{"id":1114,"date":"2021-03-05T20:19:14","date_gmt":"2021-03-05T19:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=1114"},"modified":"2022-06-16T07:35:15","modified_gmt":"2022-06-16T05:35:15","slug":"lndrangheta-teme-la-scuola-piu-della-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2021\/03\/05\/lndrangheta-teme-la-scuola-piu-della-giustizia\/","title":{"rendered":"Le mafie temono la scuola pi\u00f9 della giustizia"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa mafia teme la scuola pi\u00f9 della giustizia, l&#8217;istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa\u00bb<br \/>\nNon a caso, per iniziare questo articolo ho scelto una citazione di Antonino Caponnetto. Il magistrato che \u00e8 stato uno dei personaggi simbolo della lotta contro il crimine organizzato in Italia. Nella sua carriera, a fianco di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta, consegn\u00f2 alla giustizia oltre 400 criminali legati a Cosa Nostra.<br \/>\nCos\u00ec, partendo dall\u2019impegno di un uomo che ha dedicato la vita al sua Paese, voglio rivolgermi al nuovo governo, dal suo premier Mario Draghi ai suoi ministri Luciana Lamorgese e Patrizio Bianchi chiedendo loro di assumere un impegno concreto nella lotta contro la mafia e l\u2019Ndrangheta partendo proprio dai nostri giovani. Ho letto tante dichiarazioni da parte di politici in merito al potere della scuola per \u201csconfiggere\u201d questa piaga sociale. Parole importanti che a volte, ma ancora troppo raramente, trovano anche un riscontro con la realt\u00e0, come nel \u201cProgetto educativo antimafia\u201d istituito ben 15 anni fa dal Centro studi Pio La Torre. Serve per\u00f2 un segnale concreto che venga dall\u2019alto delle istituzioni e dalla politica. Perch\u00e9 non inserire delle lezioni dedicate alla lotta alla mafia nel nel programma scolastico di tutte le scuole italiane?<br \/>\nIn questo periodo di incertezza, dove le persone si sentono scoraggiate, le autorit\u00e0 hanno il dovere di mostrarsi forti e lanciare messaggi di speranza. L\u2019infiltrazione mafiosa si avvale della permeabilit\u00e0, della cedevolezza di una parte della classe dirigente e della diffusione della corruzione, non permettiamogli di sfruttare la pandemia per diffondere il loro messaggio di odio, ma iniziamo a insegnare ai nostri ragazzi quello che viene spesso definito \u00abil sentimento della legalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Chi se non la scuola pu\u00f2 prendersi questo onere? Come diceva il magistrato e Procuratore antimafia Pier Luigi Vigna: \u00abNella scuola si verifica il primo momento in cui un giovane pu\u00f2 entrare e spesso entra in contatto con ragazzi diversi da lui, diversi per condizione economica, capacit\u00e0 intellettuali, lingua, razza. Inoltre le scuole sono un tessuto di immunizzazione possibile dai pericoli delle devianze e dell\u2019illegalit\u00e0, quindi \u00e8 come una rete, che se si ispira a questi principi d\u00e0 luogo a un sentimento di legalit\u00e0 che funge da vaccino per comportamenti illegali, per i silenzi di fronte alle illegalit\u00e0. Deve suscitare una capacit\u00e0 di reazione positiva, di denuncia. Perch\u00e9 il silenzio \u00e8 la prima fase del distacco dalle istituzioni, che poi in certe regioni d\u00e0 luogo al fenomeno tremendo dell\u2019omert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Io sono Andrea Pasini un imprenditore di Trezzano Sul Naviglio un paese nella periferia sud ovest di Milano dove da almeno vent\u2019anni  sopratutto l\u2019Ndrangheta ha intaccato il sistema economico e politico portando insicurezza e distruzione. Buccinasco, Cesano Boscone, Rozzano e Trezzano Sul Naviglio sono stati paesi dov\u2019\u00e8 molte famiglie di Ndrangheta per decenni hanno contaminato il nostro tessuto sociale. La vera battaglia contro questa gente \u00e8 spiegare ai giovani quanto sia importante scegliere nelle vita di essere uomini e donne liberi, con la schiena dritta, onesti e per bene. E quanto sia importante stare indistintamente dalla parte dello Stato, delle istituzioni e della legge. E di stare tutti i giorni  con coraggio al fianco di chi quotidianamente  combatte anche a costo della propria vita quello schifo che rappresentano i mafiosi o gli ndranghetisti.  Mi auguro che questo nuovo governo, in cui tutta l\u2019Italia ha riposto grandi speranze, decida di prendersi questo impegno concreto per costruire un futuro migliore. Educazione civica \u00e8 insegnare ai nostri giovani a pensare, insegnare che anche un singolo pu\u00f2 fare molto nella lotta al malaffare perch\u00e9 tutti siamo indispensabili. Ce lo hanno insegnato i tanti magistrati e gli appartenenti alle forze dell\u2019ordine come Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri che hanno perso la vita nella loro lotta contro la mafia. Non lasciamo che questa importante lezione di vita venga dimenticata. <a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\">www.IlGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abLa mafia teme la scuola pi\u00f9 della giustizia, l&#8217;istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa\u00bb Non a caso, per iniziare questo articolo ho scelto una citazione di Antonino Caponnetto. Il magistrato che \u00e8 stato uno dei personaggi simbolo della lotta contro il crimine organizzato in Italia. Nella sua carriera, a fianco di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta, consegn\u00f2 alla giustizia oltre 400 criminali legati a Cosa Nostra. 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