{"id":52,"date":"2014-02-18T19:32:17","date_gmt":"2014-02-18T19:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=52"},"modified":"2014-02-18T19:48:17","modified_gmt":"2014-02-18T19:48:17","slug":"quanta-puzza-di-bruciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/18\/quanta-puzza-di-bruciato\/","title":{"rendered":"Quanta puzza di bruciato"},"content":{"rendered":"<p>Oggi volevo parlare della splendida puntata di ieri sera di <a href=\"http:\/\/www.rai.tv\/dl\/RaiTV\/programmi\/media\/ContentItem-de439fec-8296-4a15-bfe4-7393ca6daaf2.html\">Presa diretta<\/a>, dove si \u00e8 parlato (soprattutto) della difficolt\u00e0 dello Stato a far fruttare i beni sequestrati alla mafia. Anche perch\u00e9 (\u00e8 solo una coincidenza?) la scorsa notte un incendio \u00e8 divampato all\u2019interno del Caff\u00e8 de Paris di via Veneto a Roma.<\/p>\n<p>Pochi danni, per fortuna, ma al peggio non c\u2019\u00e8 fine. La struttura simbolo della Dolce vita romana era finita al centro di un\u2019inchiesta su riciclaggio di denaro di cosche della \u2019ndrangheta calabrese (era in mano alla famiglia Alvaro) ed \u00e8 da allora sotto amministrazione giudiziaria. Come vanno le cose l\u00ec? Male, malissimo.<\/p>\n<p>La notizia \u00e8 che la puzza di bruciato si sente ancora. Il locale infatti si appresta a chiudere il battenti. Ad Aldo Berti, il titolare della societ\u00e0 che gestisce il Caf\u00e8 dal 2009 dopo l\u2019affidamento ad un custode giudiziario a seguito della confisca alla cosca \u2019ndranghetista degli Alvaro \u00e8 arrivato l\u2019avviso di sfratto forzato. \u00abStiamo svuotando il locale. L\u2019amministrazione giudiziaria non ha pagato gli affitti al proprietario delle mura che \u00e8 una persona di Reggio Calabria. Ora tutti i dipendenti perderanno il lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, come ha detto anche il magistrato antimafia Nicola Gratteri, \u00e8 che certi locali \u2013 non \u00e8 il caso del Caf\u00e8 de Paris, ovviamente \u2013 restavano in piedi perch\u00e9 le cosche fanno dumping: a loro non serve far quadrare i conti, anzi. Per riciclare il denaro la ndrangheta fa \u00abinvasione fiscale\u00bb, emettendo pi\u00f9 scontrini dei soldi effettivamente incassati per far confluire il denaro sporco che arriva dai proventi della \u2018ndrangheta nel circuito \u00ablegale\u00bb. Quindi certi esercizi, cos\u00ec come certi immobili sequestrati, pi\u00f9 che dati in amministrazione controllata andrebbero venduti oppure abbattuti (Gratteri <em>dixit<\/em>, e io sottoscrivo).<\/p>\n<p>Se i dipendenti dei locali sequestrati ai boss stanno con le cosche perch\u00e9 almeno con loro si lavorava (lo hanno ribadito alcuni camerieri pugliesi a Riccardo Iacona, probabilmente la pensano cos\u00ec anche i dipendenti del Caf\u00e8 de Paris) e invece odiano lo Stato che li manda a casa poi non bisogna stupirsi del perch\u00e9 la gente non denuncia il malaffare.<\/p>\n<p>Invece mi tocca parlare di politica, capace soltanto di inanellare autogol. Un esempio? Il Consiglio dei ministri ha deciso di\u00a0 prorogare di altri sei mesi lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria per \u00abcontiguit\u00e0 mafiosa\u00bbal fine di \u00abconsentire &#8211; dice Palazzo Chigi &#8211; il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalit\u00e0 organizzata\u00bb.\u00a0 Reggio \u00e8 stato il primo capoluogo di provincia sciolto per mafia, e non \u00e8 un caso visto che la &#8216;ndrangheta \u00e8 l&#8217;organizzazione criminale pi\u00f9 forte al mondo, come ribadisce oggi la Direzione nazionale antimafia (ma ne parliamo pi\u00f9 avanti).