{"id":185,"date":"2014-05-18T08:00:41","date_gmt":"2014-05-18T08:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=185"},"modified":"2014-05-18T16:15:24","modified_gmt":"2014-05-18T16:15:24","slug":"la-coscienza-sporca-di-reggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/18\/la-coscienza-sporca-di-reggio\/","title":{"rendered":"La coscienza sporca di Reggio"},"content":{"rendered":"<p>Toghe rosse, casacche azzurre e cosche nere. A Reggio Calabria non si fanno mancare niente. Si fa pi\u00f9 complessa la vicenda di Claudio Scajola, l\u2019ex ministro dell\u2019Interno accusato di essere al centro di una presunta spectre affaristico-massonica vicina alle cosche pronta a garantire un esilio dorato a Beirut all&#8217;ex deputato azzurro ed ex armatore della Caronte Amedeo Matacena, condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa in Cassazione dopo due assoluzioni nel merito.<\/p>\n<p>L&#8217;ex titolare del Viminale forse non sa in che guaio si \u00e8 cacciato con quelle telefonate abbastanza compromettenti a Chiara Rizzo, consorte dell&#8217;ex deputato di Forza Italia oggi latitante a Dubai, per favorirne lo spostamento a Beirut. Perch\u00e9 quella condannaper mafia Matacena non l&#8217;ha digerita, com&#8217;\u00e8 ovvio pensare. Ma mai prima di ieri l&#8217;uomo accusato di contiguit\u00e0 con la cosca Rosmini aveva alzato cos\u00ec il tiro, riaprendo un cassetto che sembrava morto e sepolto, come buona parte dei protagonisti di allora.<\/p>\n<p>\u00abMai avuto rapporti o fatto affari con la mafia, \u00e8 una favola. Chi mi ha colpito ha avuto gratifiche e avanzamenti di carriera\u00bb, ha detto Matacena all\u2019Ansa via Skype: \u00abDa deputato mi interessai del Palazzo dei veleni di Reggio Calabria (cio\u00e8 dello scontro alla Procura e al Tribunale reggino, nda), di alcuni magistrati, dei pentiti ricompensati in nero e dei riscatti per sequestri pagati con i soldi dello Stato. Quando la Cassazione ha annullato l\u2019assoluzione &#8211; denuncia Matacena &#8211; i miei avvocati videro un magistrato a me ben noto nell\u2019ufficio del presidente della Cassazione che mi avrebbe giudicato e che avrebbe annullato la sentenza. Quando poi il processo pass\u00f2 al secondo grado, venne cambiato il giudice con uno di Magistratura democratica che mi ha condannato\u00bb.<\/p>\n<p>Affondo pesantissimo, come pesantissima \u00e8 stata la replica della Suprema corte, di una durezza inusitata. \u00abSono farneticazioni di un uomo disperato, un latitante che si sottrae a una condanna definitiva che poggia su fatti storici accertati e pacifici come i contatti con la cosca Rosmini. Non c\u2019\u00e8 stato alcun collegio precostituito ed \u00e8 singolare che questo signore si lamenti del fatto che i suoi legali avrebbero visto un magistrato nell\u2019ufficio del primo presidente. Chi mai dovrebbe esserci in quell\u2019ufficio se non dei magistrati?\u00a0 Il collegio della Quinta sezione penale, quello che decret\u00f2 la condanna definitiva il sei giugno 2013, non sapeva nemmeno chi fosse questo Matacena\u00bb.<\/p>\n<p>Sar\u00e0. Sta di fatto che Matacena parla di un magistrato che avrebbe fatto pressioni e soprattutto che Matacena rispolvera la stagione pi\u00f9 difficile di Reggio. Negli anni Novanta scoppia una guerra di \u2019ndrangheta che lascia sull&#8217;asfalto centinaia di morti. Reggio \u00e8 travolta da una Tangentopoli reggina per colpa di una classe politica ingorda che divora i fondi del Decreto Reggio (una valanga di soldi pubblici piovuti dopo i moti degli anni Settanta):\u00a0 le famiglie vanno alla sbarra nei processi Olimpia che decapitano le cosche ma non le indeboliscono, come dimostrer\u00e0 la sentenza di primo grado del processo Meta. Anzi, si scoprir\u00e0 che i vecchi avversari di allora hanno deposto le armi e si sono spartite la citt\u00e0, con la complicit\u00e0 di una buona parte della sedicente borghesia reggina, compiacente se non indolente (che \u00e8 anche peggio).