{"id":1086,"date":"2020-12-06T21:06:04","date_gmt":"2020-12-06T20:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=1086"},"modified":"2020-12-06T21:06:04","modified_gmt":"2020-12-06T20:06:04","slug":"litalia-di-oggi-non-e-un-paese-per-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2020\/12\/06\/litalia-di-oggi-non-e-un-paese-per-giovani\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia di oggi non \u00e8 un Paese per giovani"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia purtroppo non \u00e8 un Paese per giovani. Questa \u00e8 una condizione che viene denunciata da sempre pi\u00f9 persone, lavoratori, studenti, esperti.<br \/>\nUn Paese che non investe su questa categoria rischia di compromettere il futuro non solo sociale, ma anche economico di un\u2019intera popolazione.<br \/>\nCon la disoccupazione in crescita, la mancanza di riforme strutturali, una mancanza di visione politica a medio lungo termine, le categorie pi\u00f9 a rischio saranno quelle pi\u00f9 vulnerabili e purtroppo questo \u00e8 un insegnamento della storia dal quale non si pu\u00f2 prescindere.<br \/>\nA pochi giorni dalla firma della Legge di Bilancio, passata in Consiglio dei Ministri, sono ancora poche le misure studiate dal governo Conte per sostenere l\u2019inclusione professionale e sociale dei giovani. La decontribuzione prevista per le assunzioni degli under 35, ad esempio, \u00e8 subordinata a diversi limiti, mentre l\u2019attuale condizione sanitaria sembra scoraggiare la natalit\u00e0, con dati e proiezioni che parlano di un vero e proprio crollo delle nascite previsto per il 2021. Insomma una vera catastrofe per il futuro del nostro Paese.<br \/>\nUn grido di allarme in questo senso arriva da svariati categorie sopratutto quelle imprenditoriali piccole, medie e grandi. Cio\u00e8 le categorie che fino ad oggi hanno di fatto mantenuto ancora in vita questo malandato Paese.<br \/>\nE fondamentale fin da subito rimboccarci le maniche lunghe e essere reattivi rispetto al momento storico. Lo stato tramite la politica dovrebbe sostenere in modo concreto le attivit\u00e0 che stanno soffrendo grazie a questa profonda crisi economica e pandemica. Ma non a parole ma con fatto concreti. E sopratutto con soldi concerti. Ci sono aziende  che ancora oggi non hanno ricevuto i ristori e le casse integrazioni di luglio. Questa \u00e8 la punta dell\u2019iceberg di una delle sempre pi\u00f9 crescenti problematiche, come il rallentamento dei pagamenti e i conseguenti problemi di liquidit\u00e0. Oltre ad una miriade di problematiche che purtroppo questo governo a guida Conte al posto che risolvere insiste nell\u2019aumentare c\u2019\u00e8 il problema dei giovani italiani, che \u00e8 centrale. Purtroppo, molti giovani si stanno guardando intorno per andare all\u2019estero. Ma questa volta \u00e8 diverso: non parliamo solo di studenti o neolaureati, ma anche di casi di persone gi\u00e0 inserite nel mondo del lavoro come ad esempio imprenditori o persone con percorsi gi\u00e0 avviati che con imprese e famiglie decidono di lasciare il Paese perch\u00e9 non vedono pi\u00f9 un futuro. Troppa burocrazia, troppe tasse \u00e8 una politica di un livello cos\u00ec basso mai visto nella storia della nostra repubblica. A questo scenario cos\u00ec devastante bisognerebbe dare risposte e soluzioni immediate e concrete che purtroppo l\u2019attuale politica con l\u2019attuale compagine governativa non riesce a dare.<br \/>\nIl tema parte anche dalla natalit\u00e0: il PIL \u00e8 dato in chiusura d\u2019anno a -9% secondo il Governo, con una perdita di quasi 330mila occupati tra febbraio e settembre 2020 a causa della pandemia, di cui 184mila solo donne.