{"id":199,"date":"2014-06-08T14:08:19","date_gmt":"2014-06-08T14:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=199"},"modified":"2014-06-08T14:19:23","modified_gmt":"2014-06-08T14:19:23","slug":"la-scomoda-verita-sulle-ndrine-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/06\/08\/la-scomoda-verita-sulle-ndrine-a-milano\/","title":{"rendered":"La scomoda verit\u00e0 sulle &#8216;ndrine a Milano"},"content":{"rendered":"<p>\u00abQuesta sentenza non \u00e8 una vittoria della sola Procura, ma degli interi uffici giudiziari milanesi. Oltre gli inquirenti, anche il tribunale e la corte d\u2019appello hanno dato prova di grandissima professionalit\u00e0, che ci ha consentito di arrivare a questo storico risultato a meno di quattro anni dagli arresti\u00bb. Cos\u00ec una raggiante Ilda Boccassini al<em> Corriere della Sera<\/em> ha \u00abfesteggiato\u00bb il verdetto della Cassazione sul processo Crimine-Infinito. E ha tirato anche un bel sospiro di sollievo. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non \u00e8 tutto oro quello che luccica, e la procura antimafia milanese lo sa bene. Dice la Boccassini: \u00ab\u00c8 stato premiato un lavoro di squadra che \u00e8 cominciato con il coordinamento delle due Procure interessate\u00bb, quella di Milano e quella di Reggio Calabria. \u00abAbbiamo operato senza che nessuno prevaricasse l\u2019altro, avendo la forza e la coscienza di fare un passo indietro quando \u00e8\u00a0 stato necessario, mettendo da parte i personalismi e le esigenze dei singoli, accantonando gelosie e asperit\u00e0 caratteriali\u00bb, sottolinea la responsabile della Dda di Milano, che poi piazza la stoccata finale. \u00abGrazie alla sentenza, d\u2019ora in avanti sar\u00e0 pi\u00f9 facile celebrare gli altri processi. L\u2019organizzazione unitaria e non parcellizzata, anche nelle sue propaggini al Nord e nelle altre parti d\u2019Italia, \u00e8 un dato acquisito\u00bb.<\/p>\n<p>Ah si? Vediamo perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec semplice, chiarendo subito un punto: quel che penso sulla bont\u00e0 dell&#8217;ipotesi accusatoria che sta alla base dell&#8217;inchiesta Crimine-Infinito l&#8217;ho scritto chiaro e tondo su <em>Madu&#8217;ndrina<\/em>, a fine 2010, e lo ribadisco ancora oggi.<\/p>\n<p>Punto numero uno: pensare che Domenico Oppedisano sia il capo assoluto della \u2019ndrangheta \u00e8 una follia. Al massimo, come ho gi\u00e0 scritto, ha una funzione di paciere, dirime i contrasti tra le famiglie, senza trarre alcun profitto personale. Pi\u00f9 che capo dei capi, Oppedisano \u00e8 una sorta di Cassazione che decide gli esiti delle guerre di mafia. Prima bufala.<\/p>\n<p>Punto numero due: pensare che la cupola che comanderebbe Milano sia composta esclusivamente (e sottolineo esclusivamente) da chi ha organizzato il famoso summit di Paderno Dugnano il 31 ottobre 2009 da Pasquale Zappia a Pino Neri e Vincenzo Mandalari, \u00e8 quantomeno illogico, e ci sono delle sentenze a stabilirlo. Seconda bufala, ma a scadenza ravvicinata.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, punto numero tre, a Milano contemporaneamente alle famiglie presenti al famigerato summit, ci sono infatti altri personaggi di spessore conclamato che agiscono indisturbati e senza dare conto agli Zappia o ai Pino Neri di turno, tutt&#8217;altro: penso alla famiglia Flachi, a Paolo Martino (killer dei De Stefano &#8220;a riposto&#8221; considerato il tesoriere delle cosche a Milano) o ai\u00a0 &#8220;capi&#8221; dei Varca di Erba, originari di Isola Capo Rizzuto, cio\u00e8 al potentissimo clan Arena. Quelli del mega parco eolico sequestrato a Crotone, quelli che assieme a Gennaro Mokbel, l&#8217;anarcofascistoide sospettato di legami con gli 007 deviati, fecero eleggere in Germania con il Pdl l&#8217;ex senatore Nicola Paolo Di Girolamo. Gente di spessore (Martino ha sangue dei De Stefano in vena, e questo conta assai) che per\u00f2, a quanto secondo la sentenza Crimine-Infinito (in attesa delle motivazioni) semplicemente non esistono. Quindi? La Boccassini dice che la &#8216;ndrangheta \u00e8 unitaria, e probabilmente non ha tutti i torti. Ma a chi risponde Paolo Martino? E Pep\u00e8 Flachi? E gli Arena? Terza bufala.