{"id":317,"date":"2015-03-14T19:00:33","date_gmt":"2015-03-14T19:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=317"},"modified":"2015-03-15T18:39:16","modified_gmt":"2015-03-15T18:39:16","slug":"la-ndrangheta-il-giudice-e-lacqua-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/14\/la-ndrangheta-il-giudice-e-lacqua-santa\/","title":{"rendered":"La &#8216;ndrangheta, il giudice e l&#8217;acqua santa"},"content":{"rendered":"<p>Chi pensa che la Chiesa non stia combattendo la sua battaglia con la &#8216;ndrangheta \u00e8 fuoristrada. Del resto Papa Bergoglio \u00e8 stato chiaro: gli uomini di \u2018ndrangheta sono \u00abscomunicati\u00bb, se vogliono convertirsi pubblicamente devono divorziare dall\u2019esercizio del male. Un concetto ribadito dal presidente della Conferenza episcopale calabra Salvatore Nunnari, vescovo di Cosenza e reggino di nascita e per anni parroco in un quartiere ad altissima densit\u00e0 criminale: \u00abNella Chiesa non c\u2019\u00e8 cittadinanza per i mafiosi se non dopo la loro conversione e dopo aver dimostrato con atti concreti, visibili e pubblici il loro pentimento\u00bb.<\/p>\n<p>La Chiesa &#8211; dicono i vescovi calabresi &#8211; non \u00e8 contro nessuno, ma \u00abtestimonia la verit\u00e0 del Vangelo che non contrappone misericordia e giustizia: sono i mafiosi che, con i loro comportamenti, si autoescludono dalla comunit\u00e0 ecclesiastica e possono rientrarvi solo se dimostrano con i fatti il loro percorso di cambiamento\u00bb.<\/p>\n<p>Sono parole forti, nette. Direi quasi inedite. Per troppo tempo persino larga parte della societ\u00e0 civile ha preferito restare pubblicamente in silenzio contro l&#8217;avanzata delle cosche, salvo qualche rara eccezione. E quando qualche uomo di Chiesa \u00e8 finito nel tritacarne mediatico-giudiziario (salvo in qualche caso uscirne pressocch\u00e9 indenne) legittimamente si \u00e8 schierata con lui, contro certe insinuazioni fastidiose della Procura e un&#8217;aura di sospetto che quel silenzio contribuiva ad alimentare. Penso, per esempio, al sacerdote Salvatore Santaguida, ex parroco di Stefanaconi, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e prossimo al processo assieme ad altre 14 persone tra cui e l\u2019ex maresciallo dei carabinieri Sebastiano Cannizzaro. O all&#8217;ex cerimoniere del vescovo, don Nuccio Cannizzaro, processato (e assolto) con l&#8217;accusa di aver avvantaggiato il boss del suo quartiere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 il silenzio l&#8217;arma vincente della &#8216;ndrangheta, come ha ribadito il procuratore capo di Reggio Federico Cafiero de Raho: \u00abIl silenzio le consente di portare avanti i propri affari e le consente di continuare a muoversi. Qualunque fatto violento significa far s\u00ec che si accendano ancor pi\u00f9 i riflettori dello Stato, e questo la \u2019ndrangheta non lo vuole perch\u00e8 significa maggiori rischi di essere individuati\u00bb.<\/p>\n<p>Ora che nel silenzio il \u00abgrido di un territorio ferito, dove la piaga della mancanza di lavoro si salda con quella del lavoro nero, della manovalanza mafiosa, dell\u2019usura e delle promesse di guadagni facili\u00bb (Nunnari dixit)\u00a0 si \u00e8 fatto assordante, la Chiesa ha parlato: \u00abLa \u2019ndrangheta non ha nulla di cristiano ma scimmiotta la fede e il Vangelo. La \u2019ndrangheta \u00e8 il nemico pi\u00f9 minaccioso per il presente e il futuro della nostra terra di Calabria &#8211; ha detto Nunnari &#8211; e noi dobbiamo metterci in gioco in prima persona per colmare i vuoti della societ\u00e0 calabrese diventando, ognuno nel proprio ambito e nel proprio ambiente, costruttori di speranza\u00bb.<\/p>\n<p>Baster\u00e0? No. Anche perch\u00e9 uguale severit\u00e0 la magistratura dovrebbe richiederla prima ancora a se stessa. Penso per esempio alla sanzione inflitta dalla Sezione disciplinare del Csm (solo per una questione organizzativa della Procura, tengono a precisare gli interessati) al magistrato Alberto Cisterna, ex \u00abvice\u00bb di Pietro Grasso alla Direzione nazionale antimafia.<\/p>\n<p>Che cosa avrebbe combinato Cisterna, trasferito (e confermato) a Tivoli? Non avrebbe \u00abtempestivamente\u00bb informato il suo diretto superiore dei contatti avuti per diversi anni con Luciano Lo Giudice, figlio di Giuseppe, capo di una cosca della \u2019ndrangheta. E soprattutto fratello di Antonino, il boss che che si \u00e8 autoaccusato degli attentati del 2010 contro la sede della Procura generale di Reggio Calabria e l\u2019abitazione del Pg Salvatore Di Landro. Ne ho parlato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/04\/09\/la-dolce-vita-dei-balordi\/\">qui<\/a>, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/15\/il-giudice-e-lo-giudice\/\">qui <\/a>e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/10\/i-boss-invisibili-e-la-pax-mafiosa\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Quindi? Se un prete flirta con un boss va processato, se lo fa un magistrato antimafia che si dimentica di dirlo al suo capo si prende un buffetto e viene trasferito. E la &#8216;ndrangheta se la ride&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chi pensa che la Chiesa non stia combattendo la sua battaglia con la &#8216;ndrangheta \u00e8 fuoristrada. Del resto Papa Bergoglio \u00e8 stato chiaro: gli uomini di \u2018ndrangheta sono \u00abscomunicati\u00bb, se vogliono convertirsi pubblicamente devono divorziare dall\u2019esercizio del male. Un concetto ribadito dal presidente della Conferenza episcopale calabra Salvatore Nunnari, vescovo di Cosenza e reggino di nascita e per anni parroco in un quartiere ad altissima densit\u00e0 criminale: \u00abNella Chiesa non c\u2019\u00e8 cittadinanza per i mafiosi se non dopo la loro conversione e dopo aver dimostrato con atti concreti, visibili e pubblici il loro pentimento\u00bb. La Chiesa &#8211; dicono i vescovi [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/14\/la-ndrangheta-il-giudice-e-lacqua-santa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1028,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[44840,44831,44824,54,44829,44825,16170,34322,4595],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1028"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=317"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":324,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions\/324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}