La proposta di Elizabeth Warren contro i giganti tech

Si apre così, con questa scritta a caratteri cubitali, il post pubblicato lo scorso 8 marzo sul suo blog da Elizabeth Warren, candidata alle primarie dei Dem per le elezioni presidenziali americane del 2020. Break up. Questo è il termine che utilizza Warren, e che ha un significato inequivocabile, oltreoceano: significa letteralmente spezzarle, tanto che il post cita anche gli esempi storici dei provvedimenti da cui avrebbe tratto ispirazione: lo Sherman Act, che di fatto creò il diritto antitrust rompendo il monopolio della Standard Oil; ma anche JP Morgan, le ferrovie federali, AT&T. Tutte aziende, scrive Warren, “separate per il […]

  

L’egoismo della bistecca

Qualche giorno fa Internazionale ha pubblicato un articolo, a firma di Martin Caparros, secondo cui (il grassetto è mio): consumare animali è un lusso, una forma di concentrazione della ricchezza. La carne si accaparra risorse che potrebbero essere suddivise: ci vogliono quattro calorie vegetali per produrre una caloria di pollo; sei per produrne una di maiale; dieci per produrre una caloria di vitello o di agnello. Lo stesso succede per l’acqua: ne servono 15mila litri per produrre un chilo di carne bovina. Insomma: quando qualcuno mangia carne si appropria di risorse che, suddivise diversamente, basterebbero per cinque, otto, dieci persone. Mangiare […]

  

Un mondo senza povertà

Come sarebbe bello, un mondo senza povertà: chissà quante volte l’avete pensato e sentito dire. Statisti, economisti e missionari ci hanno dedicato vite intere. Muhammad Yunus, leggendario fondatore del “business sociale” e premio Nobel per la pace, ha intitolato così un suo libro di grande successo. Nell’immaginario collettivo è un sogno lontano, un’idea da visionari, da figli dei fiori. Eppure, ci siamo quasi. La povertà estrema – quella che interessa, secondo gli standard della Banca Mondiale, chi vive con meno di un dollaro al giorno – sta per essere sconfitta. La maggior parte del merito va attribuita alla Cina, dove centinaia di […]

  

Il paradosso dello Tsipras-pensiero

Grecia. Dimentichiamoci per qualche secondo dell’attualità. Mettiamo da parte la Troika, il referendum, l’ombra del default. Concentriamoci, invece, sul modello di politica economica di cui si fa portavoce Tsipras e, con lui, una larghissima e (sigh!) trasversalissima fetta della nostra classe politica, da Sel a Forza Italia, dalla Lega al M5s, dalla minoranza (ormai ex) Pd a Fratelli d’Italia. Un modello costruito essenzialmente attorno a due capisaldi: La crisi (e quindi – a maggior ragione – la crisi greca) è in larga misura colpa delle banche e della finanza speculativa. Per uscirne c’è bisogno di politiche espansive che sostengano la domanda aggregata, diametralmente opposte all’austerity […]

  

Il capitalismo è morto (anzi, ha vinto)

Negli ultimi mesi, chiunque abbia passato un po’ di tempo su internet si sarà probabilmente imbattuto in questo aforisma: Uber, the world’s largest taxi company, owns no vehicles. Facebook, the world’s most popular media owner, creates no content. Alibaba, the most valuable retailer, has no inventory. And Airbnb, the world’s largest accommodation provider, owns no real estate. È difficile non restare affascinati da questo pensiero. Siamo stati abituati a pensare al capitalismo come a un meccanismo di accumulazione: maggiore il capitale, maggiore il potere, in un perverso circolo vizioso. Uno degli argomenti più utilizzati dagli oppositori del sistema capitalistico è, […]

  

Il blog di Giacomo Lev Mannheimer © 2021
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