{"id":592,"date":"2016-05-29T07:00:12","date_gmt":"2016-05-29T07:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=592"},"modified":"2016-05-28T19:18:47","modified_gmt":"2016-05-28T19:18:47","slug":"perche-cosa-nostra-negli-usa-ora-parla-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/05\/29\/perche-cosa-nostra-negli-usa-ora-parla-calabrese\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Cosa Nostra negli Usa ora parla calabrese"},"content":{"rendered":"<p>Le parole del neo procuratore della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri confermano <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/05\/21\/se-la-ndrangheta-nasconde-il-superboss-della-mafia\/\">quanto Madundrina aveva gi\u00e0 scritto<\/a> a proposito dei nuovi rapporti tra mafia e &#8216;ndrangheta. Non pi\u00f9 un ruolo paritario ma una supremazia delle &#8216;ndrine nei confronti di Cosa Nostra, soprattutto per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti, di cui la &#8216;ndrangheta \u00e8 sostanzialmente e indiscutibilmente monopolista. \u00ab\u00c8 la mafia piu forte e piu ricca in questo momento nel mondo occidentale anche perch\u00e9 importa l\u201980% della cocaina che arriva in Europa. Ma \u00e8 come se Cosa nostra americana avesse rotto il cordone ombelicale con quella siciliana, come se avesse perso il pedigree dell\u2019origine siciliana mentre la \u2019ndrangheta negli Stati Uniti, a New York, a Brooklyn parla molto bene americano, italiano e calabrese\u00bb, ha detto Gratteri, secondo cui la \u2019ndrangheta \u00e8 diventata referente della famiglia Gambino, storico clan di Cosa nostra siciliana.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato sempre cos\u00ec, anzi. Nei giorni scorsi sono uscite alcune conferme in merito a vicende di cui <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/03\/31\/la-maschera-di-ferro\/\">Madundrina<\/a> si \u00e8 gi\u00e0 occupata come <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/08\/10\/da-scopelliti-a-messina-denaro-quellasse-mafia-ndrangheta\/\">l&#8217;omicidio del giudice Antonino Scopelliti<\/a>. La \u2018ndrangheta lo uccide il 9 agosto 1991, alla vigilia dell\u2019ultimo grado di giudizio del maxiprocesso a Cosa Nostra. Il magistrato viaggia sulla sua auto a Campo Calabro. Gli sparano con un fucile a pallettoni. Due colpi lo prendono in testa. La macchina finisce fuori strada. Stava tornando a casa, senza scorta, da una mattinata passata al mare nelle zona in cui risiedeva, appena fuori Villa San Giovanni. \u00abMio padre non era un eroe\u00bb, dice Rosanna Scopelliti, parlamentare Ncd, e infatti la magistratura non \u00e8 mai riuscita a inchiodare definitivamente i mandanti, almeno per via giudiziaria. Per la vulgata Scopelliti \u00e8 stato ucciso dalla \u2018ndrangheta su richiesta di Cosa Nostra perch\u00e9 avrebbe dovuto sostenere la pubblica accusa contro i mafiosi. A sparare, lo sappiamo solo oggi con certezza, sono stati tre killer reggini, come ha detto durante<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/07\/a-un-passo-dalla-meta\/\"> il processo Meta<\/a> (pietra miliare nella ricostruzione della storia della \u2018ndrangheta e cristallizza <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/02\/10\/i-boss-invisibili-e-la-pax-mafiosa\/?repeat=w3tc\">la pax mafiosa<\/a> dopo la guerra e la tripartizione della Calabria in tre mandamenti: Reggio, Jonica e Tirrenica) il collaboratore di giustizia Antonino Fiume, legato a Giuseppe e Carmine De Stefano, i figli del super boss vittima illustre della seconda guerra di \u2018ndrangheta Paolo De Stefano. \u00c8 Fiume a confermare che l\u2019omicidio venne commesso per fare un favore alla mafia. I nomi Fiume li sa e li ha detti ai pm reggini: \u00ab<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2014\/05\/18\/la-coscienza-sporca-di-reggio\/\">Ci sono situazioni<\/a> che, se non stiamo attenti, si corre il rischio che ci ammazzano\u00bb, ha avvertito. Lo ha confermato anche il pentito di &#8216;ndrangheta Consolato Villani, che ne ha parlato durante il processo a quel romanzo politico-giudiziario chiamato trattativa Stato-mafia in corso nell&#8217;aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo: \u00abC&#8217;era stato un accordo tra i boss calabresi e Cosa nostra per ucciderlo. I calabresi