{"id":282,"date":"2016-10-19T11:32:48","date_gmt":"2016-10-19T09:32:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/?p=282"},"modified":"2016-10-19T11:32:48","modified_gmt":"2016-10-19T09:32:48","slug":"renzi-querela-boschi-non-e-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/2016\/10\/19\/renzi-querela-boschi-non-e-vero\/","title":{"rendered":"Renzi querela Boschi: non \u00e8 vero&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;argomento \u00e8 serio e delicato e sempre pi\u00f9 di attualit\u00e0. In Rete vengono diffuse notizie e approfondimenti da tantissime testate editoriali regolarmente registrate, ma anche &#8211; e spesso sullo stesso livello &#8211; bufale, informazioni errate e\/o fraudolente, vere e proprie invenzioni. Gli utenti, complici i social network, spesso non riescono a distinguere la fonte e soprattutto la veridicit\u00e0 delle notizie (anche perch\u00e8 la verosomiglianza \u00e8 ricercata in tutti i modi da chi opera queste &#8220;truffe dell&#8217;informazione&#8221;). E spesso i titoli attraggono e al contempo traggono in inganno i lettori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/10\/google.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-286 aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/10\/google-300x162.png\" alt=\"google\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/10\/google-300x162.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2016\/10\/google.png 305w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il titolo che ho utilizzato ne \u00e8 una (goffa) prova: una querela del Primo Ministro Italiano in carica ad uno dei suoi ministri (con cui peraltro, stando ai si dice, ha avuto qualche dissapore recentemente). La notizia \u00e8 clamorosamente falsa, ma verosimile, se si crede ai gossip romani. E un lettore in cerca di &#8220;sensazione&#8221; o di &#8220;conferma&#8221; a quel che spera avvenga pu\u00f2 facilmente cadere nel tranello. Ovviamente qui non trover\u00e0 quello che cerca, ma tant&#8217;\u00e8&#8230;.<\/p>\n<p>Esisitono poi veri e proprie testate che tra il serio e il faceto cavalcano l&#8217;onda: tra questi il pi\u00f9 noto \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.lercio.it\/\" target=\"_blank\">lercio.it<\/a> ma anche il Giornale ha il suo &#8220;clone&#8221; che rilancia notizie palesemete false giocando sulla vicinanza del nome a quello originale.<\/p>\n<p>E quindi?<\/p>\n<p>Quindi Google ha introdotto all&#8217;interno dei suoi algoritmi un meccanismo che permette di &#8220;certificare&#8221; una notizia, in inglese viene detto Fact Check. Se la notizia \u00e8 verificata essa porter\u00e0 con s\u00e9 un bollino su Google News e poi nei social appartenenti al colosso di\u00a0Mountain View in cui viene condivisa. Ora si attende che anche Facebook adotti qualcosa di simile, essendo peraltro il maggior diffusore di news virali (sia vere che false) a livello mondiale. Ma per ora il gruppo di Zuckerberg pare nicchiare. Il ragionamento che sottende questa scelta si riferisce alla libert\u00e0 di condividere quello che si ritiene opportuno (violazioni penali escluse) e la scelta di leggere o meno dipende da ciascun utente. Peraltro alcuni studi avrebbero dimostrato che il fact checking e lo svelamento delle bufale non inciderebbero un granch\u00e8 su quanto rimane nella memoria dei lettori.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 delicato soprattuto quando le notizie false possono spostare degli equilibri importanti: in questi mesi le elezioni presidenziali americane, dove i contendenti stanno usando ogni mezzo lecito (e forse qualcuno non proprio &#8220;elegantemente lecito&#8221;) per screditare l&#8217;avversario presso gli occhi dell&#8217;opinione pubblica. Ma \u00e8 evidente che si tratta di un meccanismo che coinvolge anche altri campi oltre alla politica, dallo sport allo spettacolo, dalla cronaca agli approfondimenti.<\/p>\n<p>L&#8217;invito quindi \u00e8 ad essere prudenti nelle fonti e nella verifica incrociata, un po&#8217; come abbiamo imparato a fare con le mail che giungono negli account di posta elettronica. E l&#8217;invito non vale solo per i lettori, ma anche per alcuni giornalisti che a volte dimenticano (o fingono di dimenticare) i principi della verifica propri della professione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;argomento \u00e8 serio e delicato e sempre pi\u00f9 di attualit\u00e0. In Rete vengono diffuse notizie e approfondimenti da tantissime testate editoriali regolarmente registrate, ma anche &#8211; e spesso sullo stesso livello &#8211; bufale, informazioni errate e\/o fraudolente, vere e proprie invenzioni. 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