{"id":1229,"date":"2021-08-06T07:43:49","date_gmt":"2021-08-06T05:43:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=1229"},"modified":"2021-08-06T07:43:49","modified_gmt":"2021-08-06T05:43:49","slug":"comparto-difesa-non-rappresenta-un-costo-ma-una-enorme-opportunita-per-il-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2021\/08\/06\/comparto-difesa-non-rappresenta-un-costo-ma-una-enorme-opportunita-per-il-paese\/","title":{"rendered":"Comparto Difesa: non rappresenta un costo ma una enorme opportunit\u00e0 per il Paese"},"content":{"rendered":"<p>La difesa \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai strategica per il nostro Paese. E per nostra fortuna il comparto gode di buona salute. \u00c8 cos\u00ec perch\u00e9 possiamo contare su professionisti capaci e motivati che danno prova ogni giorno del loro impegno e la loro dedizione. Dobbiamo essergli riconoscenti e grati per tutto quello che fanno per noi e il nostro Paese, specialmente se teniamo conto del fatto che svolgono il loro lavoro con pochissime risorse.<\/p>\n<p>Eccoci infatti a fare i conti con i lati negativi, purtroppo sempre presenti. Il comparto Difesa soffre di una cronica scarsit\u00e0 di risorse. Il bilancio totale per il 2020, secondo il rapporto SIPRI, \u00e8 infatti pari a 28,9 miliardi di dollari, posizionando l\u2019Italia all\u2019undicesimo posto a livello globale. Per riferimento, gli Stati Uniti sono al primo posto con 778 miliardi di dollari, il Regno Unito al quinto con 59,2 miliardi, la Germania al settimo con 52,8 miliardi e la Francia all\u2019ottavo con una spese leggermente inferiore pari a 52,7 miliardi.<\/p>\n<p>La legge 244 del 2012 ha inciso in maniera significati sull\u2019organizzazione e sul funzionamento delle Forze Armate, con l\u2019obiettivo di realizzare uno strumento militare di dimensioni pi\u00f9 contenute e pi\u00f9 efficiente nell\u2019operativit\u00e0. Nella realt\u00e0 per\u00f2, questo provvedimento ha solo portato a tagli nelle dotazioni organiche del personale militare e civile della Difesa, riducendo i numeri dell\u2019arruolamento e producendo di conseguenza un invecchiamento dell\u2019et\u00e0 media dei militari che, ad un certo punto, rischia di non essere pi\u00f9 compatibile con le esigenze operative dello strumento militare.<\/p>\n<p>Bisogna iniziare seriamente a pesare e credere che il comparto della Difesa non debba pi\u00f9 essere visto come un mero costo da tagliare ma che invece rappresenti una grande opportunit\u00e0 strategica per il Paese. Tutti gli altri i paesi si stanno infatti muovendo in modo da aumentare gli investimenti dedicati al comparto difesa. Il motivo \u00e8 semplice: investire nella difesa significa investire soprattutto in tecnologia avanzata, e quindi in ricerca scientifica ed innovazione tecnologica. \u00c8 miope da parte della nostra classe politica &#8211; e in questo caso il colore politico non c\u2019entra nulla &#8211; ignorare un settore cos\u00ec importante per il nostro Paese, non solo a livello nazionale ma globale. <\/p>\n<p>\u00c8 importante sottolineare come le industrie del settore della Difesa sviluppano la maggior parte delle tecnologie che poi sono adottate su pi\u00f9 larga scala dall\u2019industria civile, con ricadute enormi per l\u2019economia e per il lavoro. Tante invenzioni che hanno cambiato radicalmente il nostro modo di vivere sono nate in questo settore. Dal sistema dei trasporti, alle comunicazioni. Il Radar, il Sonar, il computer e la rete internet sono tutte invenzioni sviluppate per scopi militari, che sono state poi applicate nel settore civile. <\/p>\n<p>Come sarebbe la nostra vita senza internet? La sua origine risale agli anni Sessanta quando gli Stati Uniti misero a punto durante la guerra fredda un nuovo sistema di difesa e controspionaggio. Abbiamo dovuto aspettare fino al 1991 perch\u00e9 la rete di computer venisse sviluppata a livello commerciale su scala globale, ma da quel momento la nostra vita \u00e8 cambiata e dobbiamo ringraziare la difesa degli Usa se oggi abbiamo uno smartphone in tasca. Senza una politica pubblica di finanziamento dell\u2019industria della Difesa gli Stati Uniti non godrebbero oggi dei benefici economici che sono derivati dall\u2019applicazione civile di quelle invenzioni. <\/p>\n<p>Parliamo di un altro comparto, legato alla difesa ma altrettanto importante per il futuro del nostro paese: l\u2019aerospazio. In italia, questo asset strategico vale quasi l\u20191% del Pil e al suo interno operano 45.000 lavoratori diretti, che diventano 160.000 con l\u2019indotto. Un\u2019industria tutta italiana, a partire da Leonardo &#8211; una tra le prime aziende mondiali che operano nei settore di aerospazio, difesa e sicurezza &#8211; che fattura 13 miliardi di euro all\u2019anno su mercato internazionale. Ma c\u2019\u00e8 anche Avio Aero, azienda del gruppo GE  Aviation, specializzata in tecnologie specifiche per la produzione di turbine, combustori e sistemi propulsivi, grazie a collaborazioni con universit\u00e0 e centri di ricerca, offre soluzioni innovative per ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2 in ambito aeronautico. Con tutte le discussioni in merito al Pnrr e alla sostenibilit\u00e0 \u00e8 facile capire perch\u00e9 investire su queste realt\u00e0 sia fondamentale per il futuro economico del nostro Paese. \u00c8 un circolo virtuoso per la nostra economia, che ha ricadute molto superiori ai soldi che vengono investiti.