{"id":334,"date":"2016-11-17T11:36:10","date_gmt":"2016-11-17T10:36:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/?p=334"},"modified":"2016-11-17T11:36:10","modified_gmt":"2016-11-17T10:36:10","slug":"i-gufi-neri-altro-che-il-cigno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/2016\/11\/17\/i-gufi-neri-altro-che-il-cigno\/","title":{"rendered":"I gufi neri: altro che il cigno!"},"content":{"rendered":"<p>Il post elettorale USA offre uno spettacolo desolante di opinionisti che citano la teoria del Cigno Nero di N.N. Taleb per trovare una spiegazione plausibile a quanto \u00e8 accaduto e che era invisibile ai loro occhi.<\/p>\n<p>Per chi non avesse avuto modo di leggere il libro di Taleb, esperto dell&#8217;economia dell&#8217;incertezza (che peraltro \u00e8 un modo riduttivo di classificarlo), riporto alcuni concetti importanti da ricordare e su cui si fonda la sua teoria del &#8220;cigno nero&#8221;:<\/p>\n<ol>\n<li>gli uomini tendono a sottovalutare gli eventi rari in termini di probabilit\u00e0 dal momento che non sembrano essere plausibili. Sebbene sia del tutto compatibile con la natura umana (e con gli studi di psicologia in particolare di D. Kahnemann) essi esistono e possono verificarsi<\/li>\n<li>Il verificarsi degli stessi ha un ruolo sproporzionato nelle conseguneze che portano, ovvero sebbene siano eventi ad alto impatto, rari e difficili da prevedere, una volta verificatisi portano ad un acambiamento complessivo e duraturo.<\/li>\n<li>Dopo che si sono verificati, studiosi e non, tendono a rileggere retroattivamente quanto accaduto e a trovare nel pre-evento i segnali che inevitabilmente hanno portato al verificarsi dell&#8217;evento stesso. Sebbene essi fossero gi\u00e0 presenti gli stessi studiosi e non, non ne avevano ravvisato n\u00e8 l&#8217;importanza, n\u00e8 il collegamento.<\/li>\n<\/ol>\n<p>E&#8217; del tutto evidente che si tratta di meccanismi psicologici quasi inevitabili (potrebbero ora gli &#8220;esperti&#8221; esimersi dall&#8217;esprimersi?), ma \u00e8 altrettanto vero che non pagare dazio su fiumi di inchiostro scritto e parole pronunciate in ogni media non pu\u00f2 essere evitato. Eppure sembra che gli stessi personaggi che per settimane (e mesi) hanno disquisito sulla vittoria di H. Clinton, ora la sappiano pi\u00f9 lunga di tutti sul perch\u00e8 ha vinto D. Trump e su quello che far\u00e0. E scaricare la colpa di questo debacle collettiva solo su chi ha condotto i sondaggi (peraltro colpevoli di aver dato una rappresentazione a senso unico) sembra davvero riduttivo.<\/p>\n<p>Ecco a posteriori a me vien da dire che mi interessa di pi\u00f9 capire i tanti gufi neri pi\u00f9 che rilevare il cigno nero (che peraltro per alcuni non \u00e8 stato per niente cos\u00ec). Perch\u00e8 non ammettere che gli interessi in gioco erano cos\u00ec alti che la previsione coincideva pi\u00f9 con una &#8220;speranza&#8221; che con una &#8220;lettura&#8221; della societ\u00e0?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il post elettorale USA offre uno spettacolo desolante di opinionisti che citano la teoria del Cigno Nero di N.N. 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