{"id":124,"date":"2014-04-09T17:53:31","date_gmt":"2014-04-09T17:53:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=124"},"modified":"2014-04-10T08:22:16","modified_gmt":"2014-04-10T08:22:16","slug":"la-dolce-vita-dei-balordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/04\/09\/la-dolce-vita-dei-balordi\/","title":{"rendered":"La dolce vita dei balordi"},"content":{"rendered":"<p>Gira e rigira, quando si parla di bombe spunta sempre fuori la Laura C. L&#8217;avevo scritto su <em>Madu&#8217;ndrina<\/em> e sul blog <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/03\/31\/la-maschera-di-ferro\/\">qui<\/a>, adesso \u00e8 arrivata la conferma. Nell&#8217;operazione del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria che ha portato all&#8217;arresto di dieci persone accusate di fare parte di una banda dedita al traffico di esplosivo, armi, sostanze stupefacenti, furti e rapine usavano tritolo dello stesso tipo di quello trovato nelle stive della nave \u00abLaura Coselich\u00bb affondata durante l\u2019ultima guerra mondiale al largo di Saline Joniche e per anni vero e proprio supermercato di espolsivi per mafia, camorra e &#8216;ndrangheta. Tanto che si pensa arrivi dalla sua stiva anche l&#8217;esposivo utilizzato per le stragi del 1992.<\/p>\n<p>Nella banda di balordi non sembra ci siamo personaggi di spicco di &#8216;ndrangheta, sebbene per gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia alcuni degli arrestati sono ritenuti contigui, per parentela diretta, alla cosca Serraino-Franco che opera nella zona sud di Reggio Calabria. Ma da dove arriva l&#8217;esplosivo? Sembra sia stato sottratto ad una cosca di \u2019ndrangheta. Sottratto?\u00a0 A chi? E se fosse lo stesso utilizzato per gli ultimi attentati contro i negozi della citt\u00e0?<\/p>\n<p>Altra domanda: \u00e8 vero che c&#8217;era anche la villa (sottoposta a sequestro) di Luciano Lo Giudice, fratello del boss pentito Antonino, tra gli obiettivi colpiti dalla banda? Sono pazzi a toccare una cosca cos\u00ec importante? O forse i Lo Giudice\u00a0 non contano pi\u00f9 tanto? E se qualcuno li avesse manovrati per mandare questo messaggio? E se dietro le soffiate che hanno portato agli arresti ci fossero le solite manine legate ai servizi segreti deviati? Tutte domande che \u00e8 lecito porsi. Intanto si \u00e8 saputo che proprio Antonino, il boss che ha iniziato a collaborare con gli inquirenti per poi ritrattare e fuggire dalla localit\u00e0 protetta dove si trovava, salvo poi essere riarrestato, avrebbe anche tentato il suicidio, come ha ammesso deponendo in videoconferenza nel processo per la stagione delle bombe a Reggio Calabria del 2010. \u00abMi sento male, mi sento male &#8211; ha detto ad un certo punto &#8211; anche perch\u00e9 gioved\u00ec mi sono messo un sacchetto di plastica in testa e mi hanno salvato gli agenti della polizia penitenziaria\u00bb. Di cosa ha paura Antonino? A quale verit\u00e0 credere?<\/p>\n<p>Siccome niente succede per caso, l&#8217;operazione scatta nel giorno in cui il sostituto procuratore antimafia Beatrice Ronchi ha chiesto 200 anni di carcere per la stessa famiglia Lo Giudice tra cui 30 per Luciano, considerato il rampollo della famiglia e la mente imprenditoriale del clan e 26 per il presunto armiere della cosca, Antonio Cortese, considerato responsabile di diversi attentati. Per Saverio Spadaro Tracuzzi, carabinieri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e incastrato da alcune inquietanti intercettazioni telefoniche, il pm Ronchi ne ha chiesti 20. Per \u00abcolpa\u00bb di quei brogliacci sono finiti nei guai per falsa testimonianza l\u2019ex comandate del Ros Valerio Giardina e il suo vice Gerardo Lardieri, che si sono occupati della cattura del super latitante Pasquale Condello detto il Supremo. Un personaggio che ai Lo Giudice non piaceva e che avrebbero voluto vedere dietro le sbarre. Ci sono state delle soffiate dai Lo Giudice ai Ros utili a catturare il Supremo? E se \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 i Ros l&#8217;hanno nascosto?<\/p>\n<p>Dice il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho che \u00abc\u2019\u00e8 un indebolimento della \u2019ndrangheta\u00bb e che le cosche stanno mostrando i muscoli \u00abma siamo dentro un percorso di guerra\u00bb. Una guerra che strazia Reggio, una citt\u00e0 che \u00abdeve tornare ad essere libera\u00bb. Ma senza capire come hanno fatto le cosche a sopravvivere a tutti i colpi inferti dalla magistratura \u00e8 impossibile vivere. Se non si capiscono i contorni di quella zona grigia che sta un po&#8217; con lo Stato e un po&#8217; con le cosche non si capir\u00e0 mai nulla del fenomeno.\u00a0 Lo dicono anche i vescovi calabresi: \u00abServe il coraggio della denuncia e la fuga da ogni omerta\u00bb. E se ci fossero pezzi di Stato che nascondono la verit\u00e0? Senza verit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n<p><em>PS. Intanto per un&#8217;altra cosca potente, quella degli Alvaro, \u00e8 finita la bella vita. Anzi, la dolce vita.\u00a0 I giudici della VII sezione penale del tribunale di Roma hanno condannato alcuni membri del clan compreso il presunto boss Vincenzo Alvaro (figlio del capoclan Nicola, assolto invece Nicola Ascrizi, nipote di Vincenzo). \u00c8 la vicenda nata dal sequestro dei locali romani pi\u00f9 famosi come il Caf\u00e8 de Paris, gestiti per conto della &#8216;ndrangheta. C&#8217;\u00e8 chi i bar li faceva saltare in aria e chi se li comprava.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gira e rigira, quando si parla di bombe spunta sempre fuori la Laura C. L&#8217;avevo scritto su Madu&#8217;ndrina e sul blog qui, adesso \u00e8 arrivata la conferma. 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