Ieri, Corrado Passera ha dichiarato che tra qualche giorno la direzione del suo partito, Italia Unica, deciderà se presentare un proprio candidato (cioè lo stesso Passera) alle elezioni per il sindaco di Milano, che si terranno l’anno prossimo. Sinora, l’esperienza del suo soggetto politico è iniziata relativamente in sordina: dopo la gaffe della fondazione nel giorno dell’elezione del Presidente della Repubblica, Italia Unica non si è presentata alle elezioni regionali (ufficialmente, perché il programma ne prevede l’abolizione), rimandando una possibile maggiore attenzione mediatica e, soprattutto, il confronto con gli elettori.

In questo senso, “esordire” a Milano sarebbe senz’altro una scelta saggia: è infatti cosa nota che il passato professionale di Passera non lo aiuti a fare breccia nei cuori della gente, ma Milano potrebbe riservare un’accoglienza calorosa all’ex ministro e alla sua indubbia autorevolezza e buona volontà, con risultati comunque superiori a quelli che potrebbe ottenere Italia Unica in qualunque altra zona d’Italia. Non sarebbe altro, in effetti, che il naturale sbocco del progetto politico di Passera, nel senso descritto in maniera impietosa e brillante da Simona Bonfante quando, poco meno di un anno fa, scriveva che

lo “start-up team” di Italia Unica è un cenacolo di manager con l’ordinario Cv dell’élite allevata a Bocconi-casa in centro-think tank-buone pratiche aziendali: il programma, il libro “Io siamo”, gli eventi, il network sono la coerente declinazione del progetto che un qualunque manager non particolarmente visionario metterebbe giù se gli venisse affidato il compito di creare, appunto, una start-up politica.

Ecco: la candidatura di Passera a Milano sarebbe il passo successivo, col giusto target e time to market, e ai fini della sua carriera politica sarebbe verosimilmente l’unica vera strategia con cui Italia Unica potrebbe esordire col botto e quindi cercare di evitare un altrimenti probabilissimo prossimo oblio politico. A scanso di equivoci: ad oggi, non mi considero un potenziale elettore di Italia Unica, ma apprezzo le capacità e l’impegno di diverse persone che ne compongono la direzione nazionale; credo inoltre che il centrodestra abbia un disperato bisogno di competizione interna, nuove idee, nuove facce e nuovi stimoli. Se Italia Unica può rendersi utile in questo senso, dimostrando di non essere solo un altro partitino personale da zerovirgola, ben venga. Ma a questo scopo, per migliorare la propria immagine politica, soprattutto in vista della prima vera campagna elettorale dalla nascita del suo partito, Passera dovrebbe assolutamente modificare alcuni aspetti della propria comunicazione, e cioè:

1) lasciare perdere tweet demagogici, bavagli e altri manierismi: se vuole convincere l’elettorato a fidarsi di persone serie e credibili, un po’ come fece Monti, l’unica via possibile passa dai contenuti; tentare di allargare il suo bacino potenziale di elettori con superlativi, urla e pagliacciate è operazione maldestra e destinata a fallire, perché a far questo gli altri attori sul palco sono decisamente più bravi di lui;

2) eliminare i personalismi da lìder màximo che ne hanno contraddistinto sinora l’azione politica e utilizzare la propria influenza per spingere sul ring altri componenti del suo partito (Riccardo Puglisi in primis), dimostrando che non si tratta di un partito personale, bensì di un movimento aperto e indipendente dalla sua figura, a maggior ragione se Passera si candiderà come sindaco di Milano. Anche se potrebbe sembrare in controtendenza con l’attuale scenario politico, questo sì che potrebbe essere un modo per attrarre nuovi elettori, per un partito come “il suo”;

3) rimuovere la moglie dalla direzione nazionale e da ogni altra carica ufficiale all’interno del partito. Sarebbe facile considerare questo punto di vista “inversamente discriminatorio” o addirittura sessista; ma ad essere in discussione non sono le capacità della persona, bensì ragioni di opportunità politica. Non farlo significherebbe legittimare il dubbio che Italia Unica sia il partito personale di Passera, e prima o poi questo dubbio gli si ritorcerà contro.

Twitter: @glmannheimer

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