{"id":627,"date":"2018-12-01T21:23:55","date_gmt":"2018-12-01T20:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=627"},"modified":"2021-05-11T05:10:08","modified_gmt":"2021-05-11T03:10:08","slug":"reazione-sociale-per-sconfiggere-la-ndrangheta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2018\/12\/01\/reazione-sociale-per-sconfiggere-la-ndrangheta\/","title":{"rendered":"Reazione sociale per sconfiggere le mafie"},"content":{"rendered":"<p>Non esistono periferie immuni all\u2019Ndrangheta. Essa sta alla criminalit\u00e0 organizzata come una tana buia sta ad una letale vipera. Esattamente allo stesso modo infatti, le periferie offrono un riparo ideale fuori dagli sguardi dei predatori. Sono laterali rispetto al centro nevralgico del territorio di caccia: come in una sorta di cono d\u2019ombra, se si \u00e8 in grado di mantenere un basso profilo, si pu\u00f2 sparire alla luce del sole e magari coprirsi del manto protettivo dell\u2019omert\u00e0. Tutte queste tane sono invisibili agli occhi finch\u00e9 il predatore non trova le tracce lasciate dal loro inquilino, serve un fiuto allenato ed occhio vigile ma a volte neppure questo \u00e8 sufficiente. Occorre che il serpente lasci dietro di s\u00e9 un pezzo, un elemento che possa testimoniare l\u2019esistenza della bestia invisibile, accreditando i sospetti e smentendo chi urlava a pieni polmoni che il predatore strisciante non esisteva. \u00c8 il caso di Corsico, Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio e via dicendo. Periferie dell\u2019hinterland milanese dove la criminalit\u00e0 sia italiana che straniera da decenni trova la sua sede abitativa e logistica. In questa periferia tanti non vedono nulla, non sanno nulla e solo pochi hanno il coraggio di parlare e di vedere, perch\u00e9 il pensiero che va per la maggiore \u00e8: \u201c se mi faccio gli affari miei campo 100 anni\u201d.   In fin dei conti il serpente non attacca i suoi vicini di casa anzi, dove si rintana lui c\u2019\u00e8 tranquillit\u00e0 e sicurezza. Io sono Andrea Pasini e risiedo in un comune nel sud ovest milanese, dove \u2018Ndrangheta cerca ancora oggi di dettare legge, Trezzano Sul Naviglio, Corsico, Buccinasco questi esempi di comuni impestati da questa gentaglia. Io Andrea Pasini e lo ripeto il mio nome e cognome senza paura, anzi con grande orgoglio  dico che personalmente non ho paura e ci metto la faccia senza nascondermi per dire che &#8216;ndrangheta fa schifo e che gli ndranghetisti  e tutti gli affiliati a qualsiasi organizzazione mafiosa sono degli ominicchi senza palle. Le zone di cui ho accennato prima sono questo, un rifugio storico dove i serpenti si aggrovigliano in pace e solo sporadicamente lasciano dietro di s\u00e9 qualche traccia. Io in quel quadrilatero, Corsico, Trezzano Sul Naviglio, Buccinasco e Cesano Boscone ci sono nato. La zona sembra apparentemente tranquilla ad un primo sguardo, si percepisce un certo degrado solo spingendosi negli isolati pi\u00f9 popolari, luoghi dove le forze dell\u2019ordine passano raramente ed in questi spazi la giurisdizione sembra appartenere a qualcun altro e non allo Stato. Sono questi quartieri della periferia Sud-Ovest di Milano che ci tengo ad  analizzare attraverso la mia personale conoscenza di residente in questo quadrilatero. Nei piccoli comuni \u00e8 sempre pi\u00f9 semplice per le organizzazioni mafiose come \u2018Ndrangheta controllare il territorio ed infiltrarsi in esso e nelle amministrazioni. Buccinasco, Corsico, Trezzano Sul Naviglio, Cesano Boscone, Rozzano e altri sono tutti comuni del centro nord dove le mafie e l\u2019Ndrangheta hanno proliferato. &#8216;Ndregheta preferisce i piccoli comuni del Nord per insediarsi e mettere le sue radici. Per le organizzazioni criminali la periferia \u00e8 il cuore pulsante dei loro schifosi affari e dove tessere rapporti. La diffusione del fenomeno mafioso avviene soprattutto attraverso il fittissimo reticolo dei comuni di dimensioni minori. \u00c8 soprattutto nei piccoli