{"id":1251,"date":"2021-10-22T20:23:45","date_gmt":"2021-10-22T18:23:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=1251"},"modified":"2021-10-22T20:23:45","modified_gmt":"2021-10-22T18:23:45","slug":"la-distanza-tra-nord-e-sud-continua-ad-ampliarsi-mentre-la-politica-latita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2021\/10\/22\/la-distanza-tra-nord-e-sud-continua-ad-ampliarsi-mentre-la-politica-latita\/","title":{"rendered":"La distanza tra Nord e Sud continua ad ampliarsi mentre la politica latita"},"content":{"rendered":"<p>Il divario tra Nord e Sud \u00e8 un tema di fondamentale importanza, specialmente oggi che l\u2019Italia sta uscendo dalla pandemia. In un discorso del 2009, Mario Draghi, allora Governatore della Banca d\u2019Italia, aveva dichiarato: \u00abIl Sud, in cui vive un terzo degli italiani, produce un quarto del prodotto nazionale lordo; rimane il territorio arretrato pi\u00f9 esteso e pi\u00f9 popoloso dell\u2019area dell\u2019Euro\u00bb.Gli ultimi dati relativi allo stato in cui versa il Sud Italia mostrano come il divario nel nostro Paese sia ancora alto. A oggi, il Meridione resta il territorio dove \u00e8 presente il maggior numero di individui poveri (9,3%) contro il 7,6% del Nord, nonostante sia stata quest\u2019ultima la zona pi\u00f9 colpita dalla crisi. L\u2019Inps ha inoltre dichiarato come nei primi mesi del 2021, oltre due terzi dei percettori del reddito di cittadinanza si trovano proprio al Sud.<br \/>\nUn divario importante esiste anche nel livello di istruzione tra gli abitanti delle regioni italiane. La quota di diplomati \u00e8 del 51,4% nel Mezzogiorno, nettamente inferiore al 63,1% del Centro e al 60% del Nord. Situazione analoga per i laureati tra i 30-34 anni: 26,4% al Centro, 23,9% nel Nord e solo del 20,5% nel Mezzogiorno. Il dato pi\u00f9 allarmante \u00e8 quello che riguarda i giovani che non studiano e non lavorano, quota che si attesta nel 2011 al 31,4% nel Mezzogiorno rispetto al 15,2% del Nord e al 19,2% del Centro. Altrettanto preoccupante \u00e8 il tasso di abbandono scolasticoLa dispersione scolastica infatti si attesta al 9,6 % nel Nord-est (addirittura al di sotto della media europea del 10,2 %) e a un drammatico 16,7 % nel Sud.<br \/>\nIo sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano sul Naviglio e credo che il Covid non abbia reso tutti pi\u00f9 uguali, come molti possono pensare, ma \u00e8 stato un acceleratore di quei processi di ingiustizia sociale in atto ormai da molti anni che ampliano le distanze tra cittadini e territori. Il Pnrr rappresenta oggi un\u2019iniziativa storica per sanare questo divario. Stando alle parole del premier Mario Draghi, \u00abtra il 2008 e il 2018 la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si \u00e8 pi\u00f9 che dimezzata, e questo divario va superato\u00bb.<br \/>\nPrima di pensare di poter costruire l\u2019Italia del futuro \u00e8 necessario sanare la situazione del Mezzogiorno. Serve trarre insegnamento dalla storia, interrogarsi sul perch\u00e9 di problemi mai risolti per l\u2019incapacit\u00e0 o per la deliberata scelta di coloro che nei decenni hanno preferito depredare questi territori, provando a svuotarli della loro stessa anima, anzich\u00e9 impegnarsi per costruire un futuro di sviluppo.Il Nord ha senza dubbio trainato l\u2019Italia in questo periodo di crisi, ma \u00e8 arrivato il momento di imparare a sfruttare tutte le risorse presenti sul nostro Paese. Il Sud non \u00e8 solo turismo ed eccellenze agroalimentari, \u00e8 e pu\u00f2 essere molto di pi\u00f9. Per questo motivo \u00e8 indispensabile varare un progetto lungimirante e una ferma volont\u00e0 politica.  Servono politiche attive e  adeguate, servono competenze che innalzino la qualit\u00e0 e permettano agli imprenditori di competere sui mercati interni ed esteri, bisogna intervenire su tutte quelle infrastrutture obsolescenti e investire sullo sviluppo tecnologico delle realt\u00e0 presenti. E fondamentale che le politiche sociali vengano messe al primo posto e che si rivedano i servizi offerti ai cittadini, a partire dagli ospedali.<br \/>\nI problemi del Mezzogiorno non si curano con il reddito di cittadinanza, gli ammortizzatori sociali e tutte quelle misure assistenziali che sono state utilizzate negli ultimi anni. Serve un progetto organico di crescita, un progetto ambizioso e coraggioso per dare al Sud la spinta di cui ha bisogno.<a href=\"http:\/\/www.Ilgiornale.it\">www.Ilgiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il divario tra Nord e Sud \u00e8 un tema di fondamentale importanza, specialmente oggi che l\u2019Italia sta uscendo dalla pandemia. In un discorso del 2009, Mario Draghi, allora Governatore della Banca d\u2019Italia, aveva dichiarato: \u00abIl Sud, in cui vive un terzo degli italiani, produce un quarto del prodotto nazionale lordo; rimane il territorio arretrato pi\u00f9 esteso e pi\u00f9 popoloso dell\u2019area dell\u2019Euro\u00bb.Gli ultimi dati relativi allo stato in cui versa il Sud Italia mostrano come il divario nel nostro Paese sia ancora alto. 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