{"id":395,"date":"2017-03-24T13:16:06","date_gmt":"2017-03-24T12:16:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/?p=395"},"modified":"2017-03-27T09:03:28","modified_gmt":"2017-03-27T07:03:28","slug":"non-esiste-piu-il-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/2017\/03\/24\/non-esiste-piu-il-digitale\/","title":{"rendered":"Non esiste pi\u00f9 il digitale"},"content":{"rendered":"<p>Secondo un rapporto di Trackx il mondo \u00e8 totalmente pervaso dai social network, al punto che la definizione di online\/offline sta assumendo un significato quasi inverso: le cose accadono prima in Rete e successivamente nel mondo &#8220;reale&#8221;. I dati sono impressionanti non tanto per il numero in s\u00e9, quanto per i tassi di crescita ancora a doppia cifra. Ci sarebbero allo stato attuale 2,8 miliardi di persone che utilizzano i social network, con un incremento pari al 22% solo nell&#8217;ultimo anno.<\/p>\n<p>Domina Facebook con un&#8217;audience stimata di 1,9 miliardi di persone che vi accedono almeno una volta al mese e nel 75% dei casi vi trascorrono pi\u00f9 di 20 minuti al giorno. Segue Youtube con 1 miliardo di persone e pi\u00f9 di 2 milioni di video visti al minuto. In terza posizione Instagram con 600 milioni di utenti mensili, Twitter 317 milioni, Pinterest anch&#8217;esso con 317 milioni, Linkedin 106 e Reddit 85 milioni.<\/p>\n<p>Connettersi, soprattutto dagli smartphone, \u00e8 un&#8217;abitudine talmente consolidata da non essere quasi pi\u00f9 percepita come &#8220;qualcosa d&#8217;altro&#8221; rispetto al vivere comune. All&#8217;interno della vita, al pari di mangiare, bere, lavarsi ecc. \u00e8 ormai qualcosa di assolutamente normale nella percezione della propria esistenza, in particolare nelle nuove geenerazioni (Millennials e Generazione Z). In Cina, secondo alcuni studi di settore, l&#8217;uso di pattaforme quali WeChat, nata come un instant messaging simile a Whatsapp, ma divenuta sin dagli albori un ecosistema in cui poter effettuare qualsiasi tipo di navigazione e transazione, ormai domina le giornate dei giovani e meno giovani, in un incessante scrolling e click che non conosce orari e confini. In Italia generalmente in ritardo su tanti aspetti, come ad esempio sulle infrastrutture digitali necessarie alla Rete, da anni si contano pi\u00f9 utenze telefoniche mobili (sim) che abitanti. E l&#8217;informazione corre ad una velocit\u00e0 tale da non permettere l&#8217;assimilazione di una notizia (comprese quelle fake) e la riflessione sulla stessa, senza che essa sia superata nel giro di qualche tempo da un nuovo scoop o una nuova breaking news.<\/p>\n<p>La selezione delle fonti e il riconoscimento dell&#8217;interpretazione dei contenuti diviene sempre pi\u00f9 difficile, non tanto per la mancanza di obiettivit\u00e0 di chi la riporta, ma per la confusione che spesso regna in Rete. Il tutto a vantaggio di chi preferisce confondere piuttosto che informare. A chi preferisce sedurre (anche solo per accappararsi un like in pi\u00f9) piuttosto che ragionare. Su questo terreno si giocano partite molti importanti che travalicano l&#8217;intrattenimento tra cerchie di amici per cui erano nato queste piattaforme: politica, economia, guerre, sanit\u00e0, interessi grandi e piccoli che vengono indirizzati da flussi informativi sempre meno mediati e sempre pi\u00f9 incontrollabili. What comes next?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Secondo un rapporto di Trackx il mondo \u00e8 totalmente pervaso dai social network, al punto che la definizione di online\/offline sta assumendo un significato quasi inverso: le cose accadono prima in Rete e successivamente nel mondo &#8220;reale&#8221;. I dati sono impressionanti non tanto per il numero in s\u00e9, quanto per i tassi di crescita ancora a doppia cifra. Ci sarebbero allo stato attuale 2,8 miliardi di persone che utilizzano i social network, con un incremento pari al 22% solo nell&#8217;ultimo anno. 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