{"id":355,"date":"2015-04-15T14:19:50","date_gmt":"2015-04-15T14:19:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=355"},"modified":"2015-04-15T17:05:06","modified_gmt":"2015-04-15T17:05:06","slug":"di-mamma-e-di-ndrangheta-ce-ne-una-sola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/04\/15\/di-mamma-e-di-ndrangheta-ce-ne-una-sola\/","title":{"rendered":"Di mamma (e di &#8216;ndrangheta) ce n&#8217;\u00e8 una sola"},"content":{"rendered":"<p>Stragi (e servizi segreti), famiglie e faide, grandi opere e appalti, cocaina. In fondo la storia della &#8216;ndrangheta si regge su questi quattro pilastri. Non \u00e8 un caso se la Dia di Roma abbia sequestrato beni per circa 6 milioni di euro ad Alfredo Bizzoni, imprenditore romano coinvolto secondo gli inquirenti in compiti di supporto logistico nella preparazione delle stragi mafiose del 1993 e condannato per aver reperito e consegnato armi e munizionamento ad Antonio Scarano, pluripregiudicato romano di origine calabrese, poi divenuto collaboratore di giustizia e condannato a 18 anni come responsabile (in concorso con altre persone) degli attentati dinamitardi di mafia avvenuti nella Capitale, a Firenze e a Milano nel 1993.<\/p>\n<p>\u00c8 la stagione stragistra con finalit\u00e0 eversive che ha seguito quella degli anni Settanta: due periodi che sarebbero legati da un&#8217;unica trama e che avrebbe come protagonisti apparati deviati dello Stato e della mafia, almeno secondo l&#8217;analisi del colonnello dei carabinieri Michele Riccio, che sta deponendo al processo d\u2019appello per favoreggiamento aggravato alla mafia all\u2019ex generale Ros Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, entrambi assolti in primo grado. Riccio riferisce le confidenze dell&#8217;ex braccio destro del boss Piddu Madonia, al secolo Luigi Ilardo, che si \u00e8 pentito grazie alla collaborazione con lo stesso Riccio.<\/p>\n<p>Quando si parla di rapporti tra mafiosi e servizi segreti deviati la &#8216;ndrangheta salta sempre fuori, come ho gi\u00e0 scritto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/04\/01\/la-farfalla-segreta-e-le-trame-delle-ndrine\/\">qui<\/a>, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/16\/quella-bomba-sotto-la-sabbia\/\">qui <\/a>e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/14\/la-grande-ammucchiata\/\">qui<\/a>, e chiss\u00e0 che prima o poi la verit\u00e0 sul ruolo delle famiglie calabresi nei grandi misteri d&#8217;Italia non salti definitivamente fuori.<\/p>\n<p>La mafia calabrese, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/04\/01\/voti-e-affari-politici-e-sbirri-ma-la-ndrangheta-non-e-un-film\/\">come \u00e8 noto ai lettori di questo blog<\/a>, preferisce sfuggire alla luce dei riflettori, meno che mai uccidere. Perch\u00e9 il sangue attira sbirri e giornalisti. Lo sapeva bene anche Francesco Barone, 22 rampollo di una famiglia di &#8216;ndrangheta di Rosarno, vicino Gioia Tauro, che secondo gli inquirenti calabresi ha ucciso sua madre Francesca Bellocco perch\u00e9 intratteneva una relazione col boss di un\u2019altra famiglia mafiosa e poi avrebbe occultato il cadavere.<\/p>\n<p>Quale sarebbe la colpa della donna? Aver infranto una delle regole della \u2019ndrangheta: avere una relazione sessuale con un boss Domenico Cacciola, guarda caso anch\u2019egli scomparso a met\u00e0 del 2013 a Como. A segnalare la sparizione della madre \u00e8 stato lo stesso Barone assieme al padre Salvatore. Ma per gli investigatori sarebbe stato lui ad avere assassinato la donna \u00aballa testa di un commando di sicari\u00bb &#8211; dicono gli investigatori &#8211; per punirla per una relazione extraconiugale. Nelle indagini \u00e8 emersa anche la telefonata della<br \/>\nvittima con il marito nella quale riconosceva di avere sbagliato, poi<br \/>\nil figlio, strappando il telefono dalle mani della madre, diceva al<br \/>\npadre \u00abmamma non si sente bene\u00bb mentre lei disperata replicava \u00abnon \u00e8 vero\u00bb. L&#8217;amante invece \u00e8 un parente di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/08\/pentiti-veri-e-pentiti-finti\/\">Maria Concetta Cacciola<\/a>, testimone di giustizia morta il 20 agosto 2011 per avere ingerito acido muriatico ma che, secondo la Corte d\u2019assise di Palmi, sarebbe stata uccisa dai suoi stessi famigliari dopo il suo pentimento, la successiva ritrattazione (su pressioni dei familiari, ovviamente) e il disperato e inutile tentativo di tornare nel programma di protezione dei testimoni al grido di \u00abO cu nniu o cu iddi\u00bb (<em>o con noi con loro, <\/em>come ricorda<em> Un giorno in pretura<\/em> che si \u00e8 occupata del processo <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCIQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ungiornoinpretura.rai.it%2Fdl%2Fportali%2Fsite%2Fnews%2FContentItem-92da6a3c-f8c1-439b-8579-3d59e219a38b.html&amp;ei=oW4uVYf9OOHcywPdl4DwAg&amp;usg=AFQjCNHbBEt109ItZ6EbatJmFyHPF3tJ9Q&amp;bvm=bv.90790515,d.bGQ\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCgQFjAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ungiornoinpretura.rai.it%2Fdl%2Fportali%2Fsite%2Fnews%2FContentItem-40ba32ae-3421-449a-be74-e9b535f04621.html&amp;ei=oW4uVYf9OOHcywPdl4DwAg&amp;usg=AFQjCNFcC2nPuHYTYlPGxrKZP5JsRETsjQ&amp;bvm=bv.90790515,d.bGQ\">qui<\/a>). Di Cacciola non si hanno pi\u00f9 notizie da allora, anche se si ha certezza della sua fuga dalla casa della donna, visto che alcune ore dopo prov\u00f2 a contattarla telefonicamente senza riuscirci. E nessun suo congiunto ha mai presentato denuncia di scomparsa.