“E’ evidente stanno avendo la meglio i populismi, i nazionalismi. Stanno avendo la meglio quelli che dicono che per risolvere il problema bisogna creare muri, mettere fili spinati, chiuderci. Ecco questo sta succedendo. Noi è da questo pericolo che dobbiamo guardarci, non da altri. E questo pericolo noi ce lo abbiamo a casa. Ecco allora vedete è moltotriste quando in Europa sento dire che non è tempo di occuparci di chi ci abita vicino, no no no, non è questo il momento, perché siamo a corto di risorse, noi dobbiamo pensare ai nostri concittadini, non alla sorte di chi ci abita vicino. MAI RICETTA FU PIÙ SBAGLIATA, MAI, MAI, MAI”. Le parole arrivano dalla bocca di Laura Boldrini, presidente della Camera in viaggio di Stato in Marocco lo scorso giugno. Questo discorso, delirante quanto traditore di questa nazione, è la giusta premessa per farvi capire cosa mi è successo. Sui miei canali social ho deciso, fedele alle mie idee, di schierarmi dalla parte del popolo italiano, di cui faccio fieramente parte. Ho un blog sul sito de Il Giornale chiamato “Avanti senza paura” perché in un momento come questo fatto di crisi, di umiliazioni, di privazioni e di sputi sul tricolore bisogna scendere in campo e non tirare indietro la gamba. Per questo le mie parole sono state censurate. In un post su Facebook, in allegato con una foto dell’Italia che riportava la dicitura “Primo Stato al mondo ad essere razzista con i propri cittadini”, ho ripreso le parole del direttore Alessandro Sallusti, in merito alla questione dell’assenza degli alti vertici nazionali ai funerali delle vittime di Dacca, affermando, senza pentirmi, che la vera discriminazione è perorata nei confronti degli italiani. Gli unici a pagare veramente, gli unici a rimetterci, gli unici a trovarsi senza nulla tra le mani, mentre la nave affonda. All’estrema funzione per i nostri concittadini barbaramente assassinati in Bangladesh, per mano degli islamici, dov’erano la Boldrini, Renzi e la Boschi? Perché non hanno dichiarato lutto nazionale? Il governo ha assassinato queste persone una seconda volta. 
Ed allora segnalazione su segnalazione, fatte probabilmente da un gruppo di islamisti, capaci solo di mettere al bando i propri contestatori, mentre dalla parte opposta persona dopo persona cliccava mi piace e commentava supportando le mie teorie, sono stato bloccato. Bloccato per 30 giorni da Facebook. Vi rendete conto è l’ennesima volta che mi succede un fatto del genere, ma perché Mark Zuckerberg e i suoi adepti ostracizzano la mia voce senza nemmeno controllare i post che mi vengono cancellati. Vi sembra giusto? Il tanto sbandierato articolo 21 della Costituzione, quello che recita “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, che fine ha fatto? Quando si buca l’ulcera del marcio di questa nazione, evidenziando il cancro che ci sta affossando, veniamo messi a tacere. Cercano di mettermi un bavaglio perché la mia macchina fotografia rappresenta la realtà, la loro un mondo terzomondista visto solo nelle vignette di Zerocalcare. A questo punto, ognuno di noi, deve avere il coraggio di dire ciò che pensa, con ogni strumento, sempre nel rispetto altrui, ma senza farsi intimidire e schiacciare dalla repressione. Repressione che si paventa bollando con il termine razzista chiunque non la pensi come lo status quo a capo di questo paese. La Boldrini, dal suo scranno d’oro fatto di menzogne e d’odio per la nostra patria, ci ammonisce dicendoci che è aberrante pensare prima a quelli che ci stanno vicino, che abbiamo bisogno di un nuovo piano Marshall, che abbiamo bisogno, in buona sostanza, di perdere la nostra storia pur di farci invadere. Fandonie buone solo a tappare la bocca di chi vuole ridestare questo paese. Chi ha l’interesse di mettere a tacere le mie parole, quelle di libero cittadino? Tagliare i ponti, nascondere i concetti, cercare di privare di potenza i messaggi non servirà a nulla, certi richiami non passeranno inascoltati. 
