Sura 8:12-17: ”Instillerò il mio terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita (…) I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! (…) Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi”. Dacca, capitale del Bangladesh, che da oggi può essere tranquillamente definito Bangladaesh, 15 milioni di abitanti. Nella notte tra venerdì e sabato all’Holey Artisan Bakery hanno trovato la morte 20 tra uomini e donne per mano della follia omicida della gioventù borghese dell’Islam. Giovani ragazzi, tutti gli attentatori sono individui tra i 21 e i 27 anni, traviati dall’odio instillato nelle loro menti dalla religione che professano. Uccidono, sgozzano, sventrano, instillano nelle nostre coscienze il seme del terrore, cercano di schiacciarci per vederci putrefatti come scarafaggi sotto la suola di una scarpa. Tra le vittime nove vengono dall’Italia ed è doveroso ricordare i nomi di queste persone: Nadia Benedetti, Cristian Rossi, Marco Tondat, Claudio Cappelli, Vincenzo D’Allestro, Simona Monti, Maria Riboli, Claudia D’Antona e Adele Puglisi.
La morte corre su di un sottile filo, questa volta ci siamo trovati davanti a giovani bengalesi provenienti dalle scuole private. Ricchi agiati come Rohan Imtiaz il cui padre è rappresentante politico del partito di potere, nel paese asiatico, l’Awami League. Nibras Islam invece aveva studiato alla North South University di Dacca per poi continuare gli studi in Malesia, percorso simile per Meer Saameh Mubasheer. Questo ci dimostra che l’Islam travia chiunque, chiunque venga attirato da esso, inghiottito in un vortice di violenza e sangue dimostrando nuovamente, senza che ce ne fosse bisogno, che l’Islam moderato è la favola che i nostri governi ci raccontano per farci dormire sonni tranquilli. E che l’Islam  radicale non attecchisce solamente nelle fasce più disagiate della popolazione. Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici. Teniamo a mente questa massima per il futuro che verrà. Per non parlare dell’attentato avvenuto ad Istanbul sul finire di giugno. 44 morti, 238 feriti, una carneficina avvenuta nell’aeroporto della città turca, dove tre terroristi provenienti rispettivamente dall’Uzbekistan, dal Kirghizistan e uno dalla repubblica russa del Daghestan, hanno scatenato panico e morte. A riprova del lassismo dell’UE la presunta mente dell’attentato, il ceceno Ahmed Redjapovic Chataev detto il Monco, sarebbe un vero e proprio nomade dell’estremismo  come definito dal Corsera capace di viaggiare per tutto il vecchio continente ottenendo in Austria lo status di rifugiato politico. Arrestato in Svezia, ma lasciato libero di viaggiare in Ucraina ed in Bulgaria proprio perché protetto dalla sua condizione di rifugiato. L’Unione Europea si volta dall’altra parte, diventa ameba e manda al macello le speranze dell’avvenire.
L’unica chiave di lettura possibile, in questo moto di sentimenti che rischia di farci perdere la bussola, è quella seguita da Magdi Cristiano Allam. Proprio sulle colonne di questo giornale arriva a fare un viaggio sullo stivale domandandosi perché l’Isis non abbia attaccato l’Italia. La risposta è una sola “abbiamo rinunciato alla dignità”. Tra il 2014 ed il 2015 sul suolo tricolore sono passati 330mila clandestini, rendendo sul campo nullo il reato di clandestinità. Ci siamo fatti invadere da orde di uomini, giovani e giovanissimi, lasciando il fianco scoperto. Siamo diventati scafisti di noi stessi, proprio come fatto da Papa Francesco nei mesi scorsi di ritorno dall’isola di Lesbo, quando portò dei clandestini tra noi. Possiamo accettare, da liberi cittadini, tutto questo? Possiamo ascoltare, con le braccia conserte gli avvertimenti del Califfo Abu Bakr-Al Baghdadi, autodefinitosi nemico del nostro paese, che vuole marciare su Roma, capitale indiscutibilmente cristiana scrigno della cultura che ci contraddistingue, sottomettendola all’Islam? No, dobbiamo ribellarci, alzare la voce in ogni sede ed in ogni contesto. Dobbiamo tornare sulle coste libiche perché è in Libia che si gioca la partita vera. Sarà solo occupando le coste dello stato africano che si potrà fermare l’emorragia di disperati che cercano fortuna in Europa. Disperati tra i quali si nascondono i fanatici di Maometto pronti a colpirci perché infedeli. In tutto questo lo stato cosa  cosa fa? Nulla di nulla. Torno a citare Magdi Cristiano Allam il quale afferma solerte che i tribunali legittimano e scagionano “chi predica il terrorismo islamico equiparandolo alla libertà d’espressione”. Siamo e saremo sottomessi se ci affidiamo alle intenzioni del Ministro dell’Interno Angelino Alfano e del governo illegittimo (perché non votato da nessuno) a guida Renzi.
Come dico sempre non dobbiamo rinunciare alla sovranità, all’identità, al passato, al presente, ma sopratutto al futuro. Vedere e sentire Imam da sottoscala gettare odio, astio, livore e risentimento sull’Europa e sugli europei è inaccettabile. Per quanto ancora possiamo sopportare di essere uccisi durante una cena a lume di candela perché non conosciamo i primi versi del Corano, perché la nostra fede non abbraccia quella dei mussulmani? Le vogliamo registrate, certificate e seguite dalle forze competenti queste “guide spirituali” e tutti gli islamici presenti in Italia. Nelle moschee queste guide spirituali islamiche devono recitare il loro verbo parlando in italiano senza mezzucci e senza nascondersi. E vogliamo sapere quanti sono e da chi provengono i finanziamenti per la costruzione delle moschee nel nostro paese. Senza se e senza ma. Pane al pane, vino al vino, ci stiamo giocando la natura che ci contraddistingue e questo conflitto non possiamo perderlo, non a casa nostra. Non è più possibile accettare le richieste strampalate e senza senso di certi islamici presenti tra noi, come quella di togliere i crocefissi dalle scuole e di eliminare la carne di maiale dalle mense scolastiche perché questo li turba. Se fossero rimasti a casa loro non avrebbero dovuto subire questi turbamenti. Parliamo della nostra storia, di tradizione e se questo non gli stesse bene se ne tornino pure a casa loro. Verremo colpiti da tutto tranne che dalla nostalgia di non vederli.
Italia siamo in guerra. I terroristi islamici ci ammazzano perché vogliono piegare l’Occidente, i cattolici e gli ebrei, giudicandoci “degli infedeli” così come scritto sul Corano. Vogliono intimorirci, stancarci, scoraggiarci, ricattarci rendere tutti i giorni della nostra vita un incubo, indurci alla paura più profonda così da poterci sottomettere più facilmente. Loro vogliono distruggere le nostre anime, le nostre idee, i nostri sentimenti, le nostre radici e i nostri sogni. Non possiamo permetterglielo. Non possiamo permettere che i nostri figli, le nuove generazioni di italiani, vivano una vita da schiavi. Dobbiamo lottare con tutte le nostre forze senza indietreggiare, senza avere paura perché è questo che vogliono. Siamo da soli in questa vera e propria battaglia. I nostri governati non ci tutelano. A loro non interessa salvaguardare e difendere il popolo italiano. Sono dei codardi senza coraggio e un giorno saranno anch’essi schiavizzati dagli islamici. Dobbiamo avanzare senza paura. Tutti insieme ce la faremo a vincere questa lotta, così potremo garantirci e garantire alle future generazioni la cosa più importante per ogni essere umano: LA LIBERTÀ.
Tag: , , ,