Pensavate di averle viste tutte? Vi sbagliavate. È stato approvato alla Camera – ed è in discussione al Senato – un disegno di legge che obbliga gli esercizi commerciali a chiudere per almeno 12 giorni all’anno. Già di per sé non si capisce perché mai si dovrebbero obbligare le persone a non lavorare. Ma non è questo il punto. Il ddl esclude dai destinatari dell’obbligo alcune attività commerciali, tra cui bar, ristoranti, cinema e mercati. Ma non i distributori automatici, né il commercio online.

Quindi, guai a bere un caffè dalla macchinetta il giorno di Natale? Verosimilmente no: più probabilmente la svista verrà emendata in Senato prima che sia troppo tardi, e in ogni caso ci auguriamo che se mai la questione venisse posta all’attenzione di un giudice quest’ultimo adotti quel minimo di buon senso interpretativo necessario. Più problematica, in assenza di emendamenti, potrebbe essere la questione dell’e-commerce, anche perché i negozi online sono concorrenti di quelli fisici, i quali – e soprattutto quelli meno avvezzi all’utilizzo del web – difficilmente si farebbero scrupoli a spingere ulteriormente sull’acceleratore. “Ma chi li ascolterebbe mai?”, direte voi. Leggetevi, per esempio, la relazione al ddl n. 762 e comprenderete come mai non si tratti di uno scenario così improbabile.

Al di là del lato grottesco della vicenda, i casi sono due. Il primo è che gli estensori del disegno di legge non abbiano menzionato distributori automatici e commercio online per errore, il che dovrebbe farci riflettere molto a fondo sulla qualità delle nostri leggi e di chi le scrive (e su come ciò si rifletta sui comportamenti cui tutti noi dobbiamo attenerci scrupolosamente per organizzare le nostre vite). La seconda ipotesi è che la mancata eccezione sia stata voluta, magari per fare uno sgambetto alle multinazionali dell’e-commerce. Peccato che, com’è ovvio, ai giganti del web non si applichi la normativa nazionale. Certo, si potrebbe oscurare Amazon, come in Cina, ma per ragioni diverse. Altrimenti, non c’è modo di costringerlo a chiudere a Pasqua, e gli unici a rimetterci sarebbero i reparti di e-commerce delle aziende italiane. Un suicidio assistito niente male.

Che poi, a dirla tutta, è l’intero disegno di legge a fare acqua da tutte le parti e a danneggiare, in primo luogo, i commercianti: ecco perché.

Twitter: @glmannheimer

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