{"id":1125,"date":"2020-03-12T08:09:30","date_gmt":"2020-03-12T07:09:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=1125"},"modified":"2020-03-12T10:43:01","modified_gmt":"2020-03-12T09:43:01","slug":"madrid-11-marzo-2004-non-lavate-via-quel-sangue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/03\/12\/madrid-11-marzo-2004-non-lavate-via-quel-sangue\/","title":{"rendered":"Madrid 11 marzo 2004, non lavate via quel sangue"},"content":{"rendered":"<p><strong>Era una mattina umida e nuvolosa a Barcelona<\/strong>. Guardavo la Rambla de Canalettes dalla <strong>finestra della camera dell&#8217;hotel<\/strong> dove ero alloggiato, in attesa di entrare nell&#8217;appartamento che avevo affttato, <strong>quando Laura mi manda un messaggio che mi gelo:<\/strong> &#8220;L&#8217;Eta ha commesso un attentato grandissimo!&#8221;, <strong>nel suo italiano semplice<\/strong>, mi aveva dato una notizia che dovevo seguire. <strong>Accesi il televisore e vidi che dalla Stazione Ferroviaria di Atocha<\/strong>\u00a0, a Madrid, si alzava una nuvola nera di fumo. <strong>Un treno della Carcanias, treni locali<\/strong> che collegano l&#8217;estesa periferia madrilena al centro citt\u00e0,<strong> era stato disintegrato da un&#8217;esplosione entrando<\/strong> nella stazione di Atocha la pi\u00f9 grande di Madrid. Ma c&#8217;erano altri tre convogli coinvolti da varie esplosioni<strong> in tre stazioni attorno alla capitale di Spagna.<\/strong> C&#8217;erano decine di morti in mezzo alle lamiere roventi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1138\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/att.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1138\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1138\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/att-300x169.jpg\" alt=\"La matina dell'11 marzo 2004 dieci esplosivi al plastico esplosero su quattro treni pendolari che convergevano verso la stazione centrale di Madrid Atocha. Le vittime furono 177 e i feriti oltre 2 mila. Si aggiunsero poi altri 15 morti, deceduti qualche giorno dopo.\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/att-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/att.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1138\" class=\"wp-caption-text\">La matina dell&#8217;11 marzo 2004 dieci esplosivi al plastico esplosero su quattro treni pendolari che convergevano verso la stazione centrale di Madrid Atocha. Le vittime furono 177 e i feriti oltre 2 mila. Si aggiunsero poi altri 15 morti, deceduti qualche giorno dopo.<\/p><\/div>\n<p><strong>Era molto strano che il colpevole fosse l&#8217;ETA<\/strong>, il gruppo armato di terroristi irredentisti baschi che chiedevano <strong>l&#8217;indipendenza di Euskadi (Paesi Baschi)<\/strong> . Nella loro lunga guerra <strong>contro il Governo di Madrid non avevano<\/strong> mai osato colpire i civili e ordire una strage cos\u00ec sanguinaria e, soprattutto, <strong>senza avvisare.<\/strong> Ma tutti pensavano all&#8217;ETA, lo stesso primo <strong>ministro dell&#8217;epoca Jos\u00e9 Maria Aznar era apparso<\/strong> in tv per condannare i terroristi baschi. Questo a tre giorni dalle elezioni legislative che avrebbero potuto eleggere <strong>Mariano\u00a0Rajoy, delfino di Aznar,\u00a0presidente de Consiglio,\u00a0<\/strong>confermare per altri quattro anni i Popolari alla guida. Chiamai\u00a0<strong><em>Il Giornale<\/em><\/strong> <strong>e mi precipitai in aeroporto.<\/strong> I voi erano stati sospesi in tutto il Paese, <strong>i treni erano fermi,<\/strong> optai per <strong>affittare un&#8217;auto e con il mio amico<\/strong> fotografo Teo, un triestino 34enne, \u00a0freelance locale che ora vive in Brasile, <strong>part\u00ec all&#8217;avventura alla volta di Madrid.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In aereo Barcellona-Madrid \u00e8 come un Milano-Roma,<\/strong> una cinquantina di minuti, in treno <strong>con la loro alta velocit\u00e0 (Ave) sono 2 ore<\/strong> e quaranta per circa 600 km. Mantenendo una buona media in autostrada <strong>tra i 130 e i 150 km\/h dove consentito<\/strong>, in meno di cinque ore ci si arriva. Sintonizzati sulla radio, <strong>appresi che le esplosioni, forse una decina<\/strong>,\u00a0e quasi simultanee si erano verificate tra le 7.36 e le 7.40 su <strong>quattro treni locali\u00a0dellaCercanias.