{"id":1021,"date":"2020-01-29T07:54:49","date_gmt":"2020-01-29T06:54:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=1021"},"modified":"2020-01-29T20:29:46","modified_gmt":"2020-01-29T19:29:46","slug":"spagna-decostruire-le-coste-dopo-i-folli-anni-della-cementificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/01\/29\/spagna-decostruire-le-coste-dopo-i-folli-anni-della-cementificazione\/","title":{"rendered":"Spagna, decostruire le coste dopo i folli anni della cementificazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il passaggio della \u201cTempesta Gloria\u201d<\/strong> con la sua forza distruttiva, mai vista prima, \u00a0<strong>a base di v\u00e9nti a 120 km\/h, bombe d\u2019acqua e onde altissime<\/strong> sulla costa meridionale della Spagna, ha invitato gli spagnoli <strong>a una riflessione<\/strong>: bisogna assolutamente rivedere <strong>i piani edilizi dei litorali<\/strong>, che, in parole pi\u00f9 semplici, significa: <strong>basta costruire a due metri<\/strong> dalla battigia.<\/p>\n<div id=\"attachment_1029\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/barc.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1029\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1029\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/barc-300x168.jpg\" alt=\"La spiaggia di Barcellona spazzata dai venti a 100km\/h della Tempesta Gloria. \" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/barc-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/barc.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1029\" class=\"wp-caption-text\">La spiaggia di Barcellona spazzata dai venti a 100km\/h della Tempesta Gloria. Il litorale cittadino della capitale catalana tra il 1990 e il 1992 ha subito una totale ricostruzione, con una spiaggia profonda capace di fermare le onde del mare in tempesta.\u00a0<\/p><\/div>\n<p><strong>Gloria ha ucciso 13 spagnoli<\/strong> e devastato spiagge, abitazioni, ristoranti, hotel e qualsiasi costruzione <strong>legale o illegale che si trovava sulla costa.<\/strong> I danni superano i <strong>100 milioni di euro<\/strong>. Il parere del <strong>Collegio dei Geologi di Spagna<\/strong>(ICOG) \u00e8 severo: <strong>ora \u00e8 necessario \u201cdecostruire\u201d tutto ci\u00f2<\/strong> che si \u00e8 costruito negli ultimi <strong>quarant\u2019anni sul litorale<\/strong> spagnolo, altrimenti a ogni crisi climatica, si raccoglieranno <strong>soltanto vittime e distruzione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u201cLe tempeste di Levante sono fenomeni relativamente<\/strong> frequenti, ma con una costa cos\u00ec <strong>antropizzata da infrastrutture<\/strong> e case <strong>in prima linea<\/strong> \u2013 ha spiegato <strong>il geologo Joan Manuel Vilaplana<\/strong> &#8211; e con alcuni fiumi e torrenti che <strong>non trasportano pi\u00f9 sedimenti<\/strong>, stiamo impedendo il naturale <strong>rinnovamento delle spiagge\u201d.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_1030\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/tormenta.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1030\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1030\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/tormenta-300x225.jpg\" alt=\"La costa mediterranea della Spagna \u00e8 stat pesantemente colpita dal passaggio della Tempesta Gloria \/la Tormenta Gloria) che ha lasciato 3 morti e decine di milioni di euro di danni. Avere costruito troppo vicino al mare ha messo in pericolo le abitazioni e le strade.\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/tormenta-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/tormenta.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1030\" class=\"wp-caption-text\">La costa mediterranea della Spagna \u00e8 stat pesantemente colpita dal passaggio della Tempesta Gloria \/la Tormenta Gloria) che ha lasciato tredici morti e decine di milioni di euro di danni. Avere costruito troppo vicino al mare ha messo in pericolo le abitazioni e le strade.