{"id":580,"date":"2016-05-10T12:55:27","date_gmt":"2016-05-10T12:55:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=580"},"modified":"2016-05-10T12:55:27","modified_gmt":"2016-05-10T12:55:27","slug":"boia-chi-molla-e-la-ndrangheta-non-molla-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/05\/10\/boia-chi-molla-e-la-ndrangheta-non-molla-davvero\/","title":{"rendered":"Boia chi molla, e la &#8216;ndrangheta non molla davvero"},"content":{"rendered":"<p>Boia chi molla, e la &#8216;ndrangheta non molla davvero. A volte ritornano personaggi come <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/14\/la-grande-ammucchiata\/\">Paolo Romeo<\/a>, ex politico Psdi gi\u00e0 condannato per concorso esterno per &#8216;ndrangheta di cui avevamo gi\u00e0 parlato. C&#8217;\u00e8 una letteratura giudiziaria che lo riguarda e che lo vuole, allora come oggi, al centro delle trame che hanno deciso il destino di Reggio e della Calabria. Negli anni Settanta era legato ai moti del \u201970 per Reggio capoluogo, guidati dalla destra neofascista al grido di <em>Boia chi molla<\/em>, di cui faceva parte (l\u201911 gennaio 1980 fu arrestato per favoreggiamento nella latitanza di Franco Freda e scarcerato il successivo 22 aprile) salvo poi buttarsi a sinistra e passare nel 1981 il Psdi grazie al quale fu in grado di scalare la vita politica reggina arrivando alla Camera dei deputati nel 1994 nonostante da qualche mese fosse indagato perch\u00e9 uno dei pentiti storici della &#8216;ndrangheta lo aveva indicato tra i mandati nel 1970 della strage di Gioia Tauro, fu arrestato e poi prosciolto qualche anno dopo.<\/p>\n<p>Solo il 12 ottobre del 2000 arriv\u00f2 la condanna in Cassazione a cinque anni di reclusione (poi ridotta a tre). Ne avevamo parlato anche in occasione dell&#8217;inchiesta Breakfast perch\u00e9 considerato (solo per poco tempo) protagonista assieme all&#8217;ex ministro Claudio Scajola della lobby affaristico-&#8216;ndranghetistico-massonica che avrebbe aiutato la latitanza del deputato Amedeo Matacena jr, anch&#8217;egli condannato per &#8216;ndrangheta. La prova del suo collegamento, tutto ancora da dimostrare, sarebbe in una intercettazione ambientale registrata il 5 novembre 2011 nel suo studio, in cui Romeo dice a un interlocutore: \u00abParliamoci chiaro, se tu puoi costruire su Matacena l\u2019ipotesi di una sua candidatura \u00e8 buona\u2026 eppure che esce Matacena parlamentare europee \u00e8 gi\u00e0 una cosa che si entra, diciamo, i meccani\u2026 in finanziamenti\u2026 cio\u00e8 uno pu\u00f2 fare l\u2019ira di Dio poi v\u00e0\u2026 qua con i finanziamenti pubblici, una serie di agganci\u2026 le cose perch\u00e8 tu, tieni conto, che poi dopo le Europee ci sono le Regionali\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma Romeo \u00e8 importante anche perch\u00e9 secondo la procura di Palermo (anche qui pende una <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;ved=0CDkQFjAB&amp;url=http%3A%2F%2Fantimafia.altervista.org%2Fsentenze2%2Farchiviazione_sistemi_criminali_gelli.pdf&amp;ei=6KFzU6fnOKWB4gT93ICICQ&amp;usg=AFQjCNETPPq5JHBCdCMXN0UtlZtfTkslKw&amp;bvm=bv.66699033,d.bGE\">richiesta di archiviazione)<\/a> assieme a Tot\u00f2 Riina, ai fratelli Graviano (al centro della presunta trattativa Stato-mafia), a Nitto Santapaola e a Stefano delle Chiaie avrebbe \u00abpromosso, costituito, organizzato, diretto e\/o partecipato ad un\u2019associazione, promossa e costituita in Palermo anche da esponenti di vertice di Cosa Nostra, ed avente ad oggetto il compimento di atti di violenza con fini di eversione dell\u2019ordine costituzionale, allo scopo \u2013 tra l\u2019altro \u2013 di determinare, mediante le predette attivit\u00e0, le condizioni per la secessione politica della Sicilia e di altre regioni meridionali dal resto d\u2019Italia, anche al fine di agevolare l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019associazione mafiosa Cosa Nostra e di altre associazioni di tipo mafioso ad essa collegate sui territori delle regioni meridionali del Paese\u00bb. Una matassa i cui fili porterebbero a Milano e all&#8217;inchiesta sui rapporti tra la Lega Nord e la &#8216;ndrangheta.<\/p>\n<p>Romeo \u00e8 stato di nuovo arrestato in un&#8217;inchiesta che vede coinvolti imprenditori, politici, magistrati e anche un sacerdote (don Pino Strangio, parroco di San Luca in Aspromonte e canonico del Santuario della Madonna di Polsi, luogo caro alla &#8216;ndrangheta) perch\u00e9 sarebbe il capo di un cartello di \u00abcolletti bianchi\u00bb che secondo i pm avrebbe \u00abcondizionato\u00bb molte attivit\u00e0 economiche \u00abmanipolandone\u00bb la gestione con la complicit\u00e0 di funzionari pubblici. Il cuore dell&#8217;inchiesta riguarda la grande distribuzione alimentare, da tempo nelle mani della &#8216;ndrangheta come hanno dimostrato alcune inchieste.<\/p>\n<p>Se l&#8217;impianto accusatorio dovesse reggere ancora una volta si dimostrerebbe che la &#8216;ndrangheta \u00e8 diventata la holding criminale internazionale pi\u00f9 potente al mondo soprattutto grazie alla rete di protezione di cui gode in Calabria. In uno scenario del genere la politica non sa far altro che balbettare di antimafia e legalit\u00e0. E i boss, finch\u00e9 possono, se la ridono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Boia chi molla, e la &#8216;ndrangheta non molla davvero. A volte ritornano personaggi come Paolo Romeo, ex politico Psdi gi\u00e0 condannato per concorso esterno per &#8216;ndrangheta di cui avevamo gi\u00e0 parlato. 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