<\/strong> Carichi di pendolari. Morti e feriti erano a decine,<strong> sicuramente pi\u00f9 di cento vittime.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_1139\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/atocha.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1139\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1139\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/atocha-300x225.jpg\" alt=\"La Stazione di Madrid Puerta de Atocha, il pi\u00f9 importante snodo ferroviario di Spagna, venne inaugurata nel 1851 e nel 1892 la facciata venne ricostruita. Continu\u00f2 il suo esercizio fino alla sua soppressione avvenuta nel 1992, quando fu inglobata nella nuova stazione di Madrid Puerta de Atocha e Atocha-Cercan\u00edas. Il piazzale dei binari venne convertito in una bellissima grande serra.\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/atocha-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/03\/atocha.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1139\" class=\"wp-caption-text\">La Stazione di Madrid Puerta de Atocha, il pi\u00f9 importante snodo ferroviario di Spagna, venne inaugurata nel 1851 e nel 1892 la facciata venne ricostruita. Continu\u00f2 il suo esercizio fino alla sua soppressione avvenuta nel 1992, quando fu inglobata nella nuova stazione di Madrid Puerta de Atocha e Atocha-Cercan\u00edas. Il piazzale dei binari venne convertito in una bellissima grande serra.<\/p><\/div>\n<p><strong>Nel 2004 conoscevo poco della Spagna<\/strong>, non avevo mai guidato sulle <strong>sue strade e autostrad<\/strong>e. Ero arrivato a <strong>Barcelona co l&#8217;idea di fermarmi<\/strong> pi\u00f9 a lungo possibile, per colpa di una donna e della voglia<strong> di lasciare Milano che<\/strong>, gi\u00e0 altre volte avevo lasciato, ma poi, puntualmente mi aveva <strong>risucchiato indietro.<\/strong> Per vari motivi. La capitale della Catalogna <strong>mi era sembrata una bellissima<\/strong> citt\u00e0 dove vivere, piena di arte, cultura e gioia. <strong>Piena di orgoglio e di senso civico,<\/strong> pulita, ordinata, bel controllata da molta polizia e, appunto,<strong> da un senso civico contagioso<\/strong>. E poi quale citt\u00e0 al mondo ti permette di andare in spiaggia <strong>direttamente con la metropolitana?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Siamo partiti alle 9,15 e alle 11<\/strong> eravamo quasi a met\u00e0 strada. Avvicinandosi all Comunit\u00e0 di Madrid, ricordo che il traffico era aumentato. <strong>Ai caselli c&#8217;era molta polizia armata che fermava le auto<\/strong> c&#8217;erano anche dei mezzi militari. Per la serata erano state organizzate decine di <strong>manifestazioni spontanee dei cittadini<\/strong> che volevano la verit\u00e0. Non poteva <strong>essere stata l&#8217;ETA<\/strong> come troppo maldestramente il premier Aznar continuava a ripetere come fosse un disco rotto. <strong>Gli spagnoli erano molto spaventati,<\/strong> ma anche arrabbiati, volevano la verit\u00e0, qualsiasi cosa fosse.<\/p>\n<p><strong>Dopo avere superato diversi controlli<\/strong>, alle 14,45 siamo entrati nel centro di Madrid, abbiamo parcheggiato a due chilometri dalla stazione e siamo arrivati sul luogo<strong> dell&#8217;attentato con il cure in gola<\/strong>. Atocha era off limits, c&#8217;erano due elicotteri che sorvolavano in cielo, c&#8217;era la Guardia Civil, la Policia e l&#8217;esercito.<strong> L&#8217;incendio scoppiato sui binari 10 e 11 dove tre esplosioni <\/strong>avevano disintegrato un treno di otto vagoni, era stato domato. <strong>Entravano e uscivano decine di ambulanza<\/strong>. Mentre Teo tentava di entrare dai binari, scendo<strong> da un lato <\/strong>pericoloso<strong> di trenta metri<\/strong>, io tentavo di parlare con la polizia, davanti a <strong>un cordone di militari armati di mitraglietta<\/strong> e con la faccia scura. Le autorit\u00e0 di polizia spagnolo non sono per <strong>nulla malleabile come spesso sono carabinieri<\/strong> e Polizia che agevolano il lavoro dei giornalisti. Qui la polizia ha un retaggio molto militare e squadrista: piuttosto ti gonfi di botte, ma non ti dice nulla. C&#8217;era una grande nervosismo nell&#8217;aria, la tensione schiacciava il respiro.