<\/p>\n<p>Punto numero quattro. I legali di alcuni imputati dicono che la Cassazione ha calpestato la giustizia. Altra premessa: io sono garantista fino al midollo, e spero sempre che alla difesa venga dato il pi\u00f9 ampio spazio possibile. Perch\u00e9 pi\u00f9 la difesa \u00e8 riuscita a esercitare le sue prerogative, pi\u00f9 forte e inoppugnabile sar\u00e0 la sentenza di condanna. Questo processo, per\u00f2, ha un vizio d&#8217;origine che la Suprema corte, al netto delle discutibili risultanze investigative &#8211; che spero presto verrano smentite in Cassazione da altre sentenze, come quella di Redux-Caposaldo sui Flachi e su Martino &#8211;\u00a0 avrebbe dovuto sanare. In primo grado, infatti, il gup Roberto Arnaldi deposit\u00f2 le motivazioni in due tempi &#8211; fatto accertato, non opinabile &#8211; e secondo i legali di alcuni boss alla sbarra, \u00abutilizzando il metodo del &#8220;copia-incolla&#8221; degli atti istruttori\u00bb. Cosa dicono gli avvocati?\u00abQuando le regole processuali cedono il passo di fronte ad esigenze diverse, la giustizia perde e lo Stato di diritto trema. Come difensori di alcuni imputati ma soprattutto come cittadini di questo Paese, manifestiamo la nostra amarezza e la nostra preoccupazione per una sentenza gravemente ingiusta\u00bb.<\/p>\n<p>La legge \u00e8 forma, prima ancora che sostanza. Cosa avrebbe dovuto (o potuto) fare la Cassazione? Rinviare tutto? Probabilmente il castello accusatorio, seppur secondo me debole, avrebbe retto all&#8217;urto ma l&#8217;immagine del Tribunale di Milano, che oggi \u00e8 scosso da una sorprendente guerra di potere, ne sarebbe uscita irrimediabilmente compromessa. Ad aggravare questa ipotesi c&#8217;\u00e8 anche lo scontro sotterraneo interno alla Direzione nazionale antimafia rivelato al Csm nei giorni scorsi, quanto di fronte alla VII commissione il sostituto procuratore nazionale antimafia Filippo Spiezia ha confermato quanto gi\u00e0 scritto sulla Relazione nazionale sulla lotta alle mafie: altro che serena collaborazione, l&#8217;antimafia di Milano guidata da Ilda la rossa sarebbe stata gelosa custode delle inchieste pi\u00f9 delicate e scottanti e non avrebbe condiviso con la Dna alcune presiose informazioni.<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;indicibile verit\u00e0 sulle cosche a Milano. I vari Zappia, Mandalari e Neri certamente hanno un legame con la &#8216;ndrangheta ma a malapena rappresentano s\u00e9 stessi. Come mi disse il pentito Saverio Morabito, le cui rivelazioni furono quasi mortali per la &#8216;ndrangheta negli anni Novanta, nell&#8217;indagine Crimine-Infinito \u00abci sono molti personaggi di secondo e terzo piano. Mi sembra per lo pi\u00f9 gente che non ha mai preso una pistola in mano\u2026 Gente che parla di quelli che contano senza averli mai incontrati. Se non li hai mai incontrati, non conti niente\u2026\u00bb. Non sono loro che comandano a Milano. Ma non ditelo alla Boccassini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abQuesta sentenza non \u00e8 una vittoria della sola Procura, ma degli interi uffici giudiziari milanesi. Oltre gli inquirenti, anche il tribunale e la corte d\u2019appello hanno dato prova di grandissima professionalit\u00e0, che ci ha consentito di arrivare a questo storico risultato a meno di quattro anni dagli arresti\u00bb. Cos\u00ec una raggiante Ilda Boccassini al Corriere della Sera ha \u00abfesteggiato\u00bb il verdetto della Cassazione sul processo Crimine-Infinito. E ha tirato anche un bel sospiro di sollievo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 non \u00e8 tutto oro quello che luccica, e la procura antimafia milanese lo sa bene. 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