{"id":371,"date":"2015-04-28T16:44:58","date_gmt":"2015-04-28T16:44:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=371"},"modified":"2015-04-28T16:44:58","modified_gmt":"2015-04-28T16:44:58","slug":"e-il-giudice-fini-nei-guai-per-colpa-dei-lo-giudice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/04\/28\/e-il-giudice-fini-nei-guai-per-colpa-dei-lo-giudice\/","title":{"rendered":"E il giudice fin\u00ec nei guai per colpa dei Lo Giudice"},"content":{"rendered":"<p>Ma la cosca dei Logiudice esiste ancora? A questa domanda sembra dare una risposta la decisione della Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha chiesto il rinvio a giudizio dell\u2019ex sostituto pg di Reggio Calabria Francesco Mollace, adesso in servizio alla Procura generale presso la Corte d\u2019appello di Roma. Mollace \u00e8 indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per corruzione in atti giudiziari. Alla sbarra con lui finiranno Luciano Lo Giudice, fratello del boss Nino &#8211; pentito a fasi alterne &#8211; e Antonino Span\u00f2, titolare di un cantiere nautico a Reggio Calabria, in cui Mollace avrebbe avuto la sua imbarcazione a rimessaggio.<\/p>\n<p>La richiesta di Gerardo Dominijanni e Domenico Guarascio, a capo dell&#8217;inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica Vincenzo Antonio Lombardo, nasce dal memoriale del boss reggino Nino Lo Giudice, a capo di una cosca che Mollace avrebbe favorito. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/15\/il-giudice-e-lo-giudice\/\">La vicenda<\/a> \u00e8 intricata e complessa: l\u2019ex pentito Nino, come ho gi\u00e0 scritto qualche tempo fa, ha detto tutto e il contrario di tutto ai magistrati reggini, anche attraverso memoriali messi pi\u00f9 volte in discussione. Il dubbio che dietro il suo pentimento \u00abballerino\u00bb ci sia una macchinazione per colpire alcuni magistrati. Non ha convinto molti l&#8217;essersi autoaccusato di essere l\u2019ideatore delle bombe fatte esplodere nel 2010 contro la Procura generale di Reggio Calabria e contro l\u2019abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro e dell\u2019intimidazione all\u2019allora procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone, con il ritrovamento di un bazooka ad alcune centinaia di metri dal palazzo della Dda.<\/p>\n<p>Nino ha anche chiamanto in causa il fratello Luciano, considerata la mente della cosca, salvo rimangiarsi tutto, con un video fatto immediatamente prima di abbandonare il rifugio protetto dove era stato nascosto: \u00abHo confessato perch\u00e9 ero manipolato dalla Dda di Reggio Calabria\u00bb, cio\u00e8 a suo dire dall\u2019allora procuratore capo Giuseppe Pignatone, adesso a Roma, dell\u2019aggiunto Michele Prestipino, del pm Beatrice Ronchi e dell\u2019ex capo della mobile Renato Cortese, che oggi dirige la squadra mobile di Roma.<\/p>\n<p>Nel fango era finito anche l\u2019ex procuratore aggiunto della Dna Alberto Cisterna, che non ha mai negato la frequentazione con il presunto boss. Ma la cosca Lo Giudice, ripete sempre Cisterna, \u00e8 stata lui a smantellarla nel 1993 arrestando il capofamiglia. E Cisterna \u00e8 uscito pulito dai guai. Ma la cosca Lo Giudice esiste, almeno cos\u00ec pensano i pm di Catanzaro.<\/p>\n<p>E qual \u00e8 la colpa di Mollace? Aver sottovalutato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Maurizio Lo Giudice (fratello di Nino e Luciano) e Paolo Iann\u00f2 (ex braccio destro e armato del superboss Pasquale Condello detto \u00abil Supremo\u00bb arrestato dal Ros il 18 febbraio 2008 dopo una latitanza infinita) senza svolgere &#8211; secondo i pm di Catanzaro &#8211; le necessarie indagini per capire se i Lo Giudice a Reggio avessero ancora un peso oppure no. Per i due pentiti il peso lo avevano eccome. I magistrati catanzaresi scrivono che Mollace, per chiudere un occhio, avrebbe ricevuto in cambio \u00abla dazione gratuita dei servizi di manutenzione e rimessaggio dei natanti ormeggiati nel cantiere di Calamizzi, gestito e diretto da Span\u00f2 e Luciano Lo Giudice, il primo quale prestanome del secondo\u00bb.