{"id":1071,"date":"2020-08-30T21:17:53","date_gmt":"2020-08-30T19:17:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=1071"},"modified":"2020-08-30T21:17:53","modified_gmt":"2020-08-30T19:17:53","slug":"lndrangheta-e-le-mafie-fatturano-26-volte-gli-utili-di-banca-intesa-san-paolo-lo-stato-gli-imprenditori-e-i-cittadini-devono-fare-di-tutto-per-fermare-questo-dilagante-cancro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2020\/08\/30\/lndrangheta-e-le-mafie-fatturano-26-volte-gli-utili-di-banca-intesa-san-paolo-lo-stato-gli-imprenditori-e-i-cittadini-devono-fare-di-tutto-per-fermare-questo-dilagante-cancro\/","title":{"rendered":"L&#8217;ndrangheta e le mafie fatturano 26 volte gli utili di Banca Intesa San Paolo. Lo Stato, gli imprenditori e i cittadini devono fare di tutto per fermare questo dilagante cancro"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Se la mafia fa paura, lo Stato deve farne di pi\u00f9&#8221;. Con questa massima del Prefetto di ferro Cesare Mori, io Andrea Pasini in versione imprenditore di Trezzano Sul Naviglio, provincia di Milano, voglio metterci la faccia senza paura per dire: la mafia, la camorra, l&#8217;ndrangheta, la sacra corona unita e le altre organizzazioni parastatali criminali fanno schifo e sono cancerogene per il sistema produttivo Italia. In un articolo del 2017 il giornalista de Il Sole 24 ore, Gianni Dragone, scriveva: &#8220;La mafia, secondo l\u2019ultima commissione parlamentare antimafia (presidente Giuseppe Pisanu), avrebbe un fatturato, cio\u00e8 ricavi pari a 150 miliardi di euro all&#8217;anno&#8221;. Parliamo di quella che \u00e8, ahinoi, a tutti gli effetti la prima societ\u00e0 italiana per indotto. Continua Dragoni: &#8220;Avrebbe 40 miliardi di ricavi in pi\u00f9 rispetto al primo gruppo italiano, Exor, che ha al suo interno Fiat-Chrysler, Ferrari, Cnh, le assicurazioni Partner Re, la Juventus (111 miliardi il fatturato 2016 di Exor)&#8221;. Sentite la bile montare? Io, onestamente, s\u00ec. In uno studio di pochi anni fa si ipotizzava che le mafie e sopratutto l\u2019Ndrangheta , possiamo dire ndrangheta spa, producono profitti annuali per 105 miliardi di euro. Una banca come ad esempio Intesa San Paolo nel 2018 ha avuto 4,05 miliardi di utili. Enel nel 2019? 4,67 miliardi. Le briciole in confronto, ma ci rendiamo conto?<\/p>\n<p>La ricerca condotta dal docente e professore universitario bocconiano Paolo Pinotti fa emergere che la criminalit\u00e0 organizzata sottrae allo Stato tra il 15% ed il 20% del Pil nazionale. Su Il Corriere della Sera l\u2019economista ha dichiarato: &#8220;Lo studio \u00e8 stato effettuato su Puglia e Basilicata, tre delle cinque regioni italiane  Sicilia, Calabria e Campania dove \u00e8 massiccia la presenza della criminalit\u00e0 organizzata. Queste cinque regioni sono anche le pi\u00f9 povere in termini di Pil pro capite&#8221;. Capite? Abbiamo permesso che questa economia &#8220;privata&#8221; potesse mettersi in competizione con quella pubblica. Anche Roberto Saviano in un articolo di qualche giorno fa sulle colonne de La Repubblica si chiede: &#8220;L&#8217;Europa si sta ponendo l&#8217;unica domanda per difendere la sua economia reale? No. Ecco la domanda: chi rilever\u00e0 i resort della Costa Azzurra o della Costa del Sol messe in ginocchio dalla crisi del turismo del 2020? Cosa succeder\u00e0 ai ristoranti di Berlino o ai pub di Londra rimasti chiusi per settimane o mesi per via del lockdown? Le case sfitte in decine di capitali europee chi le user\u00e0 per comprarle e specularci? Il Dark Money, il denaro sporco non ha mai trovato come ora tante porte d&#8217;accesso spalancate e non controllate. La pandemia sta portando con s\u00e9 ovunque l&#8217;usura, ma solo l&#8217;Italia sembra studiarlo&#8221;. Ed \u00e8 proprio in una situazione come quella attuale che serve una risposta decisa e concreta da parte degli apparati dello Stato e sopratutto da parte della politica, che coinvolga la popolazione italiana. Il Governo nazionale non pu\u00f2 limitarsi a gesti e parole, ma serve un&#8217;azione concreta. Bisogna passare dalle parole hai fatti non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo! Del resto il poeta americano Ezra Pound era solito dire: &#8220;La base di uno Stato \u00e8 la giustizia sociale&#8221;. Ed \u00e8 questo tragitto che dobbiamo percorre anche noi come singoli cittadini. La saggezza popolare ci ricorda che ogni male viene dalla testa. Un monito da tenere sempre a mente.