{"id":1257,"date":"2021-11-12T21:39:27","date_gmt":"2021-11-12T20:39:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=1257"},"modified":"2021-11-12T21:39:27","modified_gmt":"2021-11-12T20:39:27","slug":"nucleare-pulito-si-vuole-puntare-allautosufficienza-energetica-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2021\/11\/12\/nucleare-pulito-si-vuole-puntare-allautosufficienza-energetica-in-italia\/","title":{"rendered":"Nucleare pulito: si vuole puntare all\u2019autosufficienza energetica in Italia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio del presidente francese Macron sul ritorno al nucleare in Francia ha riaperto un interessante dibattito nel nostro Paese. Mentre i nostri vicini si preparano a costruire sei centrali, l\u2019Italia resta a guardare. Durante l\u2019incontro Cop26, il nostro governo non si \u00e8 espresso in merito all\u2019energia dell\u2019atomo. Germania, Austria, Lussemburgo, Portogallo, Danimarca, Irlanda e Spagna hanno invece preso posizione e sottoscritto una dichiarazione contro l\u2019inserimento del nucleare nella tassonomia Ue.<\/p>\n<p>La mancata firma da parte del nostro Paese ha aperto un aspro dibattito. Secondo Europa Verde, potrebbe esistere un accordo tra Italia e Francia per consentire al nucleare di essere considerato un investimento sostenibile in cambio dell\u2019inserimento del gas, principale fonte di energia per l\u2019Italia. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha risposto sul tema dichiarando riguardo al nucleare di ultima generazione: \u00abl\u2019energia pi\u00f9 pulita, meno costosa, meno impattate, pi\u00f9 green e sicura al mondo\u00bb. Il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti durante l\u2019ultima visita in America ha dichiarato: \u00abBisogna cominciare a discutere di nucleare pulito. E&#8217; un tema che si dovr\u00e0 porre se si vuole puntare all&#8217;obiettivo dell&#8217;autosufficienza dal punto di vista energetico\u00bb. Anche il ministro della Transazione economica Cingolani, ospite di Italia Viva ha rilanciato il nucleare di quarta generazione. E ha mitragliato contro l&#8217;ecologismo becero in stile grillino : \u00abIl mondo \u00e8 pieno di ambientalisti radical chic ed \u00e8 pieno di ambientalisti oltranzisti, ideologici: loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato. Sono parte del problema\u00bb.<br \/>\nLa scelta dell\u2019Italia di abbandonare il nucleare risale all\u20198 e 9 novembre 1987, poco meno di un anno dopo il disastro di Chernobyl. Per l\u2019occasione si and\u00f2 alle urne per votare cinque referendum abrogativi, di cui tre riguardavano la situazione del nucleare in Italia, dove al momento erano presenti quattro piccole centrali. I tre quesiti proposti riguardavano normative relative alla localizzazione degli impianti, all\u2019abrogazione delle compensazioni agli enti locali che ospitavano centrali (anche a carbone) e al divieto all\u2019Enel, allora azienda di Stato, di partecipare a progetti nucleari, anche all\u2019estero. I \u00abs\u00ec\u00bb al referendum passarono in tutti e tre i casi con pi\u00f9 del 70% dei voti.<\/p>\n<p>Il risultato di quel referendum \u00e8 sicuramente legato al periodo storico che si stava vivendo. Molti degli italiani che votarono per il \u00abs\u00ec\u00bb lo fecero sulla base di informazioni sommarie e a volte distorte. L\u2019incidente di Three Mile Island avvenuto nel 1979 aveva scosso profondamente gli animi, nonostante l\u2019assenza di vittime, il disastro di Chernobyl aveva poi portato i cittadini a modificare le loro abitudini di vita, come rinunciare al consumo di verdura e latte, per paura della nube radioattiva che viaggiava sui cieli europei. La paura aveva vinto su qualsiasi lungimirante punto di vista. Tutti volevano che le centrali venissero dismesse, ma nessuno pensava ai cambiamenti che avrebbe subito la nostra politica, ora costretta ad andare all\u2019estero per approvvigionarsi dell\u2019energia necessaria pagando fior fior di quattrini pubblici.<\/p>\n<p>Sorprende come, ancora oggi, certe ideologie siano radicate nella nostra societ\u00e0 e come parlare di nucleare sia considerato quasi un affronto al buonsenso. Nell\u2019Unione Europea ben 13 stati utilizzano l\u2019energia atomica. Primo tra tutti la Francia con 56 impianti attivi sul territorio. Macron sostiene che il nucleare sia essenziale \u00abgarantire l&#8217;indipendenza energetica, l&#8217;approvvigionamento elettrico e raggiungere la neutralit\u00e0 carbonica nel 2050, pur continuando lo sviluppo delle energie rinnovabili\u00bb e molti paesi come Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Romania concordano con il suo punto di vista.<\/p>\n<p>Oggi nel nostro Paese produciamo oltre il 60% dell\u2019energia con gas naturale, molto inquinante, mentre le rinnovabili rispondono a meno del 36% del nostro fabbisogno. Questi dati dimostrano la necessit\u00e0 di aprire una discussione seria e libera di ideologie in merito al \u00abnucleare pulito\u00bb. <a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\">www.IlGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019annuncio del presidente francese Macron sul ritorno al nucleare in Francia ha riaperto un interessante dibattito nel nostro Paese. 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