{"id":596,"date":"2019-06-20T13:22:59","date_gmt":"2019-06-20T11:22:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/?p=596"},"modified":"2019-06-20T13:22:59","modified_gmt":"2019-06-20T11:22:59","slug":"le-politiche-per-linfanzia-che-non-ti-aspetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/2019\/06\/20\/le-politiche-per-linfanzia-che-non-ti-aspetti\/","title":{"rendered":"Le politiche per l&#8217;infanzia che non ti aspetti"},"content":{"rendered":"<p>Si fa spesso riferimento alla scarsa natalit\u00e0 quale indice di potenziale declino del nostro paese, in quanto, in prospettiva, non in grado di sostenere l&#8217;equilibrio necessario per compensare le nascite e le morti. In questi anni (e le previsioni da qui al 2050 sembrano seguire questo trend) il dato riguardante la popolazione residente subisce due influssi: il minor numero di nuovi nati, che dovrebbe far ridurre la base della popolazione residente, viene compensato dall&#8217;allungamento della vita media della popolazione residente e dai flussi migratori in entrata in Italia. I risultati sono molto evidenti: l&#8217;et\u00e0 media della popolazione italiana sta sensibilmente crescendo, come pure il tasso di cittadini di provenienza straniera (UE ed extra UE) e di quelli nati sul suolo italiano ed ivi residenti, ma privi di cittadinanza (la fascia di popolazione interessata dallo ius soli per intenderci).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2019\/06\/chartoftheday_18373_family_friendly_countries_europe_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-597 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2019\/06\/chartoftheday_18373_family_friendly_countries_europe_n-300x214.jpg\" alt=\"chartoftheday_18373_family_friendly_countries_europe_n\" width=\"414\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2019\/06\/chartoftheday_18373_family_friendly_countries_europe_n-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/martone\/files\/2019\/06\/chartoftheday_18373_family_friendly_countries_europe_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/a>Tra le motivazioni al calo di nascite spesso viene additata la mancanza di programmi specifici a sostegno della natalit\u00e0. Secondo un&#8217;analisi condotta da <a href=\"https:\/\/www.statista.com\/chart\/18373\/family-friendly-countries-europe\/\" target=\"_blank\">Statista<\/a> su dati UNICEF\/OECD, l&#8217;Italia si colloca al 19 posto all&#8217;interno dei paesi della UE considerando alcuni parametri collegati alle politiche a sostegno delle nascite. Tali parametri sono gli aiuti ai genitori, ovvero i congedi parentali retribuiti alle madri, ai padri, sussidi per i bimbi al di sotto dei 3 anni e i sussidi erogati per i bambini dai 3 anni all&#8217;accesso alla scuola primaria.<\/p>\n<p>Si tratta di un buon risultato? A guardare la classifica vediamo che a parte la Gran Bretagna tutte le altre grandi nazione europee sono collocate in posizioni migliori (Spagna, Francia, Germania).<\/p>\n<p>Le risposte alla politica e alle politiche che possono incidere in modo consistente su questi parametri e soprattutto su questo scenario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si fa spesso riferimento alla scarsa natalit\u00e0 quale indice di potenziale declino del nostro paese, in quanto, in prospettiva, non in grado di sostenere l&#8217;equilibrio necessario per compensare le nascite e le morti. In questi anni (e le previsioni da qui al 2050 sembrano seguire questo trend) il dato riguardante la popolazione residente subisce due influssi: il minor numero di nuovi nati, che dovrebbe far ridurre la base della popolazione residente, viene compensato dall&#8217;allungamento della vita media della popolazione residente e dai flussi migratori in entrata in Italia. 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