<\/p>\n<p>La mafia muore, paga dazio e rinasce. La borghesia e la politica si spartiscono la torta dei soldi pubblici. E le toghe? E quella lobby massonica che va a spasso con le &#8216;ndrine e i servizi segreti dopo l&#8217;accordo nato neglii anni Settanta a seguito dei moti di Reggio e dei \u00abBoia chi molla\u00bb, ispirato dalla giovent\u00f9 nera e pilotato dalle cosche, come sostengono alcuni pentiti? Il primo a squarciare il velo sui veri pupari che a Reggio fanno il bello e il cattivo tempo anche sulle spalle dei boss si chiama Pietro Marrapodi. Notaio, dc e massone \u00abpentito\u00bb viene trovato morto nel 1996 a casa sua.\u00a0 Un destino avvolto nel mistero, soprattutto perch\u00e9 la sua morte fa comodo ai nemici della citt\u00e0 che lui ha denunciato. \u00c8 stato lui a rivelare al procuratore Agostino Cordova, nel 1992, l&#8217;esistenza di questa zona grigia, di questi &#8220;Invisibili&#8221; cui d\u00e0 la caccia il pm Giuseppe Lombardo nell&#8217;inchiesta Breakfast. Ma la sua unica colpa, forse quella che l&#8217;ha fatto uccidere, \u00e8 la pesantissima accusa di \u00abcontiguit\u00e0 con i boss\u00bb di alcuni magistrati illustri. La denuncia cade nel vuoto, ma la risposta della magistratura non pu\u00f2 che essere severa.<\/p>\n<p>Tutti i capi mafia superstiti vengono condannati nei processi Olimpia, che stanno alla &#8216;ndrangheta come il Maxiprocesso di Palermo istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel calderone di Olimpia c&#8217;\u00e8 anche Matacena, colpevole di aver fatto eleggere Giuseppe Aquila, l&#8217;ex mozzo della Caronte affiliato alla cosca Rosmini da un legame di sangue bench\u00e9 sia figlio di un poliziotto, e incastrato da alcuni collaboratori di giustizia considerati attendibili. I rapporti tra l&#8217;ex armatore e la famiglia di &#8216;ndrangheta sarebbero molteplici, stando alle deposizioni dei pentiti diventate sentenza inoppugnabile: ne emerge una figura a tinte fosche, di un Matacena che tratta con capimafia e affiliati di somme di denaro da restituire, pentiti da far ritrattare e altre nefandezze.\u00a0 Difficile pensare a un complotto delle toghe. Ma nella citt\u00e0 in cui 007 deviati, politici, massoni e boss indossano a turno la stessa maschera tutto \u00e8 possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Toghe rosse, casacche azzurre e cosche nere. A Reggio Calabria non si fanno mancare niente. Si fa pi\u00f9 complessa la vicenda di Claudio Scajola, l\u2019ex ministro dell\u2019Interno accusato di essere al centro di una presunta spectre affaristico-massonica vicina alle cosche pronta a garantire un esilio dorato a Beirut all&#8217;ex deputato azzurro ed ex armatore della Caronte Amedeo Matacena, condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa in Cassazione dopo due assoluzioni nel merito. L&#8217;ex titolare del Viminale forse non sa in che guaio si \u00e8 cacciato con quelle telefonate abbastanza compromettenti a Chiara Rizzo, consorte dell&#8217;ex deputato di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/18\/la-coscienza-sporca-di-reggio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1028,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1028"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=185"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":190,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions\/190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}