{"id":690,"date":"2021-10-11T15:08:51","date_gmt":"2021-10-11T15:08:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=690"},"modified":"2021-10-11T15:08:51","modified_gmt":"2021-10-11T15:08:51","slug":"meglio-un-salvaggio-morto-che-un-de-stefano-a-spasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2021\/10\/11\/meglio-un-salvaggio-morto-che-un-de-stefano-a-spasso\/","title":{"rendered":"Meglio un Salvaggio morto che un De Stefano a spasso?"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql lr9zc1uh a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v b1v8xokw oo9gr5id hzawbc8m\" dir=\"auto\">Chiss\u00e0 qual \u00e8 stato l&#8217;ultimo pensiero passato per la mente del 60enne siciliano Paolo Salvaggio prima della pallottola che gli ha spappolato il cervello. Il presunto boss 60enne era stato condannato per droga a farsi altri 10 anni di galera, invece li scontava ai domiciliari dal 2018 per un tumore al polmone. Ieri spensierato andava in bicicletta a fare colazione in un bar-gelateria in piazza San Biagio a Buccinasco, cintura di Milano. Per l&#8217;ultima volta. Si sar\u00e0 accorto del killer? Forse pensava alla figlia che lascia, forse alla moglie, forse a chi ha armato la mano del suo killer che alle 10 l&#8217;ha freddato, senza piet\u00e0. Bang, bang, bang, bang. Quattro colpi in rapida successione. In testa, in faccia. Il suo trono di reggente tra gli equilibri mafiosi e &#8216;ndranghetisti nella periferia sud del capoluogo lombardo \u00e8 gi\u00e0 occupato, ma Salvaggio l&#8217;ha capito solo stamattina. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql lr9zc1uh a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v b1v8xokw oo9gr5id hzawbc8m\" dir=\"auto\">Ma come, ma la &#8216;ndrangheta non era sparita da Buccinasco? E di che si lamenta il sindaco del comune dell&#8217;hinterland ad altissima densit\u00e0 mafiosa, che solo qualche settimana fa si vantava di aver vinto la guerra contro le cosche? \u00abL&#8217;attenzione deve rimanere alta e noi lo diciamo da anni. Magistratura e forze dell&#8217;ordine si occupino in maniera decisa di questo territorio\u00bb, ora blatera. Illuso. Bentornato sulla terra, sindaco. <\/span>Quando qualcuno rompe le scatole, la &#8216;ndrangheta non perdona. A volte per togliere di mezzo qualche testa calda basta un proiettile, a volte un&#8217;inchiesta \u00abmirata\u00bb contro chi si \u00e8 messo in testa di pensare da solo. Succede spesso quando i pupi si sentono pupari. Arriva qualcuno e taglia loro i fili che lo tengono in piedi.\u00a0 Mi viene in mente Luigi Molinetti detto la Belva. Per lo Stato era \u00abdormiente\u00bb nonostante fosse uno dei pi\u00f9 spietati killer delle guerre di &#8216;ndrangheta che hanno insanguinato la mia adolescenza, come ha sempre sostenuto <a href=\"https:\/\/www.reggiotv.it\/notizie\/cronaca\/72622\/ndrangheta-klaus-davi-molinetti-cosche-danno-archiviato-ma-notizia-verificare\">Klaus Davi<\/a>. Stava organizzando una specie di scissione, scoperta &#8220;solo&#8221; quando il boss Giorgio De Stefano <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/toh-ndrine-serviva-task-force-1872802.html\">gli ha chiesto una mano<\/a> per il figliastro Giorgio Condello Sibio, alias Giorgio De Stefano detto \u00abGiorgino\u00bb, che a Milano aveva qualche problemino a fare affari. La polizia ha captato le sue intenzioni bellicose, le cattiverie sui De Stefano. Le ha registrate. E Molinetti, guarda caso, \u00e8 tornato dietro le sbarre.<\/p>\n<p>A volte invece la &#8216;ndrangheta deve fare da sola. \u00c8 successo con Paolo Schimizzi, sparito forse per mano dei suoi stessi familiari. Forse con Mario Audino, saltato in aria per sbaglio o per fatalit\u00e0. O come con Salvaggio, e prima di lui con il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2015\/03\/18\/omicidi-di-ndrangheta-falsi-mandanti-e-pallottole-di-carta\/\">boss scissionista Carmine Novella <\/a>, ucciso dentro il bar \u00abReduci e combattenti\u00bb di San Vittore Olona nel luglio del 2008. Solo che il sangue dei boss attira gli sbirri e i giornalisti, come le mosche con la merda, e per la &#8216;ndrangheta \u00e8 sempre un problema finire sotto i riflettori. Perch\u00e9 le pallottole rallentano gli affari. Lo sa