{"id":187,"date":"2016-07-01T16:10:32","date_gmt":"2016-07-01T14:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/?p=187"},"modified":"2016-07-02T09:31:23","modified_gmt":"2016-07-02T07:31:23","slug":"come-organizzare-un-broglio-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/2016\/07\/01\/come-organizzare-un-broglio-elettorale\/","title":{"rendered":"Come organizzare un broglio elettorale"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Senti che la vittoria \u00e8 a portata di mano, ma mancano quei pochi voti che ti potrebbero dare la certezza della vittoria? Organizza un broglio e porta a casa il risultato sperato&#8221;<\/p>\n<p>Potrebbe essere sintetizzato cos\u00ec l&#8217;adagio che sembra caratterizzare le elezioni che vedono un cosiddetto &#8220;too close to call&#8221;, ovvero l&#8217;impossibilit\u00e0 di prevedere chi vincer\u00e0 nel caso in cui i contendenti siano in un &#8220;pericoloso&#8221; equilibrio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/07\/autr-MMAP-md.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-189\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/07\/autr-MMAP-md-300x211.png\" alt=\"autr-MMAP-md\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/07\/autr-MMAP-md-300x211.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/07\/autr-MMAP-md-1024x721.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/07\/autr-MMAP-md.png 1032w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il caso pi\u00f9 celebre negli anni recenti \u00e8 stato senza dubbio la contesa per la poltrona del Presidente degli Stati Uniti tra George W. Bush (che vinse) e Al Gore (che perse). Con settimane di conteggi e riconteggi e sospetti incorociati di brogli. Ora l&#8217;Austria. 30.000 voti di scarto sono davvero pochi e le contestazioni tante. Ma chi davvero se lo sarebbe aspettato da un paese con una tradizione ferrea nel rispetto delle regole che si sarebbe verificato un simile pasticcio?<\/p>\n<p>E poi dicono di noi italiani. Che Italicum o non Italicum abbiamo un sistema che impedisce un voto inviato per posta proprio perch\u00e8 la tentazione \u00e8 grossa&#8230;.<\/p>\n<p>E sebbene il mondo sia sempre pi\u00f9 digitale e multimediale, ancora non decollano sistemi alternativi a quelli in vigore (basati sulla carta).<\/p>\n<p>Ma la domanda ora \u00e8 una: se si divesse rivotare in Austria, sarebbe corretto dare la possibilit\u00e0 di votare a tutti o solo a coloro che avevano votato al ballottaggio, in modo da garantire la correttezza del risultato tra coloro che effettivamente avevano votato? La legge dir\u00e0 aperti a tutti. La logica direbbe solo a quelli che votarono.<\/p>\n<p>Intanto godiamoci una figura pessima da chi spesso vuole dare lezioni di regole al Belpaese&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Senti che la vittoria \u00e8 a portata di mano, ma mancano quei pochi voti che ti potrebbero dare la certezza della vittoria? Organizza un broglio e porta a casa il risultato sperato&#8221; Potrebbe essere sintetizzato cos\u00ec l&#8217;adagio che sembra caratterizzare le elezioni che vedono un cosiddetto &#8220;too close to call&#8221;, ovvero l&#8217;impossibilit\u00e0 di prevedere chi vincer\u00e0 nel caso in cui i contendenti siano in un &#8220;pericoloso&#8221; equilibrio. Il caso pi\u00f9 celebre negli anni recenti \u00e8 stato senza dubbio la contesa per la poltrona del Presidente degli Stati Uniti tra George W. Bush (che vinse) e Al Gore (che perse). 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