lo avrebbero ucciso per conto di Cosa nostra\u00bb. La leggenda narra persino di un Tot\u00f2 Riina latitante sbarcato sullo Stretto in traghetto vestito da frate per chiudere l&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Non sarebbe la prima volta che la &#8216;ndrangheta lavora &#8220;conto terzi&#8221;, d&#8217;altronde \u00e8 ormai acclarato che la &#8216;ndragheta <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/09\/02\/muore-il-boss-incensurato-che-sparo-a-via-fani\/\">ebbe un ruolo <\/a>anche nel rapimento di Aldo Moro. Ma sulla presunta trattativa Stato-mafia c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa che non torna. Lo stesso Villani in aula, ricordando l\u2019esistenza di una nave affondata nei mari calabresi che avrebbe trasportato dell\u2019esplosivo, poi rubato dalle organizzazioni criminali della zona, dice: \u00abMi fu riferito che il tritolo per le stragi siciliane \u00e8 partito dalla \u2019ndrangheta, poi non so se \u00e8 effettivamente cos\u00ec. Nino Lo Giudice (unn altro boss pentito che poi ha cambiato idea) mi parl\u00f2 di un uomo e una donna dei servizi deviati, erano l\u2019anello di congiunzione su traffici e interessi per l\u2019approvvigionamento di esplosivo e armamenti tra le mafie\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure, secondo la ricostruzione giudiziaria, non c&#8217;\u00e8 traccia del ruolo della &#8216;ndrangheta nell&#8217;esplosivo che uccise il giudice Giovanni Falcone, la compagna e la scorta. Qualcuno sostiene anche che la \u2018ndrangheta non fosse d\u2019accordo con la strategia stragista di Tot\u00f2 Riina ma che venne ovviamente informata di tutto. Avevo gi\u00e0 scritto che l\u2019esplosivo usato per via d\u2019Amelio potesse arrivare dalla Laura Couselich o Laura C, la nave carica di rifornimenti salpata dal porto di Venezia nel 1941 e affondata da un sommergibile inglese sul fondo sabbioso di Saline Joniche con almeno 1.500 tonnellate di tritolo. Come scrive <a href=\"http:\/\/www.quicalabria.it\/new_dett_articolo.asp?id_a=5130\">QuiCalabria <\/a>nel 1995 i Ros di Reggio avviano un\u2019inchiesta, alcuni pentiti (Vincenzino Calcara, Emanuele Di Natale e Carmine Alfieri) dicono che quello era un supermercato per mafia, camorra e Sacra Corona Unita. Ma le frasi del pentito Villani riaprono un capitolo giudiziario che sembrava chiuso.<\/p>\n<p>E soprattutto la storia della trattativa Stato-mafia &#8211; ammesso che si sia mai stata &#8211; si complica. Che ruolo ha avuto la &#8216;ndrangheta? Perch\u00e9 ha dato soltanto appoggio logistico alla strategia stragista di Cosa Nostra, fornendo l&#8217;esplosivo? E perch\u00e9 finora le indagini non l&#8217;hanno mai scoperto finora? Qual \u00e8 il vero rapporto con la mafia? E se avessero ragione le inchieste, come quella <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/05\/10\/boia-chi-molla-e-la-ndrangheta-non-molla-davvero\/\">su Paolo Romeo<\/a>, che indicano in mafia e &#8216;ndrangheta unite da un&#8217;unica cupola affaristico-massonica legata all&#8217;eversione nera?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le parole del neo procuratore della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri confermano quanto Madundrina aveva gi\u00e0 scritto a proposito dei nuovi rapporti tra mafia e &#8216;ndrangheta. Non pi\u00f9 un ruolo paritario ma una supremazia delle &#8216;ndrine nei confronti di Cosa Nostra, soprattutto per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti, di cui la &#8216;ndrangheta \u00e8 sostanzialmente e indiscutibilmente monopolista. \u00ab\u00c8 la mafia piu forte e piu ricca in questo momento nel mondo occidentale anche perch\u00e9 importa l\u201980% della cocaina che arriva in Europa. Ma \u00e8 come se Cosa nostra americana avesse rotto il cordone ombelicale con quella siciliana, come se [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/05\/29\/perche-cosa-nostra-negli-usa-ora-parla-calabrese\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1028,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1028"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=592"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":593,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592\/revisions\/593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}