{"id":840,"date":"2019-08-31T21:56:46","date_gmt":"2019-08-31T19:56:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/?p=840"},"modified":"2019-08-31T21:56:46","modified_gmt":"2019-08-31T19:56:46","slug":"il-malaffare-si-combatte-anche-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pasini\/2019\/08\/31\/il-malaffare-si-combatte-anche-a-scuola\/","title":{"rendered":"Il malaffare si combatte anche a scuola"},"content":{"rendered":"<p>La resistenza alla mafia, all\u2019ndrangheta e a tutte le associazioni mafiose non \u00e8 solo un affare delle forze dell\u2019ordine e della magistratura, ma riguarda ogni singolo cittadino, al nord, al centro e al sud.  Oggi i nemici della legalit\u00e0 sono oltre alle mafie  macro o micro che siano, anche le corruzioni che sono poteri forti spesso ab-soluti rispetto alla legge, perch\u00e9 hanno creato una rete capillare di illegalit\u00e0 e spesso si ha una legittimazione quasi inconsapevole producendo una sorta di tolleranza ed omert\u00e0 nei cittadini, e dopo il tragico 11 settembre 2001 siamo stati catapultati anche nell\u2019epoca del terrorismo , con una convivenza sociale attraversata dalla paura e dal sospetto verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 altro da noi per cultura, etnia, religione, genere sessuale. Se la mafia e Ndrangheta sono un\u2019istituzioni antistato che attirano consensi perch\u00e9 ritenute pi\u00f9 efficaci in certi contesti dello stato, \u00e8 compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando i giovani alla cultura dello Stato e delle istituzioni. Educare significa anche prevenire. Ecco perch\u00e9 l\u2019educazione alla legalit\u00e0 rappresenta, nell\u2019attuale momento storico in cui la nostra societ\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 contraddittoria e travagliata dalle violenze quotidiane, uno degli aspetti fondamentali della formazione integrale della persona per sviluppare il senso della legalit\u00e0 e per promuovere la partecipazione attiva e costruttiva nella propria comunit\u00e0 di appartenenza e nel territorio. Bisogna promuovere  la crescita equilibrata della personalit\u00e0  dell\u2019allievo affinch\u00e9 possa assumere atteggiamenti responsabili verso se stesso, la societ\u00e0 e il mondo intero imparando a gestire i conflitti interpersonali e ad accettare e condividere i valori di pace, fratellanza e rispetto per le istituzioni. Educare alla convenienza democratica deve essere una priorit\u00e0. Bisogna assumere la consapevolezza che un futuro di pace e di legalit\u00e0 nasce dalla conoscenza delle cause presenti  e storiche che provocano le discordie e i fenomeni criminali. L&#8217;introduzione di ore di studio nelle scuole primarie e secondarie sarebbe anche un modo per fare s\u00ec che gli studenti di ogni ordine e grado possano informarsi su un fenomeno negativo come la mafia e l\u2019ndrangheta non solo attraverso le fiction tv, ma anche studiando di chi la mafia l&#8217;ha combattuta anche a costo di sacrificare la sua vita. \u00c8 oggi pi\u00f9 che mai fondamentale spiegare alle nuove generazioni nelle scuole cosa siano le organizzazioni mafiose, come operino e che enormi danni arrechino alla nostra societ\u00e0. Tutto questo va spiegato con un approccio multidisciplinare, che parta da una lettura storica, ma che arrivi a contestualizzare il fenomeno ai giorni nostri. \u00c8  altres\u00ec importante favorire una presa di coscienza tra gli alunni , ma soprattutto rompere il muro psicologico che per anni ha fatto considerare la criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso come un problema che colpiva solo le regioni del Sud. Se la mafia o Ndrangheta nel corso del tempo hanno saputo sempre pi\u00f9 radicarsi, trasformarsi, adattarsi alle trasformazioni economiche \u00e8 stato grazie all&#8217;incapacit\u00e0 di coglierne la presenza e l&#8217;azione, unitamente a troppe colpevoli connivenze o omissioni. Io sono Andrea Pasini un giovane imprenditore residente  in uno dei comuni del sud ovest milanese. Comuni come Buccinasco, Trezzano Sul Naviglio, Cesano Boscone e Rozzano che purtroppo da molti anni sono stati  invasi da famiglie di Ndrangheta calabresi. Proprio nelle scuole di questi comuni  sarebbe fondamentale visto la presenta dell\u2019ndragheta che negli ultimi trenta anni \u00e8 crescita a dismisura intaccando settori pi\u00f9 svariati dell\u2019economia e della politica raccontare ai giovani che cosa sia realmente questa consorteria mafiosa, come operi, che danno apporti alla societ\u00e0 e che schifo faccia. E quanto invece \u00e8 bello nella vita schierarsi con orgoglio e con decisione dalla parte dello Stato, delle istituzioni e delle legalit\u00e0.  Solo cos\u00ec possiamo far capire  ai nostri giovani quale sia la strada corretta  da prendere quando diventeranno adulti e quali siano i valori sani della vita da seguire. Crescendo questi giovani  avranno molte pi\u00f9 probabilit\u00e0  di imboccare  la strada dell\u2019onest\u00e0 e della legalit\u00e0 e di diventare dei cittadini con la schiena dritta che sappiano sempre senza indugi da che parte stare e cio\u00e8 dalla parte delle istituzioni e dello Stato schifando e combattendo il malaffare e le mafie. Questa sarebbe una proposta  da sottoporre al Ministro dell&#8217;Istruzione:  inserire durante l\u2019orario delle lezioni nelle scuole nel nostro paese una materia come l\u2019educazione civica che si focalizzi sull\u2019insegnamento di che cosa siano le mafie, come operino e che danno apportino alla societ\u00e0 e di conseguenza alle persone. Auspico che il Ministro dell\u2019Istruzione al pi\u00f9 presto faccia una attenta e seria riflessione su questo tema e subito dopo ne dia una concreta attuazione. Perch\u00e9 le associazioni mafiose e il malaffare si combattono anche e sopratutto a scuola. <a href=\"http:\/\/www.IlGiornale.it\" title=\"Il malaffare si combatte anche a scuola\">www.IlGiornale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La resistenza alla mafia, all\u2019ndrangheta e a tutte le associazioni mafiose non \u00e8 solo un affare delle forze dell\u2019ordine e della magistratura, ma riguarda ogni singolo cittadino, al nord, al centro e al sud. 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