{"id":332,"date":"2015-03-25T19:26:33","date_gmt":"2015-03-25T19:26:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=332"},"modified":"2015-03-25T19:26:33","modified_gmt":"2015-03-25T19:26:33","slug":"il-boss-esce-dal-carcere-ma-la-sua-cosca-e-sparita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/25\/il-boss-esce-dal-carcere-ma-la-sua-cosca-e-sparita\/","title":{"rendered":"Il boss esce dal carcere ma la sua cosca \u00e8 sparita"},"content":{"rendered":"<p>La sua cosca di Pellaro a Reggio Calabria \u00e8 finita nel sangue, suo zio si \u00e8 pentito, suo padre \u00e8 stato ammazzato dalla \u2018ndrangheta. E adesso per un ex boss pluriergastolano si aprono le porte del carcere. Santo Barreca ha 56 anni, ne aveva una trentina quando \u00e8 stato arrestato la prima volta. Anche il gip ha scritto nero su bianco che il suo clan \u00e8 \u00abcompletamente estinto\u00bb, gli avvocati Aurelio e Steve Chizzoniti da mesi lavoravano con il pm Giuseppe Lombardo per il suo \u00abcompleto recupero al consorzio civile\u00bb. Da tempo ogni sabato faceva il volontario in una comunit\u00e0 alloggio per anziani distante 40 Km dal carcere sardo in cui \u00e8 rinchiuso. \u00abCi va con un mezzo pubblico libero e senza vincoli di sorta, esce la mattina alle otto per rientrare con le stesse modalit\u00e0 la sera\u00bb, spiegano i legali, e ha anche un cellulare. Insomma, Barreca \u00e8 pronto a tornare a una vita normale.<\/p>\n<p>La sua cosca che spadroneggiava nella periferia sud di Reggio Calabria \u00e8 stata spazzata via dopo la guerra di \u2018ndrangheta a met\u00e0 degli anni Ottanta per il pentimento del boss Filippo Barreca, zio di Santo. Il delitto pi\u00f9 eccellente che si \u00e8 consumato nella loro zona di appartenenza \u00e8 stato quello del presidente delle Ferrovie dello Stato, Lodovico Ligato, ex stella nascente della Democrazia cristiana ammazzato con una Glock il 28 agosto 1989 a Bocale di Reggio Calabria. La pistola, come ha rivelato lo stesso Santo Barreca, \u00e8 stata custodita per anni dal padre Vincenzo Barreca, fratello del pentito di &#8216;ndrangheta Filippo, convinto che quell\u2019arma fosse una sorta di assicurazione sulla vita. L\u2019omicidio Ligato era stato deciso dalla cosca Condello perch\u00e9 l\u2019uomo politico era legato a doppio filo ai De Stefano, cosca rivale dei Condello. Il pentimento di Filippo Barreca ha portato a una serie di condanne per l\u2019omicidio, e il fratello Vincenzo \u2013 solo dopo i verdetti definitivi della Cassazione \u2013 ha pagato il prezzo della vendetta dei clan: \u00e8 stato ucciso la sera del 9 marzo 2002 da un killer che gli ha sparato una decina di colpi di pistola alla testa mentre si trovava dal barbiere, proprio nel quartiere Bocale di Reggio che una volta era il suo feudo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 \u2013 come dimostra una recente sentenza del tribunale di Reggio Calabria \u2013 a Pellaro e Bocale comandava il presunto boss Giuseppe Ficara (che si \u00e8 beccato 16 anni) e i suoi gregari della cosca Latella-Ficara, che dopo il pentimento del boss Filippo Barreca avevano allargato la loro area di influenza criminale dalla Vallata del Valanidi appunto fino a Pellaro.<\/p>\n<p>Di rapporti tra politica e \u2018ndrangheta si continua a parlare ancora oggi, al processo all\u2019ex ministro dell\u2019Interno Claudio Scajola, accusato di aver agevolato la latitanza dell\u2019ex armatore reggino Amedeo Matacena jr, anch\u2019egli ex deputato azzurro, oggi a Dubai nonostante una condanna a 5 anni per concorso esterno. Matacena minaccia rivelazioni scottanti (\u00abSe dovesse succedere qualcosa a me o ai miei familiari verrebbero ufficializzati e pubblicati in Italia i numeri dei conti correnti svizzeri in cui sono state depositate le somme delle tangenti dell\u2019affare Telekom Serbia, prese da tre noti esponenti della politica italiana\u00bb, ha detto qualche giorno fa all\u2019Ansa), la diplomazia \u00e8 al lavoro per un accordo sull\u2019estradizione mentre Scajola, che per l\u2019accusa si sarebbe mosso per farlo fuggire a Beirut, aspetta il verdetto del processo: \u00abComprendo le difficolt\u00e0 di Matacena \u2013 ha commentato \u2013 ma mi auguro che questo processo si celebri sui fatti e sulla concretezza degli atti\u00bb.<\/p>\n<p>E quali sarebbero i fatti? Secondo il vicequestore della polizia Leonardo Papaleo, che da numero due della Dia di Reggio Calabria ha condotto personalmente le indagini, Scajola avrebbe tentato di garantire a Matacena e ai suoi familiari \u2013 su tutti la moglie dell\u2019ex armatore, Chiara Rizzo, anch\u2019ella alla sbarra \u2013 la sicurezza economica e la copertura in Libano attraverso l\u2019imprenditore catanzarese residente a Beirut Vincenzo Speziali. Secondo le intercettazioni delle telefonate tra i due, Scajola, se eletto al Parlamento europeo (la candidatura poi sfum\u00f2) avrebbe promesso di voler dare oltre quindicimila euro alla Rizzo per consentire alla donna di affittare un immobile a suo nome a Montecarlo. Il processo riprender\u00e0 il prossimo 8 aprile, quando verr\u00e0 riunificato con quello di Chiara Rizzo (che aveva scelto il rito abbreviato), saltato per un impedimento dei suoi difensori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La sua cosca di Pellaro a Reggio Calabria \u00e8 finita nel sangue, suo zio si \u00e8 pentito, suo padre \u00e8 stato ammazzato dalla \u2018ndrangheta. E adesso per un ex boss pluriergastolano si aprono le porte del carcere. Santo Barreca ha 56 anni, ne aveva una trentina quando \u00e8 stato arrestato la prima volta. Anche il gip ha scritto nero su bianco che il suo clan \u00e8 \u00abcompletamente estinto\u00bb, gli avvocati Aurelio e Steve Chizzoniti da mesi lavoravano con il pm Giuseppe Lombardo per il suo \u00abcompleto recupero al consorzio civile\u00bb. 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