{"id":610,"date":"2016-10-12T14:24:27","date_gmt":"2016-10-12T14:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=610"},"modified":"2016-10-12T14:24:27","modified_gmt":"2016-10-12T14:24:27","slug":"lemila-rossa-invasa-e-la-ndrangheta-che-ride-del-sisma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/10\/12\/lemila-rossa-invasa-e-la-ndrangheta-che-ride-del-sisma\/","title":{"rendered":"L&#8217;Emila rossa invasa e la &#8216;ndrangheta che ride del sisma"},"content":{"rendered":"<p>Sul sito <a href=\"http:\/\/ildispaccio.it\/calabria\/123517-aemilia-le-motivazioni-della-sentenza-di-condanna-ndrangheta-moderna-e-mimetizzata-ha-rotto-gli-argini\">IlDispaccio<\/a> del bravissimo collega <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/claudio.cordova.10?fref=ts\">Claudio Cordova<\/a> si d\u00e0 conto della sentenza del gup Francesca Zavaglia che nel rito abbreviato &#8211; scelto da una parte degli indagati &#8211;\u00a0 mette una pietra ferma nell&#8217;indagine <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/tag\/aemilia\/?repeat=w3tc\">AEmilia <\/a>sulle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta nella regione rossa per eccellenza, di cui avevamo gi\u00e0 parlato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/04\/20\/brescello-affonda-per-ndrangheta-da-don-camillo-a-don-francesco\/\"> diverse <\/a>volte. Nell 1390 pagine della sentenza del processo concluso ad aprile (58 condanne, 17 patteggiamenti, 12 assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione) si parla espressamente di \u00abrottura degli argini\u00bb da parte della criminalit\u00e0 calabrese in Emilia. In realt\u00e0 l&#8217;argine avrebbe dovuto metterlo la societ\u00e0 civile, il tessuto sociale e produttivo che pure per anni \u00e8 stato spacciato come modello per tutta l&#8217;Italia. E invece spulciando le motivazioni si legge che ahinoi \u00abla &#8216;ndrangheta \u00e8 vista entrare in contatto con il ceto artigianale e imprenditoriale reggiano, secondo una strategia di infiltrazione che muove spesso dall&#8217;attivit\u00e0 di recupero di crediti inesigibili per arrivare a vere e proprie attivit\u00e0 predatorie di complessi produttivi fino a cercare punti di contatto e di rappresentanza mediatico-istituzionale\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;abbiamo scritto fino alla nausea. Ormai le cosche <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/09\/20\/se-la-ndrangheta-tiene-in-piedi-leconomia\/\">sono entrate nell&#8217;economia legale<\/a> attraverso il loro strapotere economico. Si offrono come salvatori di imprese, poi ne strangolano i proprietari rivelandone la propriet\u00e0 ma mantenendone l&#8217;apparenza di legalit\u00e0. Ci sono state \u00abcondotte predatorie, vieppi\u00f9 agevolate dalla grave congiuntura economica del periodo\u00bb che avrebbero assecondato \u00abun processo di espansione, di vera e propria conquista, fortemente inquinante e soffocante il vitale tessuto locale\u00bb. Quello che stupisce \u00e8 \u00abla consapevolezza dell&#8217;incombente presenza della &#8216;ndrangheta che viene ormai apprezzata in tutta la sua carica, significato e valenza\u00bb. Cio\u00e8, in AEmilia secondo il gup la criminalit\u00e0 organizzata calabrese (nello specifico la cosca Grande Aracri di Cutro, in provincia di Crotone, una delle famiglie \u00abemergenti\u00bb della &#8216;ndrangheta non reggina) era ormai considerato un soggetto di diritto pubblico, una sorta di interlocutore a cui rivolgersi per orchestrare usura, estorsione, reimpiego di denaro di illecita provenienza, reati fiscali attraverso il business dell&#8217;edilizia e del trasporto di materiale, \u00abdove la potenza del clan &#8211; scrive ancora il gup &#8211; ha generato un serio pregiudizio alla libera concorrenza\u00bb.<\/p>\n<p>Si parla di Reggio Emilia, citt\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/04\/14\/il-rapporto-degli-007-che-imbarazza-delrio\/\">guidata per anni<\/a> dal ministro dei Trasporti Emiliano Delrio (<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2016\/04\/12\/le-troppe-amnesie-di-delrio-sulla-ndrangheta\/\">che per\u00f2 non si sarebbe mai accorto di nulla<\/a>), ma sembra si parli di Reggio Calabria: \u00abLa &#8216;ndrangheta ha la fisionomia di una struttura criminale moderna, che affianca le caratteristiche della classica tradizione calabrese a modalit\u00e0 operative agili e funzionali a penetrare nel profondo della realt\u00e0 socioeconomica emiliana\u00bb. Il tutto senza sparare un colpo di pistola, perch\u00e9 alla &#8216;ndrangheta il sangue non piace pi\u00f9: attira i giornalisti e i magistrati. \u00abL&#8217;ingente quantit\u00e0 di ricchezza illecitamente prodotta e distribuita ha contribuito a distendere le tensioni che sempre accompagnano le lotte di potere e a sbiadire il volto violento (pur in passato esistito anche in Emilia) dell&#8217;associazione ndranghetistica\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione delle cosche si sarebbe infine concentrata sul sisma del maggio 2012 grazie soprattutto a una serie di fattori come \u00abla legislazione emergenziale, l&#8217;attenuazione dei controlli e l&#8217;indebolimento psicologico e economico della societ\u00e0 civile colpita\u00bb, e anche una colossale sottovalutazione del fenomeno da parte della classe politica. Ingenua o complice, non so quale delle due cose sia la peggiore. E anche in questo caso le indagini hanno permesso di scoprire una telefonata tra due imputati che ridono del terremoto e si fregano le mani per gli affari in arrivo. \u00abLa conversazione &#8211; conclude il gup &#8211; consente di affermare che la &#8216;ndrangheta non si prende neanche il tempo dello sgomento\u00bb. <em>Business is business<\/em>, <em>u lavuru \u00e8 lavuru<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sul sito IlDispaccio del bravissimo collega Claudio Cordova si d\u00e0 conto della sentenza del gup Francesca Zavaglia che nel rito abbreviato &#8211; scelto da una parte degli indagati &#8211;\u00a0 mette una pietra ferma nell&#8217;indagine AEmilia sulle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta nella regione rossa per eccellenza, di cui avevamo gi\u00e0 parlato diverse volte. Nell 1390 pagine della sentenza del processo concluso ad aprile (58 condanne, 17 patteggiamenti, 12 assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione) si parla espressamente di \u00abrottura degli argini\u00bb da parte della criminalit\u00e0 calabrese in Emilia. 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