<\/p><\/div>\n<p><strong>Nei primi anni Ottanta la Spagna<\/strong>, sull\u2019onda ottimista e trascinante del <strong>boom economico, inizi\u00f2 a costruire, edificare e cementare milioni di metri quadrati<\/strong>, nelle periferie urbane e, soprattutto, lungo le sue <strong>splendide coste<\/strong>. Oltre a dare una casa agli spagnoli, le aziende costruttrici sentirono il grande bisogno di <strong>dare un tetto anche ai ricchi vacanzieri tedeschi<\/strong>, inglesi, olandesi e scandinavi. E per portare questa missione a termine, in <strong>Spagna si sono visti abusi e mostri edilizi<\/strong>, quasi come in Italia. Nella maggior parte <strong>sono cresciuti orrendi falansteri costruiti<\/strong> negli anni Ottanta <strong>lungo la Costa Blanca<\/strong>, da Benidorm, a Lloret de Mar e gi\u00f9 <strong>gi\u00f9 fino a Malaga<\/strong>. \u00a0Abitazioni dai cui <strong>citofoni si sente il rumore delle onde<\/strong> sulla battigia. C\u2019\u00e8 un film del cineasta spagnolo <strong>Bigas Luna \u201cHuevos de oro\u201d,<\/strong> espressione per dire che un uomo ha <strong>\u201cle palle d\u2019oro\u201d, ovvero che ci sa fare nel business<\/strong> (e anche con le donne) che racconta <strong>la febbre del mattone<\/strong>, con tutta la sua volgare genesi.<\/p>\n<p><strong>Una febbre che \u00e8 diventata crisi<\/strong> verso la fine degli anni Dieci del Duemila, quando la crisi economica <strong>chiuse i rubinetti del credito bancario<\/strong>, la maggior parte delle societ\u00e0 costruttrici fall\u00ec, molti prestiti <strong>non vennero restituiti<\/strong>, le rate dei mutui non pagate e <strong>tre milioni di lavoratori<\/strong> legati al mattone, <strong>persero il lavoro<\/strong>. Soltanto a Barcellona, <strong>l\u201980 per cento delle agenzie immobiliari chiuse<\/strong>tra il 2007 e il 2011, <strong>tre imprese di costruzioni<\/strong> su cinque fecero <strong>bancarotta<\/strong> e nel 2009 in Spagna c\u2019erano <strong>oltre 400 mila sfratti esecutivi.<\/strong> Si era costruito troppo, troppo in fretta, con troppe poche credenziali e troppa facilit\u00e0 nel vendere mutui e finanziamenti <strong>a famiglie gi\u00e0 indebitate <\/strong>e con lavori precari.<\/p>\n<p><strong>Ci sono voluti quasi dieci anni per recuperare<\/strong> la met\u00e0 del giro d\u2019affari che il settore delle costruzioni aveva nel 2005, quando <strong>valeva il 18 per cento del Pil nazionale<\/strong> spagnolo. Attualmente il mercato \u00e8 <strong>in ripresa, corre assieme al ripresa economica<\/strong> del Paese che cresce economicamente ogni anno <strong>con una media tra il 2,4 e il 3,1 per cento<\/strong>. Dati che sono pura fantascienza per l\u2019Italia inchiodata al cianotico +0,2%.<\/p>\n<p><strong>A Madrid, Barcellona e Bilbao gli affitti sono gi\u00e0 aumentati del 30 per cento<\/strong>, i prezzi delle case sono gi\u00e0 alle stelle (a Barcellona nel <strong>2019 si sono estinti gli appartamenti al di sotto dei 200 mila euro<\/strong> e la legge non permette pi\u00f9 di costruire, se non di recuperare). Molti analisti <strong>si aspettano l\u2019esplosione della nuova <em>barbuja del ladrillo<\/em><\/strong><em>, <\/em>la bolla del mattone.<\/p>\n<p><strong>Chiusa la parentesi dell\u2019edilizia folle che dal 1980<\/strong> ha cementato le coste spagnole, vediamo che <strong>cosa \u00e8 successo al delta dell\u2019Ebro<\/strong>, il fiume pi\u00f9 lungo e <strong>importante di Spagna<\/strong>. I geologi sono allarmati <strong>perch\u00e9 hanno scoperto che i numerosi bacini idrici<\/strong> che l\u2019Ebro ha a monte, utilizzati per <strong>l\u2019energia idroelettrica<\/strong>, per l\u2019approvvigionamento idrico e per l\u2019irrigazione, <strong>trattengono i sedimenti<\/strong> trasportati dal fiume e impediscono cos\u00ec il deposito di questi nel delta <strong>per un rinnovamento naturale<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_1032\" style=\"width: 285px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/delta.