<\/p>\n<p>La politica italiana, invece di continuare a scontrarsi su temi inutili per il Paese che non hanno il minimo beneficio sulla vita reale delle persone, che non creano posti di lavoro e ricchezza per il Paese, dovrebbe invece iniziare a pensare in grande nell\u2019ottica di essere sempre pi\u00f9 protagonisti sia nel progetto della Difesa dell\u2019Italia che nella Difesa Europea. La collocazione italiana a livello atlantico ed europeo, anche nel campo della sicurezza e della Difesa, rimane una prospettiva strategica sul piano politico, geopolitico e anche industriale. In questo momento siamo ad un passaggio cruciale per il futuro, nel quale si decider\u00e0 quale sar\u00e0 nei prossimi anni il ruolo del nostro Paese a livello europeo e mondiale. Non mi riferisco solamente agli aspetti economici e industriali, ma soprattutto a quelli geopolitici. <\/p>\n<p>Bisogna aggiornare i Piani di settore e renderli coerenti con gli indirizzi strategici UE. Bisogna coinvolgere professionisti da settori diversi per partecipare con successo ai progetti internazionali finanziati dal Fondo Europeo per la Difesa. Bisogna inoltre finanziare il Fondo Nazionale Innovazione e le leggi speciali di settore, che non sono rifinanziate da anni, per mettere a disposizione delle piccole e medie imprese italiane della filiera della Difesa gli strumenti per ampliare le loro capacit\u00e0 e le loro dimensioni, affrontare i processi di ricerca e sviluppo, diversificazione produttiva, di fusione ed acquisizioni, di rifinanziamento e ristrutturazione del loro bilancio.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 sempre stato uno dei paesi pi\u00f9 impegnati nelle missioni internazionali con diversi contingenti presenti e attivi in molti Paesi nel mondo. Abbiamo contingenti molti rilevanti in alcuni teatri strategici per la sicurezza e la stabilit\u00e0 internazionale o di alcune regioni. Ricordiamo le nostre missioni in Iraq, Afghanistan, Libano, o Kosovo. Inoltre partecipiamo attivamente ad altre operazioni in ambito NATO, per la sicurezza dell\u2019Alleanza, come in Islanda o nei Paesi baltici; siamo presenti in Sahel o per esempio nelle attivit\u00e0 anti-pirateria nell\u2019Oceano Indiano e nel Golfo di Guinea, poi ci sono le operazioni navali nel Mediterraneo. <\/p>\n<p>Le nostre Forze armate svolgono un ruolo fondamentale, spesso con incarichi di comando, in molte operazioni internazionali, e va detto che lo fanno con ottimi risultati e dimostrando competenza e capacit\u00e0 che ci vengono riconosciute dagli alleati. Essere presenti in questi contesti \u00e8 importante per tutto il Paese. Oggi per\u00f2 ci troviamo a fare i conti con vecchi e nuovi protagonisti, dalla Russia, alla Turchia, alla Cina, che hanno adottato una postura pi\u00f9 assertiva o che stanno cercando di ritagliarsi un loro spazio. Se vogliamo tutelare il nostro interesse nazionale dobbiamo esserci, prima di tutto. <\/p>\n<p>Non ci devono essere divisioni politiche su questo tema anzi maggioranza e opposizione attuali e future dovrebbero lavorare sinergicamente su questo grande tema, nell\u2019interesse del Paese. In tema di sicurezza abbiamo gi\u00e0 visto la collaborazione delle diverse forze politiche per un bene comune. Sto parlando dell\u2019operazione \u201cstrade sicure\u201d, che utilizza personale delle Forze Armate nel contrasto della criminalit\u00e0 interna, fu avviata nel 2008 come sostegno  alla sicurezza pubblica in condizioni di emergenza. Doveva essere un impiego provvisorio e straordinario, ma poi la missione \u00e8 stata prorogata di anno in anno, da tutti i Governi. Sottolineo che nell\u2019emergenza da Covid 19 l\u2019operazione strade sicure \u00e8 stata potenziata e sono stati impegnati molti militari.<\/p>\n<p>Va detto che durante tutta l\u2019emergenza Covid, la Difesa ha risposto con un grande sforzo a molte situazioni critiche, mettendo a disposizione competenze, mezzi, personale. Si pensi ai voli in biocontenimento o all\u2019allestimento degli ospedali da campo. Un lavoro eccezionale. Credo anche, per\u00f2, che superata la fase emergenziale, che mi auguro possa finire quanto prima, si debba ragionare con un po\u2019 di respiro, e guardare ai problemi in prospettiva. Io sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio e credo  si possa pi\u00f9 vivere sempre in emergenza, bisogna prendere le misure ai problemi in anticipo, per organizzarsi e programmare le soluzioni con un orizzonte pi\u00f9 ampio. Ecco, la politica di oggi a mio avviso \u00e8 troppo schiacciata sul presente e proprio per questo ha pi\u00f9 che mai bisogno di pensieri e progetti pi\u00f9 a lungo termine. <a href=\"http:\/\/www.ILGiornale.it\">www.ILGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La difesa \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai strategica per il nostro Paese. E per nostra fortuna il comparto gode di buona salute. \u00c8 cos\u00ec perch\u00e9 possiamo contare su professionisti capaci e motivati che danno prova ogni giorno del loro impegno e la loro dedizione. Dobbiamo essergli riconoscenti e grati per tutto quello che fanno per noi e il nostro Paese, specialmente se teniamo conto del fatto che svolgono il loro lavoro con pochissime risorse. Eccoci infatti a fare i conti con i lati negativi, purtroppo sempre presenti. Il comparto Difesa soffre di una cronica scarsit\u00e0 di risorse. 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