comuni che si costruisce una capacit\u00e0 di controllo del territorio, di condizionamento delle pubbliche amministrazioni locali, di conseguimento di posizioni di monopolio nei settori basilari dell\u2019economia mafiosa. Non solo. In questi centri \u00e8 possibile costruire, grazie ai movimenti migratori, estese e solide reti di lealt\u00e0 fondate sul vincolo di corregionalit\u00e0, reti consolidate dalle parentele  e in stretto legame coi i paesi del sud da cui arrivano. Inoltre nei piccoli comuni mancano molte volte numerosi pres\u00ecdi delle forze dell\u2019ordine, e dove ci sono sono pressoch\u00e9 incapaci di fronteggiare da sole il fenomeno mafioso perch\u00e9 perennemente sotto organico per la grande mole di lavoro che occorrerebbe. Ed \u00e8 proprio in questi piccoli comuni che ad esempio le organizzazioni criminali, alle elezioni, possono diventare l\u2019ago della bilancia grazie alla disponibilit\u00e0 di un piccolo numero di preferenze. E cos\u00ec hanno la possibilit\u00e0 di penetrate la<br \/>\nPubblica Amministrazione. Si avverte nel complesso un movimento uniforme e profondo che interessa la maggioranza delle provincie settentrionali e ne mette a rischio sia l\u2019economia sia gli schemi di condotta amministrativa e politica. L\u2019espansione  &#8216;ndrangheta \u00e8 stata favorita da processi di sottovalutazione e di rimozione che coinvolgono di norma la maggior parte dei protagonisti della vita pubblica. Solo negli ultimissimi anni le istituzioni hanno iniziato a fornire risposte quasi adeguate a questa gravissima piaga sociale. \u00c8 importante continuare a controllare il fenomeno: solo con una conoscenza approfondita si possono ideare efficaci azioni di contrasto all\u2019espansione dell\u2019Ndrangheta in questi comuni nelle immediate periferie delle grosse citt\u00e0. Oggi: e non lo dico io ma le varie inchieste di molte procure di tutta Italia, al nord &#8216;ndrangheta comanda su tutte le altre mafie con una sua struttura unitaria \u00e8 diventata la pi\u00f9 potente organizzazione criminale al<br \/>\nMondo. Una delle ultime inchieste denominata \u201cInfinito\u201d condotta dalla DDA della procura di Milano grazie al grande lavoro investigativo dei Carabinieri ha dimostrato che la Lombardia \u00e8 ormai diventata territorio di Ndrangheta. Questa processo ha portato ad una sentenza: sentenza che posiamo dire, sta alla lotta della mafia come la scoperta dell&#8217;atomo sta alla ricerca fisica. Perch\u00e9 questa sentenza non mostra semplicemente che c&#8217;\u00e8 una presenza mafiosa al Nord: questo lo sapevamo dagli anni Settanta e a dimostrarlo c&#8217;erano gi\u00e0 state diverse sentenze. No! questa sentenza dimostra invece che la presenza della &#8216;ndrangheta non \u00e8 pi\u00f9 frutto di &#8220;invasioni&#8221;, di cellule che vagano e arrivano ovunque anche al nord. Ma dimostra che le ndrine dell\u2019ndragheta sono presente in moltissimi comuni del nord Italia sono attive e continuano come un tumore in metastasi ad intaccare distruggendo pezzi di societ\u00e0 sana. E questa metastasi non solo la magistratura, le forze dell\u2019ordine e lo stato devono cercare di fermare e combattere ma anche  e sopratutto noi cittadini comuni, noi persone oneste e per bene dobbiamo senza paura ne timore metterci la faccia e lottate tutti i giorni, parlando, scrivendo, offendendo e manifestando contro tutta questa gentaglia di merda dell\u2019&#8217;ndrangheta e della magia che vogliono distruggere il futuro dei nostri figli.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\" title=\"Reazione sociale per sconfiggere la 'ndrangheta\">www.IlGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non esistono periferie immuni all\u2019Ndrangheta. Essa sta alla criminalit\u00e0 organizzata come una tana buia sta ad una letale vipera. Esattamente allo stesso modo infatti, le periferie offrono un riparo ideale fuori dagli sguardi dei predatori. 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