Mentre i media hanno crocefisso Amedeo Mancini, dandogli del fascista per essersi difeso da un aggressione, la Magistratura ci dirà la verità sui fatti non le prime pagine dell’intellighenzia di sinistra, stiamo assistendo allo sterminio di nostri concittadini per mano del terrorismo islamico. “Sono buoni, ma si sono radicalizzati” è il nuovo slogan, il nuovo mantra da recitare all’infinito, il nuovo Pokemon Go di chi gioca con le vite degli italiani. Nizza segna la fine della pace, l’inizio di una guerra che sta mettendo a dura prova l’Europa e vuole sventrarla. Ma il problema, per il sistema, sono i miei concetti, gli stessi del popolo che è stanco di subire un’immigrazione clandestina senza fine come una condanna da scontare all’infinito, che ci rende carcerieri e vittime. Il pavimento sotto i nostri piedi crolla ed avvenimenti come Mafia Capitale ce lo hanno insegnato, il business dell’importazione di schiavi in Italia rende più dello spaccio e del traffico d’armi. Ma gridare queste verità ti porta ad essere bollato, trasformandoti in un nemico del politicamente corretto. “L’antirazzismo come terrore letterario” è l’ultima fatica di Richard Millet, ed è lo specchio di questo mondo, retorico quanto finto. Politici inginocchiati fanno il volere della tolleranza, dell’accoglienza e dei farlocchi diritti umani che ci privano della nostra identità. L’Europa “sta morendo per incapacità di restare se stessa di fronte a un’immigrazione incalcolabile, incompatibile, generalmente ostile e infine distruttiva”, dunque denunciarlo diventa marchio d’infamia. 
Italiani tutto questo è una vergogna. Siamo, ci tengo a ribadirlo, l’unico paese al mondo capace di essere razzista con i propri cittadini. Ora basta con il razzismo anti-italiano, questa è casa nostra. Abitazioni, alberghi ed una pioggia di soldi dati ai clandestini, i rom non pagano le tasse delinquono e hanno la possibilità, pur non tirando fuori un centesimo, di usufruire gratuitamente del sistema sanitario ed il tutto grava sulle nostre spalle. Dopo gli attentati di Dacca, di Nizza e di Monaco ci vogliono mettere a tacere senza poter dire e pensare che gli islamici ci fanno paura e che dobbiamo trovare un modo per arginare le loro derive terroristiche capaci di mettere in crisi l’Europa intera. A questo punto vogliamo sapere chi finanzia la costruzione di moschee e vogliamo evitare al nostro paese di essere colpito, direttamente, da una guerra santa che si sta trasformando in un pericolo mortale per l’Occidente. Lo Stato carogna spreme il nostro sudore, i nostri sacrifici vessandoci senza darci nulla in cambio. Paghiamo e siamo costretti a restare muti, non permettetevi di fare nessuna richiesta o l’oblio e l’abbandono saranno il vostro unico futuro. Se esprimiamo il nostro parere, come nel mio caso, ci danno dei razzisti, dei discriminatori, degli ingiusti e per questo veniamo repressi come il peggiore dei criminali. Alla gogna tramite processo sommario, con modalità che ricordano quelle tanto care ai partigiani. Vogliamo parlare di casa popolari? Costruite con i soldi dei contribuenti di questo paese vengono occupate illegalmente dagli immigrati, spesso senza regolare permesso di soggiorno, mentre moltissimi nostri concittadini rimangono a dormire in auto o peggio su di una panchina perché il governo si gira dall’altra parte. Seguire l’iter burocratico non porta a nulla, le liste d’attesa parlano straniero ed essere nati da Bolzano a Palermo diventa un requisito negativo per l’assegnazione di alloggi popolari. Dobbiamo tacere perché gli immigrati sono poveri, arrivano da una guerra, sono scappati dal lato oscuro del globo. Non importa nemmeno se quando li aiutiamo ci sputano in faccia dicendo che il nostro cibo è spazzatura, quando si lamentano delle sistemazioni ricevute, quando chiedono più soldi, quando vogliono internet e Wi-Fi oppure quando arrivano a scontrasi, anche fisicamente, con le forze dell’ordine che cercano di riportare la calma a fronte delle loro proteste. Noi dobbiamo fare silenzio. Per non parlare dei rom, definiti una comunità disagiata che va aiutata ad integrarsi a fronte della volontà di voler continuare con le loro abitudini, sbeffeggiandoci, tanto i conti li paga Pantalone. L’Agenzia delle Entrate sempre ligia a controllare i nostri conti in banca e le nostre attività commerciali ha mai fatto un controllo fiscale a queste persone? Sono intollerante anche se chiedo un accertamento a chi vive come un parassita? 
E’ ora di finirla. Mi sono stancato di tutto questo e siccome ho sempre regolarmente pagato le tasse e rispettato la legge, mi prendo la libertà di dire che mi sono rotto le palle davanti a tutto questo schifo. Questa, lo grido con tutto il fiato che ho, è ancora la nostra terra e se difendere gli italiani, che ogni giorno subiscono le peggiori angherie, vuol dire essere razzista chiamatemi pure razzista. Per me sarà solamente un grande onore. www.ilgiornale.it
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