{"id":704,"date":"2022-03-22T16:26:02","date_gmt":"2022-03-22T16:26:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/?p=704"},"modified":"2022-03-22T20:44:51","modified_gmt":"2022-03-22T20:44:51","slug":"i-rottami-dellantimafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/2022\/03\/22\/i-rottami-dellantimafia\/","title":{"rendered":"I rottami dell&#8217;Antimafia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-705\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/manti\/files\/2022\/03\/falcone_pochissimo-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa resta dell&#8217;Antimafia? Solo qualche rottame. Guardo le foto della giornata contro le mafie appena trascorsa, leggo i pochi articoli usciti sui giornali e sui siti e non mi sorprendo. La mafia non tira, l&#8217;Antimafia nemmeno. Colpa del governo, dice il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, che punta il dito contro la Cartabia e le mancate riforme che a suo dire non scoraggiano i delinquenti. Non il miglior biglietto da visita per chi punta a guidare la Direzione nazionale antimafia, o magari a chiamarsene fuori.<\/p>\n<p>Ieri ero al Duomo, ho visto ci\u00f2 che resta della macchina blindata saltata in aria a Capaci. Rottami capaci (macabro gioco di parole) di raccontare meglio di giudici e sentenze la spregiudicatezza e la ferocia della mafia, che oggi alla lupara e al tritolo preferisce il vestito buono e la valigia piena di soldi, per raccattare le macerie che il Covid e la guerra stanno lasciando per le nostre strade. La politica lascia fare, guarda imbelle, finge di indignarsi ma intanto passa all&#8217;incasso, chiude gli occhi davanti al vorticoso giro di miliardi con cui gli emissari delle &#8216;ndrine stanno comprando il centro di Milano, fa spallucce di fronte ai negozi che aprono e chiudono, non si interroga sul perch\u00e9 dalle parti del Duomo prolifera la ristorazione low cost n\u00e9 chi c&#8217;\u00e8 dietro, salvo poi lamentarsi della movida di ragazzini ubriachi e violenti.<\/p>\n<p>La mafia ha vinto, l&#8217;Antimafia ha perso. Per colpa delle faide tra i sedicenti eredi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di chi incanta le scimmie sui social e sui giornaletti asserviti alle Procure con ricostruzioni posticcie e inverosimili cui i due magistrati non avrebbero dato alcun peso, per colpa di sedicenti tuttologi di mafia che usano le stesse categorie narrative per raccontare letterature criminali agli antipodi, mentre mafia camorra e &#8216;ndrangheta si spartiscono cantieri, affari e prebende di Stato grazie a complicit\u00e0 ancora avvolte nell&#8217;ombra. Come in un ritratto di Dorian Gray, i boss hanno la faccia pulita e i soldi facili. L&#8217;immagine con le loro vere fattezze, il sangue di cui si sono macchiati \u00e8 cancellato, appartiene alla Storia, che nessuno si prende pi\u00f9 la briga di studiare.<\/p>\n<p>E le indagini? Non raccontano nulla. L&#8217;intuizione della Dia si \u00e8 infranta di fronte alle baruffe e alle gelosie dei corpi di polizia, le inchieste si limitano alla narrazione binaria buoni versus cattivi, guardie contro ladri, mentre nei nostri Sud siamo pirandellianamente e gattopardescamente annegati in un indefinito humus che narcotizza le nostre coscienze e solletica il fatalismo che ci culla dentro il tranquillo lido della recriminazione contro lo Stato assente, che ci manleva dalla responsabilit\u00e0 dell&#8217;agire individuale, che maschera la nostra assenza di coscienza critica con il pi\u00f9 classico dei tormentoni mediterranei: la rassegnazione contro l&#8217;ineluttabile.<\/p>\n<p>E tanto abbiamo (non) fatto, tantissimo abbiamo (non) detto che l&#8217;ineluttabile \u00e8 diventato realt\u00e0, come una profezia che si autoavvera. Eppure basta qualche rottame a ricordarci il coraggio di chi ha combattuto fino alla fine contro un nemico invincibile, a inchiodarci alla nostra accidia, ad accartocciare le nostre pavide certezze, a sbatterci in faccia il putrido ritratto di ci\u00f2 che siamo diventati. Ma solo per qualche minuto&#8230; Vuoi mettere un po&#8217; di shopping per le vie del centro? I boss ringraziano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Cosa resta dell&#8217;Antimafia? Solo qualche rottame. Guardo le foto della giornata contro le mafie appena trascorsa, leggo i pochi articoli usciti sui giornali e sui siti e non mi sorprendo. La mafia non tira, l&#8217;Antimafia nemmeno. Colpa del governo, dice il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, che punta il dito contro la Cartabia e le mancate riforme che a suo dire non scoraggiano i delinquenti. 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