{"id":491,"date":"2017-10-05T11:20:34","date_gmt":"2017-10-05T09:20:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/?p=491"},"modified":"2017-10-05T13:17:41","modified_gmt":"2017-10-05T11:17:41","slug":"telegram-supera-whatsapp-in-educazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/2017\/10\/05\/telegram-supera-whatsapp-in-educazione\/","title":{"rendered":"Telegram supera Whatsapp in educazione"},"content":{"rendered":"<p>Gli smartphone sono invasi da App che permettono di comunicare senza soluzione di continuit\u00e0. Non sorprende pi\u00f9 ormai essere in un luogo affollato e sentire il suono di un messaggio in arrivo e vedere che molte persone si affannano a controllare se \u00e8 il proprio display a mostrare una notifica. La frequenza delle notifiche \u00e8 in sensibile aumento, come pure la maleducazione di chi non silenzia (a volte anche perch\u00e8 non sa farlo) il volume delle stesse. Oltre ai messaggi personali, infatti, i gruppi impazzano e si moltiplicano (in particolare su <a href=\"https:\/\/www.whatsapp.com\/?l=it\" target=\"_blank\">Whatsapp<\/a>) per ogni occasione: genitori della classe, colleghi di lavoro, compagni di squadra, partecipanti a corsi di qualsiasi argomento, membri del condominio, gruppi di acqusito solidale, ecc ecc.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2017\/10\/cell.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-494\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2017\/10\/cell.jpg\" alt=\"cell\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel caos generato dall&#8217;iprcomunicazione da chat, il dibatitto negli ultimi tempi si \u00e8 soffermato sulla sicurezza di alcune piattaforme e sulla possibilit\u00e0 che conversazioni e abitudini d&#8217;uso di una persona possano essere &#8220;spiate&#8221; da altri. In alcuni casi si tratta di controlli &#8220;utili e preventivi&#8221; come quelli dei genitori sui minori, in altri delle vere e proprie azioni di stalking (se effettuate da privati su privati).<\/p>\n<p>Parallelamente a questi scenari che inquietano e solleticano le coscienze, \u00e8 appena uscito un libro curato da R. Zinzocchi dal titolo eloquente &#8220;<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Telegram-Perch%C3%A9-Rachele-Zinzocchi-ebook\/dp\/B075FWXD1V\/\" target=\"_blank\">Telegram Perch\u00e8<\/a>&#8220;, che individua nell&#8217;App indipendente dai grandi gruppi che dominano il mondo dell&#8217;online, il braccio operativo ideale per una nuova educazione civica: quella digitale. Non solo la sua sicurezza, ma tutte le possibilit\u00e0 offerte dalla piattaforma, a partire dall&#8217;uso dei BOT (strumenti automatici che si appoggiano all&#8217;AI) e dai canali attraverso i quali diffondere i contenuti in modalit\u00e0 broadcast. L&#8217;autrice peraltro educa quotidianamente alla civilt\u00e0 digitale proprio su uno dei pi\u00f9 frequentati e noti canali di Telegram, ovvero il &#8220;<a href=\"https:\/\/t.me\/RacheleZinzocchi\" target=\"_blank\">Canale della #Digital #Education<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p>In un mondo che sembra smarrire la via della comunicazione interpersonale efficace e soprattutto educata, la lettura aiuta a comprendere come dietro ai &#8220;pericoli&#8221; e alle &#8220;distrosioni&#8221; vi siano anche gli spazi per cogliere opportunit\u00e0 educative e modi di intendere il digitale in un senso positivo e, perch\u00e8 no?, come evoluzione della specie: dall&#8217;Homo Erectus all&#8217;Homo &#8220;Look Down&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli smartphone sono invasi da App che permettono di comunicare senza soluzione di continuit\u00e0. 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