<\/p>\n<p>Non voglio sollevare perplessit\u00e0 sulla decisione dell&#8217;allora ministro dell\u2019Interno Annamaria Cancellieri perch\u00e9 basata su un dossier pi\u00f9 o meno dubbio. A me interessano pi\u00f9 le conseguenze di questa scelta.\u00a0 La citt\u00e0 \u00e8 in mano a delle persone degnissime che per\u00f2 hanno una <em>mission<\/em> paragonabile a quella che ebbe il disgraziato governo Monti: far quadrare i conti per evitare il dissesto finanziario.\u00a0 Il come \u00e8 intuibile, poveri reggini.<\/p>\n<p>Ma il risultato? L&#8217;acqua a Reggio adesso costa il triplo ma i rubinetti sono a secco, la Tares \u00e8 aumentata del 500% ma in citt\u00e0 si cammina tra i rifiuti anche perch\u00e9 il cancro nascosto dietro l&#8217;infiltrazione delle cosche nelle societ\u00e0 municipalizzate (che su <em>Madu&#8217;ndrina<\/em> abbiamo denunciato prima che si muovesse la magistratura) ha innescato una spirale maledetta, con i dipendenti onesti delle societ\u00e0 rimasti in mezzo alla strada, come l&#8217;immondizia.<\/p>\n<p>La colpa \u00e8 della malapolitica, ma il prezzo lo sta pagando la citt\u00e0 e i boss godono a puntare il dito contro i tecnici, perch\u00e9 qualcuno continua a guardare il dito. Forse era il caso di ridare la parola ai cittadini, a meno che non li si consideri incapaci di decidere il loro futuro, ma se \u00e8 cos\u00ec che la pensano i governanti di Roma lo si dica in maniera chiara: o si decide che a Reggio non si pu\u00f2 fare politica e si commissaria a vita il Comune e amen o si deve tornare a votare subito. Cos&#8217;\u00e8 giusto? Cos&#8217;\u00e8 sbagliato? Io so che vedere Reggio in un tunnel senza uscita mi lascia senza fiato. E credo che da questa crisi di idee, di valori e di credibilit\u00e0 si esce solo ribadendo il primato della politica: la storia insegna che le alchimie di palazzo curano la malattia ma rischiano di ammazzare il paziente.<\/p>\n<p>Questo provvedimento suona peraltro come una bocciatura per Giuseppe Scopelliti e rischia di pesare sugli equilibri di Ncd al governo: la decisione di Palazzo Chigi infatti secondo me metter\u00e0 in crisi anche i senatori alfaniani calabresi, che dovranno spiegarne alla citt\u00e0 i motivi. L&#8217;ex sindaco Demi Arena, oggi assessore regionale alle Attivit\u00e0 produttive, dice che se Alfano avesse ridato la parola alle urne sarebbe stato tacciato di partigianeria. Mi sembra una bella arrampicata sugli specchi, se non ha di meglio da dire allora auguri.<\/p>\n<p>Se Forza Italia e Ncd piangono, il Pd non ride ma fa ridere. Il sedicente partito della trasparenza e della legalit\u00e0 cerca di uscire dal tunnel dei quattro anni di commissariamento (aridaje) dell&#8217;ottimo Alfredo D&#8217;Attorre, bravissimo (clap clap) solo a farsi eleggere in Calabria assieme a Rosi Bindi (la commissione Antimafia che combina?) lasciando macerie e &#8211; tanto per fare un nome &#8211; il sindaco antimafia di Monasterace Maria Carmela Lanzetta fuori dal Parlamento. Chi \u00e8 la Lanzetta? Una donna coraggio segnata prima dalle fiamme nella sua farmacia a venti giorni dalla sua seconda elezione e poi dal tradimento del Pd che l&#8217;ha utilizzata come fantoccio in campagna elettorale (ricordo una foto con un sorridente Pier Luigi Bersani durante le primarie che lo videro &#8211; <em>sic!<\/em> &#8211; vincitore) e poi l&#8217;ha lasciata a marcire sfiduciandola in Comune.<\/p>\n<p>Al ballottaggio per la segreteria regionale Pd sono finiti in due, il reggino Massimo Canale in quota Gianni Cuperlo e il renziano Ernesto Magorno, convinto di avercela fatta al primo turno per una manciata di voti. Peccato che a Diamante e Belvedere Marittimo, roccaforti di Magorno, secondo Canale e i suoi avrebbero votato troppe persone: una ogni 27 secondi. Per\u00f2! A decidere sar\u00e0 la sedicente commissione di garanzia, ma intanto la gente in Calabria ha i rubinetti e le tasche vuote, le strade (e le palle) piene.