Impazza il toto-nomi dei deputati che hanno richiesto ed ottenuto il contributo per i lavoratori autonomi, previsto dal Decreto Italia, e la ghenga del M5S con il Premier Giuseppe Conte continua la propria opera di smantellamento della Nazione. Quello che mi spaventa della vicenda attuale collima perfettamente con il pensiero espresso su Twitter dall’ex deputato della Repubblica, Massimo Corsaro: “Più dell’ingordigia dei 5 che – avendone evidentemente i requisiti – hanno ottenuto i 600€, mi terrorizza che qualcuno vada a leggersi i nomi dei singoli contribuenti facendone uso ricattatorio. Perché quello, a mio avviso, in un paese normale andrebbe individuato e punito”. Corsaro però non si ferma qui e rincara la dose: “I grUllini a 5stAlle infrangono ogni regola (esterna e interna) per sopravvivere e salvarsi le terga. Mentre tutti perdiamo tempo a compilare stupidi moduli, il Garante Privacy benedice l’uscita di informazioni riservate dall’INPS; e con la Raggi salta il blocco al terzo mandato”.

La solita bagarre politica, anche a Ferragosto, che blocca l’Italia. Tutto questo – compreso il referendum sulla piattaforma Rousseau tra alleanze con i partiti tradizionali e terzo mandato i pentastellati hanno compiuto, definitivamente, il loro percorso da incendiari a pompieri – ha cancellato dalla memoria i passaggi oscuri prima, durante e dopo il lockdown del Governo Conte. Nel libro Come nasce un’epidemia. La strage di Bergamo, il focolaio più micidiale d’Europa, edito da Rizzoli e scritto da Marco Imarisio, Simone Ravizza e Fiorenza Sarzanini si cita un passaggio focale per capire come è stata affrontata la tremenda emergenza di marzo. Torniamo con la mente al 3 marzo scorso. “Nel tardo pomeriggio sono giunti all’Istituto Superiore di Sanità i dati relativi ai Comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Al proposito è stato sentito per via telefonica l’assessore Gallera e il direttore generale Cajazzo che confermano i dati relativi all’aumento. I due Comuni si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molte probabilità ascrivibili a un’unica catena di trasmissione. In merito il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei Comuni della zona rossa al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue. Questo criterio oggettivo potrà, in futuro, essere applicato in contesti analoghi”. Avete letto bene? Il Comitato ha proposto di estendere, da subito, la zona rossa anche alla bergamasca per porre un argine alla situazione immediatamente. Ma così non è stato.

Continuiamo a leggere all’interno del libro: “Appare chiaro quali siano i timori che spingono gli scienziati a chiedere di intervenire con urgenza: l’impennata del numero dei malati e la vicinanza dei due paesi con la città di Bergamo. Il verbale viene subito trasmesso a Palazzo Chigi. Ma qui succede qualcosa di imponderabile, un vero e proprio mistero”. Siete pronti a provare un brivido freddo, nonostante il caldo torrido di questi giorni, lungo la schiena? “‘Quel documento non mi è mai arrivato’, dichiarerà infatti Giuseppe Conte ai magistrati di Bergamo che il 12 giugno arriveranno a Roma per interrogarlo come testimone nell’inchiesta avviata proprio per accertare se l’epidemia che ha sconvolto la Bergamasca sia stata colposa, se le sottovalutazioni, le omissioni, i ritardi possano aver favorito il contagio e fatto salire il numero delle vittime. Ai magistrati, forse un po’ sorpresi, che gli chiedono conferma di quel che ha appena detto, il presidente del Consiglio risponde: ‘Quel documento, io non l’ho mai visto'”. Era giusto e doveroso riportarvi, nella loro lunghezza, tutti questi passaggi per farvi capire, cari amici e lettori, come è stato affrontato il caos che ha spezzato in due l’Italia. Il Coronavirus ci ha visto, sostanzialmente, inermi con una classe politica disattenta ed incapace di tutelare gli italiani.

Lo scorso anno Matteo Salvini finì al centro delle polemiche per una frase mal interpretata sui “pieni poteri”. L’accusa di Fascismo -per la sinistra il 1945 e gli orrori della guerra civile non sono mai finiti – come se fosse una novità affibbiata al leader della Lega. Come al solito, i progressisti, non avendo nulla da proporre si dedicano al loro hobby preferito: tacciare l’avversario di essere fascista o nazista. Ma nessuno ha mai indagato sui pieni poteri che Giuseppe Conte si è attribuito durante l’epidemia di Covid-19. Mentre il Parlamento era congelato, lui ha legiferato sulla Nazione a suon di DPCM. Un aspetto, sottovalutato, è quello inerente al rapporto del Governo con i servizi segreti. In un articolo, molto interessante, a firma Roberto Vivaldelli sul portale Insider Over in un paragrafo intitolato Lo strapotere di Conte si legge: “Lo scorso giugno, il governo aveva completato i quadri di vertice dei nostri servizi. Il presidente del Consiglio aveva nominato due nuovi vicedirettori all’intelligence. All’Aisi, il servizio di sicurezza e informazioni interne guidato dal prefetto Mario Parente, approda Vittorio Pisani, dirigente generale della Polizia di Stato e consigliere ministeriale al Viminale per l’immigrazione. All’Aise, il servizio informazioni e sicurezza esterna diretto dal generale della Guardia di Finanza Luciano Carta, arriva Angelo Agovino, generale dei Carabinieri e oggi comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma. Come sottolinea L’Inkiesta, su questa materia Conte è stato il dominus assoluto e solitario nel passaggio di consegne all’Aise (i servizi segreti esterni) tra Luciano Carta (da lui promosso in Leonardo) e Gianni Caravelli”. E non ultimo come importanza l’uomo che più di tutti ha voluto Conte è il direttore del DIS – Dipartimento delle informazioni per la sicurezza il Generale della Guardia di Finanza Gennaro Vecchione. Costui vanta un primato mai registrato prima in ambito militare: parliamo di un Generale di divisione che è stato messo a capo di altri due generali di corpo d’armata, in pratica due graduati con un livello superiore rispetto a quello di Vecchione. In poche parole il Presidente Conte, in preda al suo delirio di onnipotenza, ha stravolto le gerarchie militari. Cose da non credere. È come se in una azienda impartisse gli ordini al proprietario un dirigente. Follia.

Mentre ci distraggono con polemiche belluine Giuseppe Conte è il deus ex machina del sistema e gestisce il potere a suo piacere. Parliamo ormai di una palese strategia. Con una maggioranza del genere e con un Governo che vive solo ed unicamente sull’anti-salvinismo, cercando di resistere il più possibile, incapace di realizzare progetti concreti con l’unico scopo di trascinarsi a fine legislatura. Costoro se ne fregano altamente della tragica situazione economica e valoriale italiana. Conte non fa nulla di incisivo per aiutare il Paese ad uscire da questo drammatico periodo, lascia che i partiti che compongono questa scellerata maggioranza si scontrino per le briciole. Il tutto mentre lui gioca le sue carte da solo lavorando per i fatti suoi e sempre più sicuro del fatto che tanto non verra mai sfiduciato. www.IlGiornale.it

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