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1032\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1032\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/delta.jpg\" alt=\"IL delta del fiume Ebro, la via d'acqua pi\u00f9 lunga e importante di Spagna. La tempesta Gloria ha distrutto le coltura del delta, zona di grande agricoltura. \" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1032\" class=\"wp-caption-text\">Il delta del fiume Ebro, la via d&#8217;acqua pi\u00f9 lunga e importante di Spagna. La tempesta Gloria ha distrutto le coltura del delta, zona di grande agricoltura.<\/p><\/div>\n<p><strong>\u201cIl delta dell\u2019Ebro \u00e8 in declino da decenni<\/strong> a causa della mancanza di sedimenti\u201d, ha dichiarato Vilaplana. Il Collegio dei geologi spagnolo <strong>sottolinea che l\u2019aumento del livello del mare<\/strong> causato dal <strong>riscaldamento globale<\/strong> <strong>far\u00e0 diminuire<\/strong> le dimensioni del delta in futuro non troppo lontano. \u201cMa se non facciamo nulla, ridurne le dimensioni sar\u00e0 molto <strong>pi\u00f9 drastico e pi\u00f9 veloce<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia la <strong>grande sfida per la Spagna dei prossimi decenni<\/strong> \u00e8 di decostruire il suo litorale, <strong>liberandolo da tutti gli abusi edilizi,<\/strong> per facilitare la ricostruzione naturale delle spiagge. L\u2019impegno \u00e8 per facilitare <strong>il naturale apporto di sedimenti ai fiumi<\/strong>, come misura <strong>per evitare future catastrofi<\/strong>come quelle portate dalla tempesta Gloria. Joan Manuel Vilaplana pensa che <strong>le infrastrutture e gli alloggi dovrebbero essere rimossi<\/strong> dalle spiagge, ove sia possibile, dalle aree di costa del <strong>Mediterraneo e spostate verso l\u2019interno<\/strong>. Si tratta di una misura che richiede un ampio consenso tra le parti interessate e <strong>avr\u00e0 effetto \u201ca medio e lungo termine\u201d.<\/strong> Tuttavia, il geologo precisa che un\u2019ampia spiaggia \u201c\u00e8 la <strong>migliore protezione naturale<\/strong> contro le tempeste marittime\u201d.<\/p>\n<p><strong>Vilaplana fornisce come esempio il recupero<\/strong> e la ricostruzione delle spiagge di <strong>Barcellona, \u200b\u200bdove fabbriche, costruzioni<\/strong> e un\u2019intera raffineria di petrolio <strong>sono state rimosse tra il 1990<\/strong> e il 1992 (in tempo per <strong>ospitare le Olimpiadi del \u201992<\/strong>). \u201cIn Catalogna abbiamo <strong>la linea ferroviaria con il traffico passeggeri pi\u00f9 elevato tra Barcellona e Matar\u00f3<\/strong> che corre lungo la costa, vicino alla spiaggia\u201d, afferma Vilaplana. \u201c<strong>Tale infrastruttura dovrebbe essere trasferita all\u2019interno<\/strong> per eliminare la sua elevata esposizione al rischio di tempeste e <strong>lasciare spazio per consentire alla spiaggia di fungere da barriera<\/strong> naturale al mare\u201d. E in Italia <strong>come siamo messi?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il passaggio della \u201cTempesta Gloria\u201d con la sua forza distruttiva, mai vista prima, \u00a0a base di v\u00e9nti a 120 km\/h, bombe d\u2019acqua e onde altissime sulla costa meridionale della Spagna, ha invitato gli spagnoli a una riflessione: bisogna assolutamente rivedere i piani edilizi dei litorali, che, in parole pi\u00f9 semplici, significa: basta costruire a due metri dalla battigia. Gloria ha ucciso 13 spagnoli e devastato spiagge, abitazioni, ristoranti, hotel e qualsiasi costruzione legale o illegale che si trovava sulla costa. I danni superano i 100 milioni di euro. Il parere del Collegio dei Geologi di Spagna(ICOG) \u00e8 severo: ora \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/01\/29\/spagna-decostruire-le-coste-dopo-i-folli-anni-della-cementificazione\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1108,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26334,372017,10828,372028,13287,13226,79,119,43,42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1021"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1021"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1033,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1021\/revisions\/1033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}