{"id":26,"date":"2014-02-08T17:18:28","date_gmt":"2014-02-08T17:18:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=26"},"modified":"2014-02-08T17:32:06","modified_gmt":"2014-02-08T17:32:06","slug":"pentiti-veri-e-pentiti-finti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/08\/pentiti-veri-e-pentiti-finti\/","title":{"rendered":"Pentiti veri e pentiti finti"},"content":{"rendered":"<p>Maria Concetta Cacciola non era una pentita ma una testimone di giustizia, (era la nipote del boss Gregorio Bellocco, il cognato di suo padre Michele) che aveva deciso di testimoniare contro la sua famiglia, poi aveva ritrattato tutto. \u00c8 morta suicida quattro anni fa a Rosarno dopo aver ingerito dell\u2019acido muriatico, in circostanze ancora da tutte chiarire. Se \u00e8 stato omicidio si capir\u00e0 nei prossimi giorni. Stando ai pm di Palmi a indurre la donna a ritrattare le accuse sarebbero stati tre parenti e due avvocati, tutti arrestati oggi. Proprio nel giorno in cui i giudici della Corte d\u2019assise d\u2019appello di Reggio Calabria hanno ridotto la pena al padre ed al fratello della Cacciola \u00a0&#8211; confermando quella per la madre della donna &#8211; per maltrattamenti (l\u2019aggravante della morte come conseguenza di altro reato era venuta meno gi\u00e0 in primo grado). \u00c8 probabile che adesso l\u2019indagine per omicidio volontario della Cacciola, morta in Calabria qualche giorno dopo aver lasciato volontariamente la localit\u00e0 protetta per tornare a casa per riabbracciare i figli rimasti a casa dei nonni \u2013 abbia un\u2019accelerazione. Lo Stato \u00e8 in debito con questa donna coraggiosa. Lo dice bene il procuratore Nicola Gratteri: \u00abMolte volte noi uomini di istituzioni non siamo stati all&#8217;altezza del compito di proteggere queste donne testimoni di giustizia, abbiamo sottovalutato il pericolo a cui andavano incontro. Credo serva maggiore professionalit\u00e0 \u00a0da parte nostra soprattutto nei confronti di coloro che hanno il compito di cambiare le generalit\u00e0 e di adottare quelle misure necessarie per proteggere i testimoni\u00bb.<\/p>\n<p>I pentiti sono forse l\u2019unica cosa che fa paura alla &#8216;ndrangheta. Ma bisogna stare attenti a non farsi manipolare da loro, a non restare ostaggio delle loro oscure macchinazioni, come purtroppo sembra essere successo a Reggio. Io ne ho conosciuto uno vero: si chiama Saverio Morabito.\u00a0<em> <\/em>25 anni fa o poco pi\u00f9 con le sue deposizioni al processo Nord Sud ha decapitato la \u2018ndrangheta milanese di allora. Tanto che i boss a Morsa (il suo nome in codice, come ricorda Luca Fazzo sul <em>Giornale<\/em><em>)<\/em> vogliono fargliela pagare: \u00abQuasi un quarto di secolo dopo, la caccia (&#8230;) \u00e8 ancora aperta &#8211; scrive Fazzo &#8211;\u00a0 In una delle incaute chiacchierate intercettate dai carabinieri uno &#8216;ndranghetista (Agostino Catanzariti) lo dice chiaramente: vuole incontrare un finanziere corrotto che ha conosciuto in galera, \u201canche per sapere dov\u2019\u00e8 adesso Morabito. \u00a0M\u2019aveva detto: questo lo potremmo sapere che qualche amico ce l\u2019ho\u201d. A me Morabito per <em>O mia bella Madu&#8217;ndrina<\/em> mi aveva detto che non credeva n\u00e9 alla bont\u00e0 di alcuni pentiti che avevano iniziato allora a collaborare (era il 2010) n\u00e9 tantomeno all\u2019impianto delle operazioni anti \u2018ndrangheta messe in piedi dalla Procura di Milano. Forse \u00e8 il caso di ricordare quello che mi disse: \u00abIl pentimento \u00e8 una scelta. La \u2018ndrangheta questi ce l\u2019hanno nel sangue, nelle mura di casa\u00bb. \u00abE lei non crede a questi pentiti?\u00bb. \u00abNo\u00bb. La storia recente dei Lo Giudice, a distanza di quattro anni, gli d\u00e0 ragione. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Morabito mi aveva anche acceso mille lampadine con i suoi dubbi sulle inchieste di Milano, Infinito su tutte: \u00abHa letto le carte dell\u2019inchiesta, ha visto i nomi che ricorrono? Oppedisano, Zappia, Pino Neri?\u00bb. \u00abCi sono molti personaggi di secondo e terzo piano. Mi sembra per lo pi\u00f9 gente che non ha mai preso una pistola in mano\u2026 Gente che parla di quelli che contano senza averli mai incontrati. Se non li hai mai incontrati, non conti niente\u2026\u00bb. \u00abGente di secondo piano?\u00bb. \u00abS\u00ec. Quest\u2019operazione non mi sembra significativa\u2026\u00bb. E se avesse ragione anche stavolta?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Maria Concetta Cacciola non era una pentita ma una testimone di giustizia, (era la nipote del boss Gregorio Bellocco, il cognato di suo padre Michele) che aveva deciso di testimoniare contro la sua famiglia, poi aveva ritrattato tutto. \u00c8 morta suicida quattro anni fa a Rosarno dopo aver ingerito dell\u2019acido muriatico, in circostanze ancora da tutte chiarire. Se \u00e8 stato omicidio si capir\u00e0 nei prossimi giorni. Stando ai pm di Palmi a indurre la donna a ritrattare le accuse sarebbero stati tre parenti e due avvocati, tutti arrestati oggi. 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