{"id":466,"date":"2015-09-10T14:23:18","date_gmt":"2015-09-10T14:23:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=466"},"modified":"2015-09-10T14:23:18","modified_gmt":"2015-09-10T14:23:18","slug":"la-mafia-i-veri-pupari-e-le-sceneggiate-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/09\/10\/la-mafia-i-veri-pupari-e-le-sceneggiate-tv\/","title":{"rendered":"La mafia, i veri pupari e le sceneggiate tv"},"content":{"rendered":"<p>Non si spengono le polemiche sulla presenza dei Casamonica in tv. Intendiamoci subito: i giornalisti fanno il loro mestiere, che \u00e8 raccontare la verit\u00e0. Vespa l\u2019ha fatto, amen. Le vestali dell\u2019informazione che si stracciano le vesti dimenticano che senza i giornalisti il funerale da Papa con elicottero, carrozza trainata da cavalli e la sigla del Padrino non sarebbe finito ovunque, da internet ai giornali.<br \/>\nCondivido per\u00f2 anche la posizione di Pino Masciari, che ce l\u2019ha con la tv pubblica \u00abche d\u00e0 spazio a famigliari di boss liberi di sbeffeggiate i cittadini onesti, magari le stesse vittime del clan\u00bb mentre \u00absi lasciano dietro le quinte gli esempi veri di persone che lottano per lo Stato, i testimoni di giustizia e uomini in prima linea nella lotta alle mafie, disoccupati, padri di famiglia, precari e cittadini onesti che invece meriterebbero ogni attenzione\u00bb. Certo, se la persona onesta da portare in tv come icona antimafia \u00e8 Massimo Ciancimino allora fa bene Maurizio Gasparri a indignarsi: \u00abQuelli che hanno taciuto quando la Rai di Michele Santoro, Ruotolo e company ospitava Ciancimino junior, che ha usato il servizio pubblico per difendersi da accuse poi rivelatesi fondate dovrebbero tacere sul caso Vespa-Casamonica\u00bb.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che quando si parla di mafia e antimafia, tutto si mescola, cio che dovrebbe aiutarci a distinguere il bianco dal nero diventa una melassa di grigio in scala. Prendete, per esempio, quello che sta succedendo in Sicilia. Il presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, \u00e8 sotto inchiesta per corruzione, induzione e abuso d\u2019ufficio assieme al marito, l\u2019ingegnere Lorenzo Caramma, e all\u2019avvocato Gaetano Cappellano Seminara, titolare di uno studio a cui \u00e8 affidata la gestione di diverse aziende confiscate, da cui Caramma avrebbe avuto delle consulenze. L\u2019affidamenti dei beni sequestrati alla mafia \u00e8 un business enorme, soprattutto in Sicilia, dove &#8211; come i maligni mormorano &#8211; sarebbe in mano a pochi professionisti che ne avrebbero ricavato \u00abparcelle d\u2019oro\u00bb, come aveva denunciato l\u2019anno scorso il prefetto Giuseppe Caruso, a quel tempo direttore dell\u2019Agenzia dei beni confiscati. Parliamo di 30 miliardi di euro, di cui quasi la met\u00e0 &#8211; il 43 per cento &#8211; si trova in provincia di Palermo. Se i tre personaggi dovessero venire condannati in via definitiva sarebbe una solenne bocciatura soprattutto per la commissione Antimafia guidata da Rosy Bindi, che dopo aver ascoltato in commissione la stesa Saguto, aveva sentenziato: \u00abLa gestione dei beni confiscati a Palermo \u00e8 improntata alla massima correttezza, non ci sono elementi tali da inficiare condotte delle singole persone.<\/p>\n<p>\u00c8 noto cosa penso di questa commissione Antimafia, sulle patenti di legalit\u00e0 che ha fornito e sul curriculum non proprio specchiato di alcuni suoi componenti (il senatore Ncd Giovanni Bilardi che rischia l\u2019arresto per una gestione allegra dei rimborsi ai gruppi consiliari in Calabria \u00e8 l\u2019ultimo esempio), cosa penso delle societ\u00e0 sequestrate alla mafia anche. E ovviamente non credo, come dice il senatore Pd Giuseppe Lumia che \u00abil riuso sociale e produttivo dei beni possa diventare una risorsa per lo sviluppo\u00bb, anzi. I beni delle mafie, soprattutto le attivit\u00e0 economiche, stanno in piedi solo perch\u00e9 riciclano il denaro del narcotraffico. Altro discorso \u00e8 invece quello sui beni pi\u00f9 squisitamente commerciabili: penso ai quadri che aveva il re dei videopoker di Reggio Calabria Gioacchino Campolo, innamorato dell\u2019arte come il boss di Mafia Capitale Massimo Carminati, che secondo i pm romani avrebbe investito i soldi degli