{"id":417,"date":"2018-01-17T11:29:28","date_gmt":"2018-01-17T10:29:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/?p=417"},"modified":"2018-01-17T11:29:28","modified_gmt":"2018-01-17T10:29:28","slug":"la-solitudine-dellastrattismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/2018\/01\/17\/la-solitudine-dellastrattismo\/","title":{"rendered":"La solitudine dell&#8217;Astrattismo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2018\/01\/IMG_3354.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-418\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2018\/01\/IMG_3354-300x243.jpg\" alt=\"IMG_3354\" width=\"300\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2018\/01\/IMG_3354-300x243.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/files\/2018\/01\/IMG_3354.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pier Paolo Pasolini, negli anni &#8217;60 e &#8217;70, affermava poeticamente, in pi\u00f9 scritti, che il rischio del nostro tempo, il rischio di tanti intellettuali e artisti, \u00e8 quello dell&#8217;essere persi &#8220;in un puro intuire in solitudine&#8221;. L&#8217;Astrattismo, che \u00e8 la lingua del Novecento, ha sempre rischiato &#8211; e come linguaggio tuttora rischia &#8211; questo: l&#8217;essere perso in un puro intuire in solitudine. Cio\u00e8 testimoniare soltanto l&#8217;afonia della propria voce, l&#8217;incapacit\u00e0 di cambiare o di incidere qualcosa nel mondo. Da grande sperimentazione che, da fine Ottocento, con Redon, superava l&#8217;obbligo della raffigurazione di ci\u00f2 che vedevano gli occhi, da grande perlustratrice degli abissi della mente, dei suoi equilibri e disequilibri, con Ciurlionis, Kupka, Kandinskij, Klee, Malevic, Mondrian nei primi decenni del Novecento, la voce che superava la figura, la raffigurazione del sensibile agli occhi, ha cos\u00ec permeato nel corso di mezzo secolo il linguaggio artistico, cartellonistico, pubblicitario, sociale, da divenire immagine del secolo stesso: il taglio di Lucio Fontana e il grande Cretto di Alberto Burri cementificato sulle macerie del paese di Gibellina, in Sicilia, polverizzato dal terremoto, sono l&#8217;apice espressivo dell&#8217;Astrattismo, ma anche il suo punto di non ritorno, cio\u00e8 il punto in cui quel linguaggio stesso ha definito il proprio compimento. Oltre quello, ci sarebbe stato, in quella direzione, solo la replica, il ripiegamento, l&#8217;epigono, la maniera. E cos\u00ec \u00e8 stato. L&#8217;Astrattismo \u00e8 il simbolo del Novecento, ma nello stesso secolo \u00e8 accaduto il suo annichilirsi in solipsismo, in un puro e perduto intuire in solitudine. Grandi combattenti contro questo solipsismo ci sono stati e ci sono, ma sono rimasti e rimangono ai margini per celebrare finora soltanto la solitudine dell&#8217;Astrattismo, ripiegato su se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pier Paolo Pasolini, negli anni &#8217;60 e &#8217;70, affermava poeticamente, in pi\u00f9 scritti, che il rischio del nostro tempo, il rischio di tanti intellettuali e artisti, \u00e8 quello dell&#8217;essere persi &#8220;in un puro intuire in solitudine&#8221;. L&#8217;Astrattismo, che \u00e8 la lingua del Novecento, ha sempre rischiato &#8211; e come linguaggio tuttora rischia &#8211; questo: l&#8217;essere perso in un puro intuire in solitudine. Cio\u00e8 testimoniare soltanto l&#8217;afonia della propria voce, l&#8217;incapacit\u00e0 di cambiare o di incidere qualcosa nel mondo. Da grande sperimentazione che, da fine Ottocento, con Redon, superava l&#8217;obbligo della raffigurazione di ci\u00f2 che vedevano gli occhi, da grande perlustratrice [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/2018\/01\/17\/la-solitudine-dellastrattismo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1099,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894],"tags":[53907,231256,80460,41610,74806,673],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1099"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=417"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":419,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions\/419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}