{"id":498,"date":"2018-08-15T20:18:38","date_gmt":"2018-08-15T18:18:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=498"},"modified":"2022-06-16T07:27:01","modified_gmt":"2022-06-16T05:27:01","slug":"i-ponti-crollano-perche-una-parte-della-classe-politica-italiana-fa-semplicemente-schifo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2018\/08\/15\/i-ponti-crollano-perche-una-parte-della-classe-politica-italiana-fa-semplicemente-schifo\/","title":{"rendered":"Ci sar\u00e0 un motivo se i ponti nel nostro paese crollano"},"content":{"rendered":"<p>Il crollo del ponte a Genova e solo l\u2019ultima grave tragedia che ha scosso l\u2019intero paese. Adesso che nessuno si permetta di dirvi che \u00e8 stata una casualit\u00e0 ! Non \u00e8 certo colpa della casualit\u00e0 n\u00e9 della topografia della fragile Genova. Io non posso sapere cosa sia accaduto, posso dire per\u00f2 che non credo al fatalismo che considera incontrollabile la forza  della natura, dei fulmini e della pioggia. I ponti non crollano per fatalit\u00e0. Due viadotti e due cavalcavia crollati negli ultimi due anni: i primi due nel 2014 su altrettanti strade statali in Sicilia uno addirittura inaugurato due giorni prima del crollo, il terzo a fine ottobre sulla superstrada Milano-Lecco, con un morto, un\u2019altro il 9 Marzo a Camerano di Ancona sull&#8217;autostrada A14, con due vittime. Una infinit\u00e0 di strade provinciali un tempo fiore all&#8217;occhiello delle amministrazioni per come erano ben tenute lasciate in stato di semi-abbandono e in molti casi chiuse per non essere pi\u00f9 transitabili o per la loro pericolosit\u00e0 e mai rimesse in sicurezza. Per non parlare delle strade comunali sempre pi\u00f9 piene di buche che nessuno ripara, anche nei centri urbani, nelle medie e grandi citt\u00e0 causa molte volte ci gravissimi incidenti stradali anche mortali. <\/p>\n<p>Se prendessimo la situazione delle strade e Autostrade d&#8217;Italia come specchio del Paese, non c&#8217;\u00e8 da stare allegri: perch\u00e9 quello che si vede \u00e8 un Paese che non sa pi\u00f9 avere cura dei suoi beni e del suo territorio, non sa programmare e prevenire ma solo saltare da emergenza in emergenza, salvo poi affidare in concessione la manutenzione dei propri servizi e delle proprie infrastrutture fondamentali a privati e societ\u00e0 che hanno a cuore il fare profitti adottando per poter guadagnare sempre di pi\u00f9 materiali per le costruzioni o per le riparazioni di bassa qualit\u00e0. Se come diceva un vecchio detto tre indizi fanno una prova, i crolli dei cavalcavia su autostrade e superstrade, lo stato penoso in cui versano le strade provinciali, l&#8217;incuria di quelle comunali per non parlare di scuole, acquedotti, reti elettriche e telefoniche provano che il Sistema Paese \u00e8 sull&#8217;orlo del collasso. In italia purtroppo funziona cosi, prima a nessuno importa nulla di verificare lo stato di sicurezza in cui versano le infrastrutture ormai datate ma appena succede la tragedia tutti si movono per trovare un colpevole a cui affibiare tutta la colpa per poi lapidarlo nelle pubbliche piazze, come se questo fosse l\u2019unico rimedio e soluzione ai problemi. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile accettare che la politica tutta, sia totalmente menefreghista riguardo questa delicata tematica cio\u00e8 di verificare e mettere mano prima che succedano queste tragedie per sistemare le infrastrutture ormai datate e metterle in sicurezza.  <\/p>\n<p>Le Autostrade che dovevano rendere pi\u00f9 veloce e competitiva l&#8217;Italia sono diventate la gallina dalle uova d&#8217;oro dei concessionari. La nostra rete autostradale si snoda per 6.700 chilometri e per l&#8217;87% \u00e8 affidata in concessione ai privati. I concessionari gestiscono circa il 70% dell&#8217;intera rete. Negli ultimi vent&#8217;anni la rete \u00e8 rimasta pi\u00f9 o meno la stessa ma i loro ricavi sono pi\u00f9 che raddoppiati, passando da 2,5 miliardi di euro nel 1993 a oltre 7 miliardi.<\/p>\n<p>Tra il 2008 e il 2016 i pedaggi sono aumentati di circa il 25%, a fronte di un crescita dell&#8217;inflazione nello stesso periodo inferiore al 10%. Secondo un recente studio della Banca d\u2019Italia ogni chilometro di autostrada a pedaggio rende mediamente ai concessionari oltre 1,1 milioni di euro l&#8217;anno. Di questi, 300 mila euro vanno allo Stato e 850 mila alle societ\u00e0 di gestione. Dal 2008 al 2015 la societ\u00e0 ha incassato ai caselli 27,3 miliardi di euro, realizzando 6,3 miliardi di utile netto contro i 3,5 miliardi previsti dal piano finanziario della convenzione. Stesso discorso per il gruppo Sias, con aumenti percentuali record della redditivit\u00e0. <\/p>\n<p>Di converso, gli investimenti per le manutenzioni, l&#8217;ammodernamento e le nuove opere sono diminuiti nello stesso periodo dio circa il 40%. Sia perch\u00e9 dal 2008, complice la crisi economica e finanziaria dell&#8217;Italia, si \u00e8 progressivamente ampliato il divario tra gli investimenti programmati e quelli effettivamente realizzati, sia perch\u00e9 le convenzioni prevedono che i concessionari debbano reinvestire fino al 75% degli introiti solo se il traffico sulle autostrade che gestiscono \u00e8 aumentato pi\u00f9 del previsto rispetto ai piani di