{"id":214,"date":"2014-06-15T17:11:45","date_gmt":"2014-06-15T17:11:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=214"},"modified":"2014-06-15T18:24:52","modified_gmt":"2014-06-15T18:24:52","slug":"la-vergogna-in-tv-e-la-tv-senza-vergogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/06\/15\/la-vergogna-in-tv-e-la-tv-senza-vergogna\/","title":{"rendered":"La vergogna in tv e la tv senza vergogna"},"content":{"rendered":"<p>\u00abCaro pap\u00e0, per colpa mia hai dato la tua vita. Per paura e per vergogna, perch\u00e9 tuo figlio \u00e8 un pentito\u00bb. Comincia cos\u00ec la lettera di Carmine Venturino, il collaboratore di giustizia in odore di &#8216;ndrangheta condannato a 25 anni in Appello dopo la sua testimonianza che ha fatto ritrovare i resti del cadavere di Lea Garofalo, la coraggiosa testimone di giustizia calabrese che venne uccisa a Milano il 24 novembre del 2009 e il cui corpo fu bruciato in un magazzino a Monza.<\/p>\n<p>Nella missiva, pubblicata dal <em>Quotidiano della Calabria<\/em>, Venturino si rivolge al padre Giuseppe, morto il 6 giugno scorso dopo diversi giorni di ricovero all\u2019ospedale di Crotone in seguito al tentato suicidio del 24 maggio, quando si era impiccato a un albero.<\/p>\n<p>Sembra che l&#8217;uomo fosse rimasto sconvolto da un servizio televisivo nel quale il figlio raccontava la dinamica dell&#8217;omicidio di Lea Garofalo. \u00abMi hai detto di non volermi pi\u00f9 sentire al telefono quando hai saputo che ho collaborato ma nonostante vi siate fatti sempre negare e nonostante mi abbiate rinnegato io ti ho sempre portato nel mio cuore e ti porter\u00f2 sempre con me &#8211; scrive il figlio al, padre &#8211; spero che l\u2019Italia sappia che buon uomo eri, onesto e umile. La mia vita non ha pi\u00f9 un senso e spero di rivederti al pi\u00f9 presto. A presto, pap\u00e0\u00bb. Ora, \u00e8 vero che quando Venturino si pent\u00ec, (era fidanzato con Denise, la figlia della Garofalo) il padre Giuseppe diffuse una lettera per dissociarsi ma \u00e8 anche vero che, in una realt\u00e0 complessa come quella calabrese, senza quella lettera di dissenso la vita del padre di un pentito sarebbe stata molto pi\u00f9 complicata.<\/p>\n<p>Qualche responsabilit\u00e0 per\u00f2 ce l&#8217;ha anche la tv. Perch\u00e9 la raccapricciante ricostruzione di un omicidio e dell&#8217;occultamento di un cadavere, peraltro persino bruciato e seppellito in un terreno, deve finire in tv? E per giunta senza filtri? Quante volte la tv si \u00e8 prestata a \u00abmassacrare\u00bb mediaticamente un imputato, prima ancora che una corte emettesse un verdetto?<\/p>\n<p>E poi, perch\u00e9 certi media si prestano a sparare a zero sulle persone coinvolte in un&#8217;inchiesta senza porsi alcun dubbio e senza il doveroso rispetto della presunzione d&#8217;innocenza? Con quale coraggio certi giornalisti fanno da megafono delle Procure? Forse perch\u00e9 cos\u00ec sono impuniti anche quando scrivono falsit\u00e0? Perch\u00e9 \u00e8 facile tenere bordone a ipotesi magari un po&#8217; ballerine, mentre per opporsi a certe fantasione ricostruzioni ci vogliono le palle&#8230;<\/p>\n<p>E allora diciamolo: se il padre si era dissociato dal pentimento del figlio, perch\u00e9 togliersi la vita? Forse per la vergogna per il brutale omicidio raccontato dal figlio, non certo per un maldestro senso dell&#8217;onore come a qualcuno piacerebbe pensare. Chi ha messo in onda quel servizio ce l&#8217;ha il coraggio di vergognarsi un po&#8217;?. Tanto, \u00e8 morto il padre di un pentito di &#8216;ndrangheta che si era pentito del figlio, vero? E se questo ragazzo dovesse a sua volta tentare il suidicio? Di chi sarebbe la responsabilit\u00e0 di questo gesto estremo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abCaro pap\u00e0, per colpa mia hai dato la tua vita. Per paura e per vergogna, perch\u00e9 tuo figlio \u00e8 un pentito\u00bb. Comincia cos\u00ec la lettera di Carmine Venturino, il collaboratore di giustizia in odore di &#8216;ndrangheta condannato a 25 anni in Appello dopo la sua testimonianza che ha fatto ritrovare i resti del cadavere di Lea Garofalo, la coraggiosa testimone di giustizia calabrese che venne uccisa a Milano il 24 novembre del 2009 e il cui corpo fu bruciato in un magazzino a Monza. 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