Meglio Zuckerberg o i governi?

Sabato scorso, Mark Zuckerberg ha pubblicato un lungo op-ed sul Washington Post che riassume sostanzialmente le proposte di Facebook in materia di regolamentazione del web. Non è la prima volta che il fondatore del social network gioca a carte scoperte, almeno apparentemente, ed è ciò che molti si aspettavano dopo i continui scandali che hanno interessato la piattaforma negli ultimi mesi. Zuckerberg ha compreso molto chiaramente che non c’è altro modo di difendere il proprio business – continuamente accusato di tutto e del contrario di tutto – se non rispedendo nel campo della politica la patata bollente di stabilire il confine tra propaganda e fake news, tra privacy e […]

  

La riforma del copyright, al di là del merito

Venerdì scorso, su Qubit, l’avevo pronosticato. Non che ci volesse un oracolo, sia chiaro, ma nemmeno le simulazioni più raffinate avevano osato dare per scontato il voto del Parlamento europeo sulla riforma del copyright. Martedì la plenaria ha votato sì, rigettando tutti gli emendamenti dell’ultim’ora, e ora manca solo un passaggio formale al Consiglio per trasformare il testo in legge. L’esito del voto è stato reso ancora più incerto dalle numerose defezioni ‘strategiche’: quasi 100 gli europarlamentari assenti, probabilmente anche a causa della preoccupazione per le ripercussioni del voto sui propri collegi elettorali in vista delle europee. Notevoli anche le fratture che si sono generate all’interno di […]

  

Tim Cook, la privacy, e il libero mercato

Nel 1983 Bruce Yandle, un economista americano, scrisse un celebre articolo sulla strana alleanza fra gruppi religiosi e contrabbandieri che si formò nel ventesimo secolo con lo scopo di ottenere la chiusura domenicale dei locali che servivano alcolici ai loro clienti. I primi chiedevano alla politica di far rispettare la sacralità della domenica. I secondi, da parte loro, vedevano nella proibizione domenicale una ghiotta occasione per incrementare i propri affari, vendendo alcol illegalmente. I due gruppi sociali avevano poco in comune, ma l’importanza specifica che l’istanza rivestiva per entrambi li condusse a cooperare per lunghissimo tempo, favorendo il raggiungimento dell’obiettivo. […]

  

Erdoğan e la democrazia

Un mese fa, l’esito del referendum britannico aveva generato un gigantesco polverone radical chic sui limiti della democrazia: persone normalmente pacate si sono spinte in avventurosi proclami sulla necessità di limitare il diritto di voto, riservandolo ad un ristretto gruppo di illuminati (di cui loro stessi, ovviamente, farebbero parte a pieno titolo). Oggi ci risiamo. A prescindere dal fatto che il coup turco l’abbia organizzato la corrente secolarizzata dell’esercito o Erdoğan in persona, il rigurgito anti-democratico verso quest’ultimo si è fatto nelle ultime ore sempre più insistente. Perché sì, è vero, ha vinto le elezioni, ma è un dittatore di fatto. E sapete una cosa? Io […]

  

La libertà di Barcellona e la sindrome di Stoccolma

Il Parlamento catalano ha approvato una mozione per avviare il processo di costituzione di una repubblica indipendente dalla Spagna. Da Madrid hanno già annunciato che chiederanno l’incostituzionalità dell’iniziativa. E fa effetto vedere il più alto esponente politico di un Paese fare leva sul potere giudiziario per aggirare la volontà popolare, su cui ogni Costituzione e il suo stesso potere si basano. Perché non è di tecnicismi da legulei che stiamo discutendo, bensì del principio di autodeterminazione di un popolo che ha votato liberamente e democraticamente la propria secessione. Se non può farlo, significa che la democrazia non ha nessun valore. […]

  

No al reato di negazionismo

Il potere è un fatto relazionale: si fonda sull’esistenza di qualcuno che a quel potere è sottoposto. I rapporti professionali, politici, familiari, economici e perfino sentimentali si basano sull’interdipendenza tra chi ha il potere e chi ne è sottoposto. Ma questo non è l’unico modo di concepire il potere. Susan Strange, celebre studiosa di politica internazionale, dimostrò che ne esiste una forma ancora più efficace: il potere “strutturale”, vale a dire quello di definire le regole del gioco. Pensate all’ultimo mio post: è più potente Booking o è più potente il Parlamento Federalberghi, che con un tratto di penna può distruggerne da un momento all’altro il modello […]

  

A chi fa comodo la burocrazia

Chiunque abbia visto “Gangs of New York” di Martin Scorsese ha un’idea abbastanza precisa di come fosse la grande mela negli ultimi anni dell’ottocento. Quello fu un periodo di profonde trasformazioni economiche e sociali per New York (e per tutti gli Stati Uniti). Ma la mutazione più rilevante fu demografica: nel 1875, New York era abitata da poco più di un milione di abitanti; nel 1900, erano tre milioni e mezzo, di cui almeno un milione e mezzo (cioè quasi la metà) erano immigrati. In questo senso, chi oggi parla di “invasione” non sa quel che dice: in Italia, gli […]

  

L’inflazione delle regole

Nessuno, nemmeno fra i più importanti organi dello Stato, sa con precisione quante siano le leggi attualmente in vigore in Italia. Alcuni dicono intorno alle 30.000, altri ipotizzano che siano 75.000. Ma la sostanza non cambia. Le troppe leggi italiane, del resto, non sono certo una novità: sulla deregulation si fanno convegni fin dagli anni ’80 (e già allora il Prof. Sabino Cassese dichiarava che l’Italia “ha troppe leggi”, profetizzando che “quando si regolamenta l’apertura dei negozi si può arrivare a tutto”). Nel 2005, per cercare di sfoltire la selva normativa di cui siamo prigionieri, fu istituito il cosiddetto “taglia-leggi”: […]

  

Proteggiamo Internet. Dalla Boldrini

Ieri è stato il grande giorno della “Costituzione di Internet”, presentata in pompa magna dalla premiata ditta Boldrini-Rodotà: una garanzia di pericoli in vista. Per la verità, il testo che esce da Montecitorio è molto simile a quello che, lo scorso ottobre, fu sottoposto a una consultazione popolare. Gli italiani hanno avuto sei mesi di tempo per esprimersi sui princìpi altisonanti prodotti dalla premiata ditta, ma non l’ha fatto quasi nessuno. La consultazione è stata un totale flop, ed ecco spiegata la ragione per cui il testo è praticamente lo stesso. Tra i pochi che, durante quei mesi, provarono comunque […]

  

Mettiamo le scuole in concorrenza tra loro

Lo Sherman Act, da cui deriva la legislazione antitrust di tutto il mondo, fu adottato allo scopo di impedire la formazione di monopoli, da cui sarebbe potuto derivare un aumento dei prezzi, dannoso per i consumatori. Una definizione e dei criteri certi e verificabili per stabilire cosa distingua un monopolio da un business model efficiente (al netto di illeciti diversi), tuttavia, non esiste, nel diritto della concorrenza né altrove. Primo e leggendario bersaglio dello Sherman Act fu la Standard Oil, che sul finire degli anni ’80 controllava buona parte della nascente industria petrolifera americana grazie, appunto, al sistema dei trust. E […]

  

Il blog di Giacomo Lev Mannheimer © 2021
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