<strong> I fotografi urlavano, non erano stati ammessi<\/strong>, se no solo pochi, <strong>i giornalisti stranieri erano tenuti lontano<\/strong>, come fossero sciacalli. <em>L&#8217;aria puzzava di gomma bruciata<\/em>, di polvere da sparo, di sangue rappreso e di morte. <strong>L&#8217;ETA non avrebbe potuto fare questo.<\/strong><\/p>\n<p>Alle 19, <strong>il portavoce della polizia ci lesse un comunicato<\/strong>. Era un bollettino di guerra. Solo ad Atocha c&#8217;erano 78 morti e <strong>oltre seicento feriti<\/strong> che erano stati portati in sette ospedali. Un magazzino depositi era stato adibito per accogliere i corpi delle vittime, chiusi dentro a involucri neri. Teo mi chiam\u00f2, aveva la voce rotta dal sangue. <strong>Aveva visto un braccino tra le pietre del binario<\/strong>, pensava fosse un pezzo di bambola,\u00a0\u00a0e invece era un piccolo arto umano di <strong>un corpo di un bambino tra i 4 e i 5 anni<\/strong>, disintegrato dall&#8217;esplosione. Mi sono pentito di avere visto, poi, in hotel le foto che era riuscito a raccogliere e di cui <strong>la met\u00e0 non potevano essere pubblicati<\/strong> per rispetto alle vittime e ai loro famigliari.<\/p>\n<p>Era stata al-Qaida, erano stati i terroristi islamisti. Avevano <strong>colpito il cuore di Spagna per punire il suo Governo<\/strong>, l&#8217;esecutivo del popolare di destra Aznar che aveva appoggiato <strong>l&#8217;esercito americano in Iraq<\/strong> inviando le sue truppe. Avevano colpito l&#8217;Europa, avrebbero potuto colpire anche l&#8217;Italia. <strong>Era la peggiore strage di civili dopo la fine<\/strong> della Guerra Civil e della Seconda Guerra Mondiale. Io e Teo ci siamo trovati avare in una Marid che era scesa in piazza per piangere le vittime e urlare la rabbia contro Aznar e il suoi ministri che 14 ore dopo<strong> l&#8217;attentato continuavano a ripetere che era stata l&#8217;ETA<\/strong> che nel frattempo aveva inviato un filmato in cui due guerrieri baschi col volto incappucciato comunicavano la totale estraneit\u00e0 <strong>degli etarras a quella carneficina.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alle 10 di sera chiusi il pezzo e lo mandai a Milano<\/strong>. La mattina successiva mentre leggevo i giornali con i duri attacchi <strong>ad Aznar e al partito Popolare<\/strong> che aveva nascosto i veri colpevoli, ormai era ufficiale che era stato al-Q\u0101\u02bfida\u00a0e si attendeva la conferma <strong>dal canale tv arabo alJazira<\/strong>, arriv\u00f2 la notizia <strong>di un conflitto a fuoco a Leganes<\/strong>, una cittadina di 200 mila abitanti a Nord di Madrid. In una palazzina la polizia aveva trovato uno degli attentatori, <strong>uno di coloro che aveva lasciato gli zaini con dentro<\/strong> l&#8217;esplosivo al plastico potentissimo <strong>(Goma-2 ECO) collegato a telefonini con timer\/sveglia.\u00a0<\/strong>grazie alla mancata attivazione del timer di uno di questi cellulari, e <strong>alla presenza di una simcard interna,<\/strong> le indagini sugli <strong>assassini avrebbero, poi, porta a vari arresti.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il quotidiano <i>al-Quds al-\u02bfArabi <\/i><\/strong>la notte tra l&#8217;11 e il 12<i>\u00a0<\/i>aveva ricevuto\u00a0nella sua sede di Londra\u00a0una lettera di rivendicazione in cui si affermava che <strong>la Brigata Abu Hans al-Masri, a nome di al-Q\u0101\u02bfida<\/strong>, la rete terroristica di Osama bin Laden era responsabile degli attentati di Madrid, attuati come <strong>regolamento di conti con la Spagna,<\/strong> accusata di complicit\u00e0 con gli Usa e il Regno Unito\u00a0nella\u00a0crociata contro l&#8217;Islam. <strong>La sera de 12 marzo a Madrid scesero<\/strong> in piazza <strong>due milioni di persone<\/strong>\u00a0per chiedere\u00a0\u00a0la verit\u00e0. Quella stessa sera ci furono