<br \/>\nStiamo vivendo una crisi demografica a dir poco agghiacciante: non si fanno pi\u00f9 figli e questo per un Paese vuole dire l\u2019estinzione. Non \u00e8 solo un tema sociale ma anche economico e dovrebbe riguardare misure di sostegno alla maternit\u00e0, che purtroppo non sono ancora sufficienti, al contrario di altri Paesi in Europa.<br \/>\nIstat stima una riduzione a 408.000 delle nascite quest\u2019anno, erano 420.000 nel 2019. E per il 2021 prevede un\u2019ulteriore riduzione a 393.000.<br \/>\nTra 15 anni l\u2019Italia avr\u00e0 un italiano su 3 over 65.<br \/>\nUn Paese che non investe sulla natalit\u00e0 \u00e8 un Paese che non sta tutelando il proprio presente ma sopratutto il proprio futuro. \u00c8 urgente attivare un piano strutturale che eviti il dedalo di micro-interventi, come le ipotesi di bonus beb\u00e8 da almeno  trecento euro al mese. \u00c8 difficile che una famiglia decida di fare un figlio in questo momento storico. Per incoraggiare la natalit\u00e0 sarebbe bene costruire misure strutturali che supportino l\u2019occupazione femminile, creino disponibilit\u00e0 di posti negli asili, permettano ai genitori di conciliare la vita familiare e professionale. Questo dovrebbe essere il punto di partenza sul quale un governo serio e che abbia a cuore il presente ma sopratutto il futuro del proprio Paese dovrebbe iniziare concretamente a pensare. Il tema della donna, della famiglia e della natalit\u00e0 sono temi centrali per un Paese che vuole garantirsi una identit\u00e0 futura e se non li affrontiamo adesso perdiamo un pezzo importante della strategia di rilancio dell\u2019Italia.<br \/>\nIn questo specifico contesto \u00e8 l\u2019immigrazione che sta compensando la caduta demografica. Il saldo migratorio con l\u2019estero positivo da oltre 40 anni sta limitando gli effetti del calo demografico. In questa direzione, \u00e8 bene iniziare a ragionare su una politica di immigrazione programmata e selezionata e che sappia agevolare una reale integrazione. Dobbiamo evitare di continuare a vivere le problematiche di questa immigrazione indiscriminata senza regole che purtroppo permette anche a molti criminali di poter arrivare sul territorio italiano illegalmente ed iniziare a delinquere. Dobbiamo evitare di vivere i problemi che vivono oggi Paesi come la Francia ad esempio.<br \/>\nSiamo il Paese che ha meno under 30 nella pubblica amministrazione. Non dobbiamo sorprenderci se nella pubblica amministrazione si utilizzano ancora poco le nuove tecnologie. Non c\u2019\u00e8 poi solo un problema di et\u00e0 ma di formazione, che in Italia \u00e8 in media soli 1,02 giorni all\u2019anno.<br \/>\nAnche su questo serve intervenire: con i finanziamenti di Next Generation EU e lo sblocco delle assunzioni. \u00c8 un\u2019opportunit\u00e0 di rinnovamento da non perdere. Bisogna  formare meglio il personale e migliorare i metodi di selezione: chi entra oggi nella pubblica amministrazione deve essere selezionato secondo principi di competenza e meritocrazia non come \u00e8 successo in moltissimi casi fino ad oggi perch\u00e9 amico degli amici anche se totalmente incompetente.<br \/>\nI giovani oggi pi\u00f9 che mai  devono essere coinvolti nelle proposte e nelle decisioni e questo non deve essere solo uno mero slogan che la politica usa per prendere qualche consenso in pi\u00f9. Anche perch\u00e9 se si va avanti cos\u00ec si rischia una frattura generazionale irrecuperabile. <a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\">www.IlGiornale.it <\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019Italia purtroppo non \u00e8 un Paese per giovani. Questa \u00e8 una condizione che viene denunciata da sempre pi\u00f9 persone, lavoratori, studenti, esperti. 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