{"id":334,"date":"2015-03-28T16:40:47","date_gmt":"2015-03-28T16:40:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=334"},"modified":"2015-03-28T17:03:01","modified_gmt":"2015-03-28T17:03:01","slug":"guai-se-la-ndrangheta-parla-col-piombo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/28\/guai-se-la-ndrangheta-parla-col-piombo\/","title":{"rendered":"Guai se la &#8216;ndrangheta parla col piombo"},"content":{"rendered":"<p>Un omicidio di &#8216;ndrangheta fa rumore. Non tanto perch\u00e9 la vittima \u00e8 un pezzo grosso (Fiore Gentile, 54 anni, condannato a 22 anni per l&#8217;omicidio del boss Pasquale Nicoscia a Isola Capo Rizzuto nel 2002 e recentemente assolto) quanto perch\u00e9 &#8211; visti i precedenti &#8211; quando le cosche parlano con il piombo il timore che si riaccenda una faida \u00e8 molto alto. Se Gentile \u00e8 l&#8217;ennesima vittima della guerra di mafia tra i clan Arena e Nicoscia \u00e8 presto per dirlo, ma \u00e8 plausibile visto il suo pedigree criminale. Con il fratello Franco, altro elemento di spicco della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto Fiore Gentile era stato pure condannato nel processo Ghibli a 10 anni per associazione mafiosa, poi assolto in appello, sentenza annullata qualche settimana fa dalla Cassazione.<\/p>\n<p>Alla \u2018ndrangheta non piace ammazzare. Il sangue attira gli sbirri e i giornalisti, fa rumore, riaccende i riflettori sulle cosche che invece prosperano grazie alla cappa di silenzio e di omert\u00e0 che attanaglia la Calabria. Lo sa bene il supersbirro Renato Cortese, che \u00e8 di quelle parti, appena promosso da dirigente della Mobile di Roma a capo del Servizio centrale operativo dopo molti anni in trincea in Calabria. A sostituirlo alla Mobile a Roma sar\u00e0 un\u2019altra vecchia conoscenza tra gli inquirenti anti \u2018ndrangheta, Luigi Silipo, anch\u2019egli cresciuto alla Questura di Reggio Calabria.<\/p>\n<p>D\u2019altronde lo ha detto chiaramente anche il capo della Procura reggina Federico Cafiero de Raho: \u00abLa strategia della \u2018ndrangheta \u00e8 quella della sommersione, perch\u00e9 questa \u00e8 l\u2019unica strategia che pu\u00f2 portare avanti. \u00c8 come un sommergibile, che naviga in profondit\u00e0 cercando di evitare i sonar della magistratura e delle forze dell\u2019ordine\u00bb.<\/p>\n<p>Anche la Chiesa, come ho gi\u00e0 scritto qui e qui, \u00e8 alle prese con la sua personale guerra alle cosche. A Vibo Valentia, ad esempio, il vescovo della diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera Luigi Renzo, ha deciso di ripristinare la storica processione dell\u2019Affruntata \u2013 la cerimonia religiosa pasquale che simula la trasmissione del messaggio della resurrezione di Ges\u00f9 Cristo tra la Madonna e San Giovanni \u2013 dopo lo stop imposto dall\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica legato alle alle inchieste che hanno svelato le ingerenze della \u2019ndrangheta nelle manifestazioni religiose. Secondo i pm le famiglie di \u2018ndrangheta avrebbero sfruttato le processioni religiose per stabilire il proprio dominio sul territorio. Ne era nata una polemica a distanza tra Procura nazionale antimafia e vertici della curia calabrese. Il vescovo Renzo ha invitato apertamente i calabresi della sua diocesi a non farsi \u00abespropriare ci\u00f2 che appartiene al loro patrimonio religioso pi\u00f9 genuino, lasciandolo in mano a gente senza scrupolo, che non ha nulla di cristiano ed anzi persegue una \u201creligione capovolta\u201d, offensiva del vero Cristianesimo popolare\u00bb. E ai membri delle Confraternite che curano tradizionalmente l\u2019Affruntata, il vescovo ha chiesto ufficialmente di rinunciare \u00aba certi pretesi privilegi\u00bb per mostrarsi \u00abpi\u00f9 collaborativi con i parroci nell\u2019eseguire scrupolosamente tutte le direttive diocesane in materia\u00bb.<\/p>\n<p>Basta inchini: niente soste pilotate davanti alle case dei boss \u00abtranne che si tratti di ospedali, case di cura o ammalati\u00bb- La rivoluzione voluta dalla diocesi vibonese riguarda soprattutto la scelta dei portatori delle statue, compito affidato in passato ai rampolli delle famiglie mafiose come una sorta di consacrazione del loro ruolo sociale sul territorio. Stavolta la scelta avverr\u00e0 per estrazione, domenica delle Palme da un elenco di persone che ne hanno fatto richiesta. Basta dunque alla compravendita sotterranea dei posti, come avveniva in passato. A vigilare sulla scelta dei portatori saranno i parroci, e in ogni caso secondo le nuove regole \u00abnon sono ammessi a questo compito persone aderenti ad associazioni condannate dalla Chiesa, che siano sotto processo in corso per associazione mafiosa o che siano incorse in condanna per mafia, senza prima aver dato segni pubblici di pentimento e di ravvedimento\u00bb.<\/p>\n<p>Baster\u00e0 a tenere lontano la \u2018ndrangheta dalle processioni? E se non bastasse, come far\u00e0 la &#8216;ndrangheta a farlo capire? In Calabria c&#8217;\u00e8 puzza di piombo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un omicidio di &#8216;ndrangheta fa rumore. 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