sviluppo. Cos\u00ec, dal momento che molti degli investimenti previsti per le nuove opere sono rimasti sulla carta e che il traffico su gran parte della rete autostradale non \u00e8 aumentato, il surplus dei pedaggi \u00e8 finito quasi tutto nelle tasche degli azionisti delle societ\u00e0 lasciandoci una rete autostradale sempre pi\u00f9 obsoleta e meno sicura. <\/p>\n<p>Nonostante questo, le autostrade sono ancora il meglio della nostra rete viaria. Superstrade e strade statali sono ridotte da schifo: strutturalmente inadeguate le superstrade dell&#8217;Anas sono quasi tutte senza corsia di emergenza, con fondi stradali sconnessi la produzione di asfalto \u00e8 diminuita del 40% negli ultimi anni e segnaletica inadeguata. Sui ben 5.300 di strade provinciali dopo che le province sono state prima trasformate in enti di secondo grado dalla Riforma Delrio, poi svuotate di risorse dagli ultimi governi, infine resuscitate dal referendum senza per\u00f2 restituzione del portafoglio la manutenzione \u00e8 stata drasticamente ridotta, se ci sono frane o smottamenti nessuno \u00e8 pi\u00f9 in grado di intervenire, la riasfaltatura e perfino lo sfalcio dell&#8217;erba ai lati della carreggiata se prima si facevano regolarmente ora si fanno una volta ogni tanto. <\/p>\n<p>In compenso, con la scusa della sicurezza, si moltiplica l&#8217;installazione di velox da parte dei comuni, che si comportano esattamente come i concessionari delle autostrade: dovrebbero reinvestire i proventi delle multe per rendere pi\u00f9 sicure le strade a cominciare dalla chiusura delle buche, invece li utilizzano per fare cassa e chiudere i buchi di bilancio. Bella Italia. I ponti crollano. Sono sempre crollati e probabilmente speriamo di no continueranno a farlo. Ma se l&#8217;Italia vanta di essere il Paese dove ancora si possono osservare le meraviglie architettoniche ancora in buono stato dei romani e del periodo fascista bisogna chiedersi perch\u00e9 viadotti moderni e ponteggi ultra ingegneristici collassino su se stessi cos\u00ec spesso.<\/p>\n<p>La risposta probabilmente sta in molti fattori uno dei quali potrebbe essere nel calcestruzzo. I ponti moderni sono costruiti in calcestruzzo armato, una miscela di cemento, acqua, sabbia e ghiaia che viene armata&#8217; con sbarre di ferro e acciaio. Quali sono pero i suoi limiti? A indebolirlo sono l\u2019azione dell\u2019acqua e dei sali corrosivi che possono aggredire l\u2019armatura di ferro e comprometterne la resistenza alla trazione, principale motivo per cui \u00e8 stata inventata l\u2019armatura. Punti deboli. Ai quali si aggiungono tradizioni tutte italiane per risparmiare tempo e denaro. Spesso i costruttori italiani riducono la sezione dei tondini in ferro e inseriscono quelli lisci anzich\u00e9 costati. Inoltre usano sabbia di mare al posto di quella di fiume, anche se la salinit\u00e0 della prima corrode i tondini gi\u00e0 indeboliti dalla sezione ridotta. E cos\u00ec, aggiungendoci una lunga sequela di errori umani, i ponti italiani crollano. Alla faccia degli antichi romani e del periodo Fascista. Questo potrebbe essere uno dei tanti motivi del crollo di tutti questi ponti, non spetta di certo a me poterlo sapere anche perch\u00e9 non sono di certo un esperto in materia ma di una cosa sono stra sicuro : e che adesso siamo veramente stanchi, stufi, incazzati e stiamo diventando anche violenti psicologicamente perch\u00e9 non ne possiamo pi\u00f9 di vivere queste tragedie, piangere dei famigliari, amici e connazionali per colpa della politica menefreghista ed incapace che al posto che sperperare i soldi pubblici per stronzate si dovrebbe impegnare a spenderli per mettere in sicurezza le infrastrutture ed evitare che tragedie come queste continuino ad accadere. <a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\" title=\"Ci sar\u00e0 un motivo se i ponti nel nostro paese crollano\">www.IlGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il crollo del ponte a Genova e solo l\u2019ultima grave tragedia che ha scosso l\u2019intero paese. Adesso che nessuno si permetta di dirvi che \u00e8 stata una casualit\u00e0 ! Non \u00e8 certo colpa della casualit\u00e0 n\u00e9 della topografia della fragile Genova. Io non posso sapere cosa sia accaduto, posso dire per\u00f2 che non credo al fatalismo che considera incontrollabile la forza della natura, dei fulmini e della pioggia. I ponti non crollano per fatalit\u00e0. Due viadotti e due cavalcavia crollati negli ultimi due anni: i primi due nel 2014 su altrettanti strade statali in Sicilia uno addirittura inaugurato due giorni [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2018\/08\/15\/i-ponti-crollano-perche-una-parte-della-classe-politica-italiana-fa-semplicemente-schifo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1083,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,155768,34338,42,51217,395748,395754,395738,64,842,53],"tags":[395758,395750,249,395739,66472],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/498"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1083"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=498"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":800,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/498\/revisions\/800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}