<\/p>\n<p>In mezzo ci sono i boss che se la ridono pure, lusingati per le parole della Direzione nazionale antimafia che hanno certificato lo strapotere delle &#8216;ndrine. \u00abViene confermato dai processi e dalle indagini pi\u00f9 recenti la capacit\u00e0 della \u2019ndrangheta di agire a livello nazionale ed internazionale, ma di mettere radici e consolidarsi in modo strutturato in realt\u00e0 territoriali anche lontanissime, che, tuttavia, realt\u00e0 che mantengono il pi\u00f9 volte indicato cordone ombelicale con la casa madre\u00bb, dice la relazione annuale, che parla del proliferare delle \u00ablocali\u00bb di \u2019ndrangheta in Lombardia, Piemonte e Liguria ma anche Svizzera, Germania,\u00a0 Canada e Australia.<\/p>\n<p>Milano, lo sappiamo, \u00e8 stata colonizzata come dimostrano decine di processi in corso: \u00abPare ormai attestato &#8211; scrive la Dna &#8211; che in Lombardia sia esistita una sorta di struttura di coordinamento denominata Lombardia, al cui interno sono rappresentate tutte le locali presenti in regione\u00bb. Qui, si legge ancora nella relazione, il \u00abcapitale sociale\u00bb mafioso \u00e8 \u00abquel bagaglio di relazioni\u00bb che i presunti affiliati intrattengono \u00abcon il mondo politico, imprenditoriale, giudiziario, delle libere professioni\u00bb, ossia la cosiddetta \u00abzona grigia\u00bb.<\/p>\n<p>Su come andanno a finire i processi, per\u00f2, io ho qualche dubbio. Non creder\u00f2 mai a una sentenza che stabilisce che Paolo Martino o Pep\u00e8 Flachi si sentono rappresentati da Pasquale Zappia da Corsico. L\u2019impianto messo in piedi da Ilda Boccassini potrebbe essere messo seriamente in discussione dalle prossime sentenze di Cassazione, lo vedremo nei prossimi giorni. Ne \u00e8 convinto anche l&#8217;avvocato Fabio Schembri (la sua intervista la trovate <a href=\"http:\/\/www.frontedelblog.it\/2014\/02\/18\/ma-la-ndrangheta-lombardia-e-stata-sgominata\/\">qui<\/a>). Intanto Ilda la rossa si \u00e8 beccata un cazziatone: in sostanza la Dna la accusa di voler condividere\u00a0con tutti \u2013 tranne che con la stessa Dna \u2013 le informazioni sulle cosche. Una sorta di riserbo, per non dire di diffidenza, tra un procuratore antimafia e la Direzione nazionale. E la &#8216;ndrangheta festeggia.<\/p>\n<p><em>Ps: per non farci mancare niente sappiate che in Spagna hanno aperto una catena di ristoranti chiamati Mafia. Due senatori Pd, Laura Cantini e Mario Morgoni, hanno chiesto all\u2019ambasciata italiana di intervenire contro una scelta che \u00aboffende la nostra immagine nazionale e la memoria di<\/em> <em>tutti coloro che hanno pagato con la vita la lotta alle cosche\u00bb. E Renzi che ne dice? Non sente anche lui puzza di bruciato?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi volevo parlare della splendida puntata di ieri sera di Presa diretta, dove si \u00e8 parlato (soprattutto) della difficolt\u00e0 dello Stato a far fruttare i beni sequestrati alla mafia. Anche perch\u00e9 (\u00e8 solo una coincidenza?) la scorsa notte un incendio \u00e8 divampato all\u2019interno del Caff\u00e8 de Paris di via Veneto a Roma. Pochi danni, per fortuna, ma al peggio non c\u2019\u00e8 fine. La struttura simbolo della Dolce vita romana era finita al centro di un\u2019inchiesta su riciclaggio di denaro di cosche della \u2019ndrangheta calabrese (era in mano alla famiglia Alvaro) ed \u00e8 da allora sotto amministrazione giudiziaria. 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