<\/p>\n<p>L\u2019arresto del ragazzo \u00e8 stato possibile grazie anche alla collaborazione di un vigile urbano che abitava accanto alla residenza estiva della donna, e che oggi vive sotto protezione con la famiglia e con nuove identit\u00e0 in una localit\u00e0 segreta, come ha sottolineato il procuratore capo Federico Cafiero De Raho, stupido dalla ricostruzione della mattanza: \u00abNon riesco ad immaginare come possano essere rotti, piegati i sentimenti tra una madre ed un figlio, al punto da togliere la vita a chi ha dato la vita\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo la ricostruzione dei magistrati la donna fu portata via, non si sa se gi\u00e0 priva di vita, dalla sua abitazione estiva, la mattina del 18 agosto 2013 a bordo di due auto con tre persone a bordo, armate e con il passamontagna e con lo stesso Francesco Barone. \u00abPirdunatimi!\u00bb, sarebbe stata l\u2019ultima implorazione della donna ai suoi assassini, secondo la testimonianza dell&#8217;ex vigile.\u00a0 Per evitare di essere coinvolto nell\u2019omicidio della madre e darsi un alibi, il ragazzo tre giorni dopo la scomparsa si sarebbe recato nel Bresciano dove il padre Salvatore Barone stava scontando la sorveglianza speciale di Ps, e solo allora si sarebbe recato dai carabinieri per denunciare l\u2019allontanamento della donna.<\/p>\n<p>Saranno i magistrati a far luce sui veri motivi della morte della Cacciola e della sfortunata donna di &#8216;ndrangheta, forse uccisa dal figlio in nome di un codice arcaico che governa la holding internazionale del crimine pi\u00f9 potente del mondo. Un compito difficile, specie nel clima impossibile che si respira a Reggio Calabria. Non bastavano le <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/14\/la-ndrangheta-il-giudice-e-lacqua-santa\/\">faide tra toghe<\/a> o <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/16\/giusti-suicida-per-ndrangheta-si-allinchiesta\/\">il suicidio del giudice Giusti<\/a>.\u00a0 Persino il Procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro (che gi\u00e0 ha subito un attentato) \u00e8 stato minacciato telefonicamente da una donna la quale ha sostenuto che \u00e8 la sua vita \u00e8 stata rovinata da un provvedimento giudiziario. La donna al telefono ha affermato di essere pronta a \u00abfare una strage peggio di quella di Milano\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, Milano. A una manciata di giorni dall&#8217;inaugurazione di Expo si torna a parlare delle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta nei cantieri: \u00abLe mafie sono presenti in Lombardia ed in Piemonte da oltre 40 anni e da 30 anni in Emilia Romagna. Su Expo <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCIQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fblog.ilgiornale.it%2Fmanti%2F2015%2F03%2F09%2Fecco-cosa-rischia-chi-scrive-di-ndrangheta%2F&amp;ei=8nEuVY7rFoHOygOxnoG4DA&amp;usg=AFQjCNFlpl_n0VgwnKQPSu_fzTqHOC0RcA&amp;bvm=bv.90790515,d.bGQ\">la ndrangheta c\u2019\u00e8<\/a>, cos\u00ec come \u00e8 stata presente nell\u2019Alta velocit\u00e0, nel riammodernamento dell\u2019autostrada Salerno-Reggio Calabria e nelle grandi opere. Perch\u00e9 \u00e8 anche una questione di potere, non \u00e8 soltanto un fatto di guadagno. Potere rispetto alle altre organizzazioni criminali\u00bb, ha detto il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri intervenendo a <em>Coffee Break<\/em> su La7 per presentare il suo libro <em>Oro bianco<\/em> scritto insieme ad Antonio Nicaso. Stragi (e servizi segreti), famiglie e faide, grandi opere e appalti, cocaina. Cos\u00ec la &#8216;ndrangheta prospera. Ma guai a dirlo in giro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stragi (e servizi segreti), famiglie e faide, grandi opere e appalti, cocaina. In fondo la storia della &#8216;ndrangheta si regge su questi quattro pilastri. Non \u00e8 un caso se la Dia di Roma abbia sequestrato beni per circa 6 milioni di euro ad Alfredo Bizzoni, imprenditore romano coinvolto secondo gli inquirenti in compiti di supporto logistico nella preparazione delle stragi mafiose del 1993 e condannato per aver reperito e consegnato armi e munizionamento ad Antonio Scarano, pluripregiudicato romano di origine calabrese, poi divenuto collaboratore di giustizia e condannato a 18 anni come responsabile (in concorso con altre persone) degli attentati [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/04\/15\/di-mamma-e-di-ndrangheta-ce-ne-una-sola\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1028,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[44840,44826,44831,50654,8712,44824,44830,54,44834,32416,44829,44825,16170,249,34322,4595],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1028"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=355"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":359,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions\/359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}