enormi manifestazioni \u00a0anche a Siviglia, Salamanca, Bilbao, Santiago, Valencia e Barcellona. <strong>Il resto \u00e8 storia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le vittime in totale furono 192, i feriti oltre 2 mila<\/strong>. Il 15 febbraio del 2007\u00a0inizi\u00f2 il processo ai presunti attentatori. L&#8217;Audencia Nacional, trasferita alla Casa de Campo per motivi di spazio,\u00a0<strong>era\u00a0presieduto dal giudice Javier G\u00f3mez Berm\u00fadez<\/strong> , ascolt\u00f2 400 ore di dichiarazioni, i 28 imputati e circa 300 testimoni. Furono portate in tribunale una sessantina di prove con mille fascicoli da ottanta pagine, <strong>per un totale di 80 mila pagine di relazione<\/strong>. \u00a0Dopo cinque mesi e\u00a057 sedute, \u00a0il processo si chiuse. <strong>Per <i>Il Giornale <\/i>ho seguito l&#8217;apertura e una ventina<\/strong> di sedute.\u00a0Il 31 ottobre arriv\u00f2 il\u00a0verdetto.<\/p>\n<p><strong>La sentenza stabil\u00ec che\u00a0che gli attentati<\/strong> furono compiuti da una cellula terrorista jih\u0101dista. Nell&#8217;attentato <strong>non ci fu partecipazione della organizzazione terrorista<\/strong> basca ETA. Si era sospettato che i terroristi avessero venduto l&#8217;esplosivo al plastico. Furono riconosciuti come esecutori dell&#8217;attentato, <strong>insieme con i &#8216;suicidi di Leganes<\/strong>&#8216;, <strong>Jamal Zougam e Otman El Gnaoui<\/strong>, condannati a 42 mila anni di galera, \u00a0cos\u00ec come alcuni complici come Jos\u00e9 Emilio Su\u00e1rez Trashorras, l&#8217;unico spagnolo, \u00a0che forn\u00ec l&#8217;esplosivo. <strong>Nel Codice Penale spagnolo la pena fa il conto cumulativo<\/strong> degli anni di carcere legati a un reato. Condannati anche \u00a0come ispiratori <strong>Rabei Osman El Sayed, &#8220;Mohamed l&#8217;Egiziano (fermato a Milano<\/strong>, nella moschea di viale Jenner, dopo che la Polizia milanese intercett\u00f2 una sua telefonata). Hassan El Haski e Youssef Belhadj, bench\u00e9 segnalati dalla CIA come terroristi, <strong>furono, invece, assolti per insufficienza di prove.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I<\/strong> <strong>condannati furono: Otman El Gnaoui: 42 922 anni, associazione<\/strong> terrorista e <strong>partecipazione diretta negli attentati<\/strong>. Jamal Zougam: 42 922 anni, associazione terrorista e partecipazione diretta negli attentati. Jos\u00e9 Emilio Su\u00e1rez Trashorras: 34 715 anni, <strong>partecipazione agli attentati con riduzione di pena per problemi psichiatrici.<\/strong> Abdelmagid Bouchar: 18 anni, appartenenza ad associazione terrorista e traffico di esplosivi. Hassan El Haski: 15 anni, dirigente di associazione terrorista. <strong>Youssef Belhadj: 12 anni, appartenenza ad associazione terrorista e Rafa Zouhier: 10 anni, traffico di esplosivi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Era una mattina umida e nuvolosa a Barcelona. Guardavo la Rambla de Canalettes dalla finestra della camera dell&#8217;hotel dove ero alloggiato, in attesa di entrare nell&#8217;appartamento che avevo affttato, quando Laura mi manda un messaggio che mi gelo: &#8220;L&#8217;Eta ha commesso un attentato grandissimo!&#8221;, nel suo italiano semplice, mi aveva dato una notizia che dovevo seguire. Accesi il televisore e vidi che dalla Stazione Ferroviaria di Atocha\u00a0, a Madrid, si alzava una nuvola nera di fumo. Un treno della Carcanias, treni locali che collegano l&#8217;estesa periferia madrilena al centro citt\u00e0, era stato disintegrato da un&#8217;esplosione entrando nella stazione di Atocha [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/03\/12\/madrid-11-marzo-2004-non-lavate-via-quel-sangue\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1108,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3756,10828,371993,16949,371990],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1125"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1125"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1142,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1125\/revisions\/1142"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}