. \u00ab\u00c8 lui il regalo o la vendetta di mio padre. \u00c8 assennato, serio, intelligente. \u00c8 il padre che mi spettava. E invece \u00e8 mio figlio\u00bb.<br \/>\nBret Easton Ellis ha finito di mangiare. Si \u00e8 spazzato via a mezzogiorno una caprese, pomodoro e mozzarella. Tra poco arriver\u00e0 qualcun altro per un\u2019altra intervista. Tu hai letto il libro. Ne avete parlato come se quella fosse la sua vita. Ora siete a un bivio. Bisogna decidere cosa fare. Lasciare tutto cos\u00ec e andare via. O lasciargli l\u2019ultima domanda. Quella che avresti dovuto fare all\u2019inizio. \u00abSenti Bret, perch\u00e9 ti faccio domande su una vita privata che non \u00e8 la tua, ma di quell\u2019altro, il tuo personaggio?\u00bb. \u00abDovresti dirmelo tu\u00bb. \u00abSalutami Jane e tuo figlio Robert, ovunque siano\u00bb. \u00abLa domanda che volevi farmi \u00e8 se in qualche modo mia moglie e mio figlio esistono\u00bb. \u00abS\u00ec questa poteva essere la domanda\u00bb. \u00abMi dispiace non c\u2019\u00e8 risposta\u00bb. Bret Easton Ellis ha risposto al quesito di Amleto. Essere o non essere? La risposta \u00e8 <em>not to be<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Bret Easton Ellis \u00e8 uno scrittore e la sua arte \u00e8 la menzogna. 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