affari sporchi su Picasso, Keith Haring, Guttuso, De Chirico e tanti altri. Il suo patrimonio \u00e8 stimato in 200 milioni di euro, ma c\u2019\u00e8 chi sostiene che una buona parte del suo tesoro sia sfuggito alle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>E intanto la \u2019ndrangheta se la ride: l\u2019ultima inchiesta in ordine di tempo \u00e8 quella che porta a Malta e al riciclaggio di denaro sporco attraverso le sale scommesse. \u00abLa \u2019ndrangheta ha scelto di giocare pesante con l\u2019azzardo sul Web. A Malta, dove batte il cuore strategico e finanziario del betting targato \u2019ndrine, anche se per puntare sui tavoli che gli uomini dei clan hanno apparecchiato non c\u2019\u00e8 bisogno di spostarsi\u00bb, scrive <em>l\u2019Espresso<\/em>. Nelle agenzie gestiti da teste di legno delle cosche si giocavano migliaia di euro di denaro sporco \u00aba perdere\u00bb che restavano nelle casse dell\u2019agenzia diventando improvvisamente immacolati. \u00abIn quel fazzoletto di terra nel Mediterraneo le cosche di Reggio Calabria hanno piazzato il quartier generale di quella che per gli investigatori \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi lavatrici di denaro sporco &#8211; scrive il settimanale &#8211; con affari, intrecci societari e complicit\u00e0 che lambiscono la politica e toccano gli ambienti finanziari maltesi\u00bb, insiste il settimanale.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi. La \u2019ndrangheta \u00e8 una holding internazionale del crimine pi\u00f9 potente, a dispetto della classifiche del sito d\u2019informazione finanziaria che la collocherebbero al 4\u00b0 posto al mondo (dietro addirittura alla camorra, dilaniata dalle faide firmate dai giovani boss rampanti che stanno insanguinando la citt\u00e0, figuriamoci&#8230;) e che stima in appena 4,5 miliardi di euro il giro d\u2019affari delle cosche calabresi. In realt\u00e0 il Pil della \u2019ndrangheta \u00e8 almeno 10 volte tanto grazie al traffico di cocaina sull\u2019asse Calabria-Colombia che ha reso i clan calabresi sostanziali monopolisti nel narcotraffico.<\/p>\n<p>I suoi tentacoli si allungano da Malta a Bogot\u00e0, da Reggio Calabria fino al Libano passando da Dubai, dove si trova latitante l\u2019ex parlamentare azzurro Amedeo Matacena, condannato per associazione mafiosa e che sarebbe sfuggito alla cattura anche grazie a una presunta Spectre affaristico-mafiosa cui d\u00e0 la caccia il pm reggino Giuseppe Lombardo e che in Italia avrebbe come suo terminale anche l\u2019ex ministro dell\u2019Interno Claudio Scajola. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell\u2019ex deputato con il quale si chiedeva l\u2019annullamento dell\u2019ordinanza di custodia cautelare nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta della Dda di Reggio Calabria che ha portato all\u2019arresto della moglie dell\u2019imprenditore, Chiara Rizzo, e dello stesso Scajola.<\/p>\n<p>E mentre la \u2019ndrangheta ride e prospera la Calabria muore lentamente, ogni giorno che passa. Il maltempo ha messo in ginocchio le infrastrutture stradali e ferroviarie gi\u00e0 fiaccate dall\u2019incuria e dall\u2019abbandono, al degrado civile e morale si aggiunge anche la crescente difficolt\u00e0 di spostarsi in Calabria. Il degrado \u00e8 il terreno su cui attecchisce la \u2019ndrangheta, rilanciare il sistema infrastrutturale Alta velocit\u00e0-A3-Ponte sullo Stretto come sembra aver promesso il governo pu\u00f2 essere la chiave giusta. \u00abIn Parlamento presenteremo una proposta di legge per realizzarlo anche se so che la sinistra si opporr\u00e0 &#8211; ha detto il ministro dell\u2019Interno Angelino Alfano &#8211; non \u00e8 possibile che l\u2019Alta velocit\u00e0 arrivi fino a Reggio Calabria e poi ci si debba \u201ctuffare\u201d nello Stretto, per poi rincominciare a viaggiare a&#8230; bassa velocit\u00e0\u00bb. La speranza \u00e8 che non si tratti dell\u2019ennesima promessa. Certo, visto l\u2019interlocutore il sospetto \u00e8 forte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non si spengono le polemiche sulla presenza dei Casamonica in tv. Intendiamoci subito: i giornalisti fanno il loro mestiere, che \u00e8 raccontare la verit\u00e0. Vespa l\u2019ha fatto, amen. 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