{"id":319,"date":"2017-12-22T09:25:21","date_gmt":"2017-12-22T08:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/?p=319"},"modified":"2017-12-22T09:25:21","modified_gmt":"2017-12-22T08:25:21","slug":"fenomenologia-dei-centri-storici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/2017\/12\/22\/fenomenologia-dei-centri-storici\/","title":{"rendered":"Fenomenologia dei centri storici"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2017\/12\/IMG_2956.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-320\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2017\/12\/IMG_2956-300x200.jpg\" alt=\"IMG_2956\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2017\/12\/IMG_2956-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2017\/12\/IMG_2956.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>Se un secolo fa, arrivando in una citt\u00e0, chiedevi: dov&#8217;\u00e8 il duomo? Loro te lo indicavano. Se chiedevi: dov&#8217;\u00e8 il palazzo comunale? Loro te lo indicavano. Ma se dicevi: dov&#8217;\u00e8 il centro storico? Loro non sapevano cosa rispondere. Il centro storico \u00e8 un concetto urbanistico e paesaggistico assai recente. \u00c8 nata, in Italia, solo negli ultimi 4-5 decenni la consapevolezza generalizzata del centro storico, come realt\u00e0 da conservare, custodire, curare nel suo aspetto estetico, valorizzandone tracce, testimonianze, espressioni e stratificazione secolare, pedonalizzando le vie principali, aprendo musei e gallerie che espongono la memoria del territorio (grandiosa o spuria che fosse), condizionando il commercio e l&#8217;economia (e facendosi condizionare da essi) in base al transito turistico, vacanziero o dimorante che si genera. Ma in un luogo dove \u00e8 preminente l&#8217;aspetto del passato, cosa ne \u00e8 del presente? Molti centri storici si sono desertificati proprio pensando erroneamente che la loro storia e la conseguente conservazione valessero da soli ad attrarre una nuova economia, di passeggiata, di vedute, di vacanzieri. Nulla di pi\u00f9 sciocco. Un centro storico per generare economia, lavoro e vita, deve orgogliosamente caratterizzarsi, potenziando assai ci\u00f2 che pu\u00f2 contraddistinguerlo e renderlo esteticamente gradevole e confortevole. Senza questa caratterizzazione spinta, esigente, costosa, fatta di nuove installazioni, di illuminazioni accattivanti, di proposte artistiche permanenti o temporanee, di piante floride a decorazione, di esercizi commerciali legati a questa caratterizzazione, un centro storico muore. Perch\u00e9 muore? Perch\u00e9 il centro storico non \u00e8 un supermercato. Non ci vai per prendere il pane o l&#8217;insalata (per questi \u00e8 molto pi\u00f9 comodo e vantaggioso il supermercato). Ci vai invece per fare esperienza di qualcosa che altrove non fai, e cio\u00e8 non solo comprare, ma anche vedere, passeggiare, socializzare, visitare, sorseggiare in compagnia, in un contesto confortevole. Senza caratterizzare fortemente i centri storici, non si attiva quell&#8217;esperienza che fai l\u00ec e non nei supermercati. E senza questa esperienza (che l\u00ec deve accadere e in altri posti no), i centri storici si spengono come candele al vento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se un secolo fa, arrivando in una citt\u00e0, chiedevi: dov&#8217;\u00e8 il duomo? Loro te lo indicavano. Se chiedevi: dov&#8217;\u00e8 il palazzo comunale? Loro te lo indicavano. Ma se dicevi: dov&#8217;\u00e8 il centro storico? Loro non sapevano cosa rispondere. 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