La tua banca amica ti tradirà. Ci sono poche certezze nella vita, ma una è questa. Basta tenersi informati, leggere la cronaca per imbattersi in notizie che parlano di istituti di credito che navigano in pessime acque. Questa volta siamo a Ferrara, in questi giorni la Carife (Cassa di Risparmio di Ferrara) ha visto 17 ex dirigenti ed amministratori finire nel registro degli indagati da parte della Procura e Finanza per bancarotta fraudolenta, aggiotaggio, false comunicazioni alla vigilanza e falsi prospetti. Il perché? Nel 2011 per salvare l’istituto, già fortemente compromesso, è stato attuato un aumento di capitale da 150 milioni di euro, il tutto mentre il consiglio d’amministrazione sapeva che era impossibile attuare il rilancio dell’organizzazione. Inoltre sono state perquisite altre quattro banche che parteciparono, assieme ai risparmiatori, all’aumento. Parliamo di Banca Valsabbina, con sede a Brescia, Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Cividale e Cassa di Risparmio di Cesena. 
Nel 2014, per i tipi di Chiarelettere, uscì un libro dal titolo “Io so e ho le prove – Così le banche imbrogliano il correntista”, scritto da Vincenzo Imperatore. Imperatore è un ex manager bancario, per auto-definizione una “persona che ha contribuito a costruire quel sistema”, quel sistema fatto di bugie e menzogne che hanno ridotto sul lastrico decine di migliaia di famiglie italiane. Nel suo j’accuse dalle tinte pasoliniane, risulta preciso come un fendente e si scaglia, all’arma bianca, contro chi ha voluto rovinare la base economica, cioè noi, di questo paese. “Io so e ho le prove di come si muovono le banche di fronte a quei correntisti e a quelle aziende in crisi che rischiano di non riuscire ad onorare la propria posizione debitoria: propongono una ristrutturazione del debito, una rinegoziazione che nasconde la manleva da ogni responsabilità per irregolarità in contratti precedenti, e la presentano al correntista come un’opportunità dilatoria”. Mezzi e mezzucci meschini, capaci di manipolare i conti correnti e di dare un pacca sulla spalla all’azionista di turno, sorridendogli a trentadue denti dicendogli, maliziosamente, andrà tutto bene. Intanto l’uragano sta per arrivare, pronto a ridurre in cenere i risparmi di una vita. “Io so e ho le prove di come le banche hanno piazzato e continuano a piazzare polizze assicurative e strumenti finanziari ad alto rischio, spacciati per strumenti di maggiore tutela per il cliente che riceve un prestito”. Coccolati, solo in apparenza, con una mano, mentre con l’altra ci vengono spenti tutti i sogni di un futuro radioso per noi e per i nostri eredi. “Io so e ho le prove di come le banche fanno cassa ‘piazzando’ televisori, tapis roulant e biciclette ai clienti che richiedono finanziamenti”, un’eterna giostra che non smette di girare, regala vane emozioni e un sentore di nausea che alla fine si impossessa di tutto il corpo, facendo crollare ogni certezza. 
Uno dei sistemi per raggirare i correntisti, che maggiormente mi ha colpito, si chiama 72H. In buona sostanza parliamo di una riserva di danaro (tra i 500 euro e 10mila euro) presso la quale la banca attinge con lo scopo di tranquillizzare il titolare di un conto corrente che scopre un comportamento non trasparente realizzato dall’istituto di credito. Soldi che comprano il silenzio, soldi che si trasformano nel più potente dei tranquillanti. Per non parlare dei tassi d’interesse che mutano nel cuore della notte ed aumentano dello 0,1% o dello 0,01%, impercettibili truffe. Alla fine della fiera gli unici ad essere colpiti sono gli italiani, i laboriosi italiani che si spezzano la schiena per far quadrare i conti, che fanno i salti mortali per mettere insieme un’esistenza dignitosa. Vite schiacciate tra titoli di credito e cambiali, con il governo che resta a guardare silente e complice. Governo che deve provvedere a proteggere i propri cittadini e a risarcire quelli a cui è stato portato via tutto, senza se e senza ma. Così come sentenziato dalla Commissaria Ue per la concorrenza, Margrethe Vestager, nei mesi scorsi all’indomani dello scandalo Etruria che ha scosso lo stivale. 
Parliamoci chiaro, nascondersi dietro ai numeri non serve a niente. I, troppi, crac della banche avvenuti in questi anni, di cui banchieri e amministratori delegati sono la mente, hanno permesso ai soliti noti di arricchirsi a nostro discapito. Gli italiani storicamente sono un popolo di risparmiatori, capaci di fare di questa peculiarità il proprio vanto e la propria forza. Danaro guadagnato con il sudore della fronte e depositato nelle banche sparse per lo stivale. Banche che dovevano risultare il posto più sicuro al mondo dove poter conservare i soldi, tramutatesi invece in pozzi neri senza fondo e senza via d’uscita. Rischi su rischi e la pelle al sole a bruciare quella dei nostri concittadini. Migliaia di famiglie sono state messe a nudo e rovinate, mentre il presente ed il futuro di figli e nipoti dei risparmiatori ipotecato. Alcuni italiani si sono suicidati perché hanno visto la loro realtà fatta di sacrifici e risparmi bruciata, anzi rubata da veri e propri delinquenti con la cravatta che non pagheranno mai. La legge dell’uomo troppo spesso si � dimenticata di punire questi individui, mentre gli vengono elargite buonuscite a infiniti zeri e i poveri cittadini muoiono di fame vedendosi privati di tutto. 
Ma perché sono sempre i correntisti a doverci rimettere? Perché questi banditi ne escono sempre puliti? Lo Stato come può permettere uno scempio del genere? Il pugno di ferro va usato contro i manager che scientemente affossano noi cittadini, che consapevolmente commettono vere e proprie porcherie facendosi scudo attraverso dei prestanome per salvare i propri averi ed assicurarsi il futuro che è stato tolto agli investitori. Senza mezzi termini questo è un vero e proprio schifo. Ladri legalizzati, proprio come gli strozzini di Equitalia di cui ho parlato qualche giorno fa, capaci di creare una rete di amicizie e di parentele fittissima come la tela di un ragno. Basta tirare un filo che si scoprono altarini infiniti, il tappeto sotto cui nascondere lo sporco ha ancora tanto spazio. Ed ancora una volta c’è la politica di mezzo che va a braccetto con chi ci tarpa le ali, con chi ci pignora la casa e con chi ci fa chiudere le aziende. Le banche, lo sappiamo tutti, aiutano solo chi non ha bisogno, mentre guardando perire chi ha reali necessità. Basta parlare con un direttore di banca, spiegargli le proprie esigente, per sentirsi trattato come un inferiore. Come una pezza da piedi. Il rispetto non esiste più. Urge una rivoluzione che parte dal basso, che parte da noi. Non possiamo più accettare tutto questo rimanendo inermi, facendoci derubare senza che nessuno paghi dazio. Italiani è ora di ribellarsi perché non è tollerabile che questi banditi rovinino la nostra vita e quella dei nostri figli, rubandoci tutti i risparmi messi da parte onestamente. Nessuno deve permettersi di toccare quanto da noi costruito, ed è per questo motivo che invoco la certezza della pena per questi criminali. www.ilgiornale.it
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