<\/p>\n<p>Eppure ci sono uomini, uomini di Stato, che non si arrendono. &#8220;La lotta alla mafia \u00e8 uno dei primi problemi da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le pi\u00f9 adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libert\u00e0 che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell&#8217;indifferenza, della contiguit\u00e0 e quindi della complicit\u00e0&#8221;. Questo diceva Paolo Borsellino, magistrato italiano vittima della mafia e martire del tricolore. Morto per difendere l&#8217;integrit\u00e0 della Nazione. In quest&#8217;ottica, oggi, vanno ringraziati di vero cuore i tanti procuratori della Direzione distrettuale antimafia (Dda) sparsi su turro il territorio nazionale. Uno su tutti Nicola Gratteri. Gratteri si definisce un &#8220;infiltrato in magistratura&#8221;, come ha dichiarato a Il Foglio. Non si \u00e8 mai iscritto a correnti e nella Magistratura viaggia da battitore libero. Nell&#8217;operazione &#8220;Rinascita-Scott&#8221;, da lui orchestrata, ha mostrato al mondo intero la commistione tra politica, mafia e massoneria. Il clan dei Mancuso, che controlla la provincia di Vibo Valentia, grazie al suo operato viene smantellato pezzo dopo pezzo. Negli ultimi 20 anni, per combattere contro la mafia, ha rinunciato a tutto tranne a due cose: &#8220;La prima \u00e8 coltivare la terra. La seconda \u00e8 andare nelle scuole per spiegare ai giovani perch\u00e9 non conviene essere &#8216;ndranghetisti&#8221;. Non dimentichiamo, ovviamente, tutti i Pubblici Ministeri della Dda di Milano che per anni hanno combattuto e che continuano a combattere con tenacia e coraggio le organizzazioni criminali operanti nel Nord Italia. Una su tutte l&#8217;ndrangheta che in questi decenni ha visto decimarsi le famiglie pi\u00f9 potenti come i Barbaro e i Papalia.<br \/>\nSono questi gli uomini di cui abbiamo bisogno. L&#8217;Italia chiama e le istituzioni rispondano presente come fanno le Forze dell\u2019Ordine e i Magistrati e purtroppo non come fa la politica che ad ogni chiamata degli italiani non risponde mai se non a parole.<\/p>\n<p>Tutti gli imprenditori italiani si devono unire a questa lotta contro le mafie, ci devono mettere la faccia senza avere paura, perch\u00e9 dove non arriva lo Stato devono arrivare i cittadini. La piccola e media impresa, sopratutto in meridione ma anche nel settentrione \u00e8 stritolata da un gigante che con i suoi tentacoli blocca il motore economico tricolore e questo gigante ha un nome ben preciso: mafia. Come ha scritto nel rapporto, di qualche anno fa, mafia-imprese Confcommercio Milano, Lodi e Monza \u00e8 &#8220;lo stesso imprenditore a cercare una collaborazione con il mafiosoimprenditore. Semplice anche \u00e8 riconoscere il mafioso. \u00c8 uno qualsiasi. Non si presenta con macchine lussuose. Non gira in doppio petto. La sua natura criminale \u00e8 ben visibile anche durante i primi incontri. Dunque parola d\u2019ordine \u00e8 stare sempre attenti. Per questo motivo alziamo la testa e non facciamocela abbassare da nessuno. Non abbiate, cari colleghi imprenditori, paura di scegliere di stare dalla parte dello Stato. Vivete il vostro quotidiano sempre con la schiena dritta, perch\u00e9 quando guardate negli occhi i vostri figli deve trasparire, dal vostro sguardo, la fierezza e l&#8217;orgoglio di essere uomini onesti e liberi e non schiavi di qualcosa o di qualcuno.<\/p>\n<p>Colleghi imprenditori, anche se purtroppo molte volte la politica e certe istituzioni non hanno tutelato le nostre aziende, opprimendoci con tasse ed imposte, dobbiamo tenere duro. Non possiamo permettere che chi non rispetta le leggi e le regole, facendoci concorrenza sleale, come la mafia e &#8216;ndragheta possano sconfiggere chi tutti i giorni con grande spirito di abnegazione, onest\u00e0 e dedizione cerca di far vivere la propria attivit\u00e0 piccola, media o grande che sia. Lo Stato e la politica devono, dopo anni e anni di promesse realizzare fatti concreti. Devono dare un segnale chiaro alle imprese oneste tramite un abbassamento drastico delle tasse e un taglio netto della burocrazia perch\u00e9 solo cos\u00ec le aziende italiane posso essere messe nella condizione di tornare competitive sul mercato. Solo cos\u00ec le imprese possono assumere e creare nuova occupazione, solo cos\u00ec le aziende sane hanno le armi perch\u00e9 pi\u00f9 competitive di poter combattere le aziende in odore di mafia che con una concorrenza sleale spesso riescono a rubare alle aziende sane quote di mercato. <a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\">www.IlGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Se la mafia fa paura, lo Stato deve farne di pi\u00f9&#8221;. 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