{"id":402,"date":"2018-05-13T11:30:58","date_gmt":"2018-05-13T09:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=402"},"modified":"2018-05-13T11:30:58","modified_gmt":"2018-05-13T09:30:58","slug":"per-sconfiggere-lantipolitica-serve-ritrovare-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2018\/05\/13\/per-sconfiggere-lantipolitica-serve-ritrovare-noi-stessi\/","title":{"rendered":"Per sconfiggere l&#8217;antipolitica serve ritrovare noi stessi"},"content":{"rendered":"<p>Per accrescere le proprie convinzioni, le proprie certezze e migliorare la propria dialettica c&#8217;\u00e8 un unico metodo infallibile: quello di concedersi allo studio. Lo evidenziava anche Domenique Venner, scrittore del crepuscolo europeo, che nel suo intramontabile Samurai d&#8217;Occidente ci invita a ritrovare noi stessi nell&#8217;esercizio fisico e nella lettura come forma di meditazione. Sopravvivere al logorio moderno. Creare una fortezza attraverso la quale resistere e contrattaccare. Contrattaccare una societ\u00e0 dal ventre molle che corrompe ed uccide le nostre iniziative. Per questo motivo, in queste ultime settimane, mi sono approcciato al volume Il popolo e gli dei. Cos\u00ec la Grande Crisi ha separato gli italiani. Passati, ormai, due mesi dalle elezioni abbiamo bisogno di fare il punto della situazione, di tracciare una linea tra vincitori e vinti, ma sopratutto di capire che rapporto hanno gli italiani, ad oggi, con il mondo della politica. Siamo nell&#8217;epoca dell&#8217;apolitia dove a trionfare \u00e8 la democrazia diretta (verso dove?) del grillismo. Dove a perdere \u00e8 il dibattito e lo stivale nella sua interezza. Alcune settimane fa sulle colonne de La Repubblica, Eugenio Scalfari, sollev\u00f2 una polemica sulla figura dei parlamentari odierni. Scalfari ha evidenziato come una volta i deputati rispondevano ai territori, mentre oggi rispondono alle segreterie di partito. E partendo da questo assioma possiamo trovare il nesso, profondo ed implacabile, sulla realt\u00e0 della disaffezione da parte degli italiani verso la politica.  <\/p>\n<p>Ma torniamo alla penna di De Rita e Galdo. &#8220;L&#8217;Antipolitica si nutre soprattutto del discredito delle classi dirigenti, si \u00e8 aperta una profonda crepa tra il popolo e i politici. Questa crepa si poggia su tre fattori dirompenti in termini di sistema. In primo luogo la crisi dei partiti tradizionali, con le loro ideologie e la loro organizzazione, sostituiti in modo surrettizio, nella funzione di rappresentanza, da una sorta di democrazia del pubblico, televisivo e informatico. Nel vuoto della mediazione tra il capo e la folla, il leader e la moltitudine, si \u00e8 accreditata nell&#8217;opinione pubblica la figura del personaggio carismatico, capace di interpretare le pulsioni e i malumori popolari&#8221;. In uno dei miei recenti articoli citavo Gustav Le Bon ed il suo La psicologia delle folle saggio immortale scritto nel 1895. La politica ha decodificato ogni linguaggio tramutandosi, come in un Ancien Regime senza Pr\u00ecncipi e princ\u00ecpi, in una solfa pronta per i soliti noti dove il popolo resta a guardare senza voler avere voce in capitolo. Bene quella voce dobbiamo risvegliarla. Per questo motivo abbiamo bisogno che il popolo sia in grado di forgiare, dal suo interno, nuovi leader, nuovi capi pronti a guidare la Nazione verso nuovi lidi. Le Bon scriveva: &#8220;Le civilt\u00e0 cos\u00ec come conosciute sono nate grazie ad un piccolo gruppo di intellettuali aristocratici, mai dalla massa. La massa ha solo potere distruttivo. Il loro ruolo \u00e8 sempre effettivo in modo barbaro. Una civilt\u00e0 involve ruoli stabiliti, disciplina, passaggio dall&#8217;istinto alla razionalit\u00e0, in previsione futura, un elevato livello culturale &#8211; tutte condizioni che la folla, lasciata a se stessa, hanno sempre mostrato non in grado di realizzare. In conseguenza di questa pura forza distruttiva, il potere delle masse \u00e8 tale a quello dei microbi che dissolvono i corpi malati o privi di vita. Quando la struttura di una civilt\u00e0 \u00e8 compromessa, \u00e8 sempre la massa che la porta alla caduta&#8221;. La mia non vuole essere spocchia o snobismo, non vuole essere discrimine verso il popolo, anche perch\u00e9 io sono un uomo che viene dal popolo, ma dobbiamo avere la lucidit\u00e0 per rilanciarci, per trovare una nuova rivolta che sfoci in rivoluzione.  <\/p>\n<p>Ancora Il popolo e gli dei: &#8220;Al momento,bisogna prendere atto del divorzio consensuale tra la politica e la societ\u00e0 civile, due mondi che oggi sembrano non avere molto da dirsi. La politica \u00e8 andata per la sua strada, prescindendo dalla dinamica della societ\u00e0 e cercando sponde surrettizie, di volta in volta, con gli opinion maker, i saggi, i tecnici, gli esperti, come se la cooptazione di queste professionalit\u00e0 potesse colmare il vuoto delle leadership espressioni del corpo elettorale. E la societ\u00e0, nella parte alta, si \u00e8 intestata una sorta di superiorit\u00e0 morale rispetto al ceto politico, fino ad assorbire le pulsioni populiste dell\u2019antipolitica. Il rapporto \u00e8 cos\u00ec deteriorato, per spegnersi nella reciproca separatezza. Il divorzio consensuale ha un aspetto positivo, perch\u00e9 potrebbe consentire a entrambi questi mondi di ristrutturarsi al loro interno, in autonomia, prima di sperimentare nuove strade di convivenza&#8221;. Servono risposte e le risposte le possiamo trovare solo in noi stessi, nelle nostre convinzioni che sono per\u00f2 da ricreare. Dobbiamo essere in grado di riconoscerci in un capo, in un&#8217;idea seppur combattiamo giornalmente con una societ\u00e0 che ha superato il suo aspetto liquido per divenire vapore acqueo. Nei Seminari Martin Heidegger scrisse: \u201cL\u2019essenziale rimane continuare, come qui, a camminare per la stessa via, senza curarsi dell\u2019opinione pubblica, quale che sia, intorno a s\u00e9\u201d. Ritroveremo la nostra via, seguiremo i nostri astri per uscire &#8220;a rimirar le stelle&#8221;. <a href=\"http:\/\/www.andreapasinitrezzanosulnaviglio.eu www.andreapasinitrezzanosulnaviglio.info www.ilgiornale.it\" title=\"Per sconfiggere l'antipolitica serve ritrovare noi stessi \">www.andreapasinitrezzanosulnaviglio.eu www.andreapasinitrezzanosulnaviglio.info www.ilgiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per accrescere le proprie convinzioni, le proprie certezze e migliorare la propria dialettica c&#8217;\u00e8 un unico metodo infallibile: quello di concedersi allo studio. Lo evidenziava anche Domenique Venner, scrittore del crepuscolo europeo, che nel suo intramontabile Samurai d&#8217;Occidente ci invita a ritrovare noi stessi nell&#8217;esercizio fisico e nella lettura come forma di meditazione. Sopravvivere al logorio moderno. Creare una fortezza attraverso la quale resistere e contrattaccare. 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