<\/p>\n<p>A pesare su Mollace c&#8217;\u00e8 soprattutto il giallo <a href=\"http:\/\/ildispaccio.it\/dossier\/52283-ecco-perche-e-stata-uccisa-fatta-scomparire-angela-costantino\">dell\u2019omicidio di Angela Costantino<\/a>, moglie del boss Pietro Lo Giudice, che secondo gli inquirenti sarebbe stata uccisa per salvare l\u2019onore del capoclan. Il presunto mandante sarebbe Bruno Stilo, l\u2019esecutore materiale Fortunato Pennestr\u00ec (considerato il reggente della cosca dopo l&#8217;arresto del boss) entrambi condannati a fine 2013 a 30 anni con una sentenza che ha rispecchiato in pieno l&#8217;impianto accusatorio portato avanti dal pm Sara Ombra.<\/p>\n<p>I due sospettavano che mentre il marito era detenuto la donna fosse incinta di un altro uomo di cui si era innamorata- o Pietro Calabrese, poi trasferitosi a Roma o\u00a0Domenico Megalizzi, scomparso nello stesso periodo, che riceveva telefonate a casa da parte di una ragazza di nome Angela &#8211;\u00a0 l\u2019avrebbero strangolata il 16 marzo 1994 nell\u2019appartamento che abitava da circa un mese a Reggio Calabria in via XXV luglio, in un immobile al piano terra che, per decenni, \u00e8 stato il feudo storico della cosca Lo Giudice e poi ne avrebbero occultato il cadavere pur di salvare l\u2019onore del capoclan.<\/p>\n<p>Per il Gup Indellicati che ha deciso la condanna dei due \u2019ndranghetisti, come emerso dai documenti di natura medica agli atti dell&#8217;indagine, la situazione della donna \u00abpoteva essere compatibile sia con una disfunzione ginecologica, sia con un aborto precoce, a seguito di una gravidanza molto recente\u00bb. Durante il processo sull\u2019omicidio Mollace aveva difeso le sue scelte investigative con qualche \u00abnon so, non ricordo\u00bb di troppo, tanto che in una lettera al Collegio presieduto da Silvia Capone lo stesso magistrato ammise di non aver ricordato bene, tanto che il pm Beatrice Ronchi spinger\u00e0, con le sue indagini, a indurre il presidente del Collegio a verbalizzare \u00abla falsit\u00e0 delle affermazioni di Mollace\u00bb.<\/p>\n<p>Ad aprire squarci di luce sulla vicenda, finita anche su <em>Chi l&#8217;ha visto<\/em>, fu soprattutto Maurizio Lo Giudice, che nel &#8217;99 indic\u00f2 in Pennestr\u00ec l&#8217;esponente pi\u00f9 di spicco della cosca Lo Giudice, insieme a Bruno Stilo (\u00abEra lui che prendeva in mano tutta la famiglia&#8230; dopo che sono stati arrestati&#8230; andava pure a chiedergli i soldi), e nell&#8217;ipotizzare che la donna, madre di quattro figli, fosse invaghita di un altro (\u00abAviva perdutu a testa, dottori!\u00bb) . La conferma a Maurizio Lo Giudice l&#8217;avrebbe data lo stesso Pennestr\u00ec, che poi avrebbe contribuito a depistare le indagini. Le dichiarazioni di Maurizio Lo Giudice di fine anni Novanta (\u00abIn quei giorni Natino Pennestr\u00ec prese la palla al balzo, disse che Angela si lamentava con tutti noi che si buttava dal porto, dai ponti, cos\u00ec cre\u00f2 un po&#8217; di pubblicit\u00e0 che era pazza, dei falsi ricercamenti, che portarono per&#8230; la credibilit\u00e0 che Angela era veramente malata\u00bb) non furono considerate credibili fin quando il pm Beatrice Ronchi decider\u00e0 di riaprire le indagini e incrociarle con le affermazioni di almeno altri due collaboratori di giustizia considerati attendibilissimi, appunto Paolo Iann\u00f2 e Domenico Cera.<\/p>\n<p>Insomma, la cosca decapitata da Cisterna all&#8217;inizio degli anni Novanta era ancora pienamente operativa, tanto da orchestrare un omicidio. Nino, Maurizio e Luciano avevano rapporti privilegiati con magistrati e forze dell&#8217;ordine, come raccontano le ultime vicende giudiziarie. Adesso per Mollace si apre un processo difficile. Le cui conseguenze, anche sui delicatissimi equilibri tra la Procura reggina e quella catanzarese, potrebbero essere inimmaginabili&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ma la cosca dei Logiudice esiste ancora? A questa domanda sembra dare una risposta la decisione della Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha chiesto il rinvio a giudizio dell\u2019ex sostituto pg di Reggio Calabria Francesco Mollace, adesso in servizio alla Procura generale presso la Corte d\u2019appello di Roma. Mollace \u00e8 indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per corruzione in atti giudiziari. 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