bene proprio Giorgio De Stefano, che nei giorni scorsi <a href=\"https:\/\/www.reggiotv.it\/notizie\/attualita\/78014\/klaus-davi-avvocato-giorgio-de-stefano-gia-libero-non-cos-che-stato-conquista-fiducia-dei-cittadini\">\u00e8 uscito<\/a> dal carcere nonostante la condanna a 15 anni e 4 mesi, insieme all&#8217;altra mente raffinatissima Paolo Romeo, che di anni se ne \u00e8 beccati 25 perch\u00e9 \u00e8 considerato il <span data-dobid=\"hdw\">trait d&#8217;union tra politica e cosche, con una spolveratina di servizi segreti deviati. I due a Reggio avrebbero deciso elezioni, nomine e carriere da almeno 40 anni. E sono liberi. Mentre chi rompe le scatole \u00e8 morto o \u00e8 in galera.<\/span><\/p>\n<p>Tutto normale? Non proprio. Ma per chiarici meglio le idee basterebbe rileggersi il libro <em>Oh mia bella Madu&#8217;ndrina<\/em> (2010, Aliberti editore) scritto con <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.antoninomonteleone.it%2F%3Ffbclid%3DIwAR3UJRhYjLUAsTYWBNNXnudoZE2EUonGf35j0eWPvh_uCS73Ql9K1SABWew&amp;h=AT2eNoEslcCJD86wglLdLsZhdYIqhap-rEl2NUWz5hrlFZUteOnWiUHJCOI2yt2v4KXlBU-dpdDQAKo7oeVhPcZUrwE7I8OHvmAbAxbjMprVQikoh46nEZsIcO6kAY5YCA&amp;__tn__=%2Cd\">Antonino Monteleone<\/a>. A parlare con noi \u00e8 uno 007 a riposo:<br \/>\n<span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abPotr<\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">ei raccontarti di quando, incappucciato, sono <\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">stato condotto a un summit con il gotha mafioso della<\/span> <span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">provincia reggina. In quel caso trattative ridotte\u00bb.<\/span><br role=\"presentation\" \/><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abChe significa?\u00bb<\/span><br role=\"presentation\" \/><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abChe finii in mezzo a una tavola imbandita a festa, <\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">con alcuni boss latitanti che noi cer<\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">cavamo. Ci fecer<\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">o <\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">dei nomi di altri \u2019ndranghetisti che creavano proble<\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">mi\u00bb.<\/span><br role=\"presentation\" \/><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abE che volevano?\u00bb<\/span><br role=\"presentation\" \/><span class=\"\" dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abDissero: \u201cO li prendete <span class=\"highlight selected appended\">voi<\/span> o li ammazziamo <\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">noi\u201d\u00bb.<\/span><br role=\"presentation\" \/><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abLi hanno ammazzati?\u00bb<\/span><br role=\"presentation\" \/><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">\u00abNoi mica vogliamo i morti per le strade. Li abbia<\/span><span dir=\"ltr\" role=\"presentation\">mo arrestati\u00bb<\/span><\/p>\n<p>Stavolta lo Stato \u00e8 arrivato tardi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 qual \u00e8 stato l&#8217;ultimo pensiero passato per la mente del 60enne siciliano Paolo Salvaggio prima della pallottola che gli ha spappolato il cervello. Il presunto boss 60enne era stato condannato per droga a farsi altri 10 anni di galera, invece li scontava ai domiciliari dal 2018 per un tumore al polmone. Ieri spensierato andava in bicicletta a fare colazione in un bar-gelateria in piazza San Biagio a Buccinasco, cintura di Milano. Per l&#8217;ultima volta. Si sar\u00e0 accorto del killer? Forse pensava alla figlia che lascia, forse alla moglie, forse a chi ha armato la mano del suo killer che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2021\/10\/11\/meglio-un-salvaggio-morto-che-un-de-stefano-a-spasso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1028,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1028"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=690"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":691,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690\/revisions\/691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}